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Cultura

Alessandro Ricci, il sognatore che scrive per i bambini

Alessandro
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Scritto da Elena Barbati

Ciao Alessandro Ricci, benvenuto su Uau Magazine. Vorrei iniziare chiedendoti di presentarti e raccontarci della tua Guida turistica per Sognatori.

Ciao Elena, grazie per avermi ospitato su Uau Magazine. È un vero piacere.
Ho 39 anni, nella vita faccio l’impiegato fino alle 17 e 30 circa, poi mi cambio in fretta e mi fiondo in palestra, dove faccio l’istruttore di fitness musicale. Scarpette da ginnastica e step ormai fanno parte del mio modo di essere. Nel tempo che mi resta mi dedico alla lettura e alla scrittura. La letteratura, soprattutto quella per bambini e ragazzi, è una delle mie più grandi passioni, che mi accompagna da quando alle elementari lessi per la prima volta Le Streghe di Roald Dhal.

La pagina Guida turistica per Sognatori è stata il primo mezzo con cui ho iniziato a diffondere le mie favole, cercando qualcuno che avesse voglia di leggerle.

La prima che ho scritto risale addirittura ai tempi delle medie, le ho modificate e corrette più volte negli anni e sono molto orgoglioso di dire che il prossimo anno uscirà un’antologia che le raccoglie tutte, proprio con questo titolo. Il titolo, oltre a strizzare l’occhio a un grande classico della letteratura umoristica, è un riferimento alla mia propensione – e credo a quella di tutti gli scrittori – di viaggiare con la fantasia, ogniqualvolta uno stimolo stuzzichi l’immaginazione. In inglese c’è un termine bellissimo per dirlo, daydreaming. Quindi l’idea che un autore “viaggi” ed effettivamente poi scriva di quello che ha visto lo rende simile a una guida turistica, per sognatori ovviamente.

Le tue ultime creature sono Il fabbricante di suoni e Il giovane Achille: quali sono le analogie e le differenze tra i due libri?

Principalmente le analogie sono nei protagonisti. Anche se caratterialmente Gabriel e Alessio sembrano molto diversi, entrambi sono incompleti, sono quello che potremmo definire “diversi” dalla normalità. Gabriel è sordo e vede tutto grigio, in un mondo assordante e colorato, Alessio zoppica ed è orfano di madre. Entrambi partono da una situazione di svantaggio ed entrambi devono affrontare un viaggio, fisico e interiore, per capire quanto valgono e quanto la loro diversità li renda unici. Invece la differenza sostanziale è che Il Fabbricante di suoni è una storia fantastica, ambientata in un mondo di fantasia, con creature e personaggi strampalati, mentre Il giovane Achille racconta una storia più reale, ambientata in un mondo conosciuto e familiare al lettore. 

Principalmente ti dedichi alla letteratura per ragazzi, cosa ti appassiona di questo genere?

La risposta ce l’ho, la semplicità, che non vuol dire certo essere scontati o banali. L’idea del fantastico quando si è più piccoli e priva di tutti le brutture e legacci tipici dell’età adulta. È una fantasia sincera, entusiasmante, più poetica. È questo il tipo di narrazione a cui sono più legato e in cui mi trovo a mio agio.

Immagino che rivolgersi ai più piccoli non sia semplice, si tratta di un terreno tanto affascinante quanto pericoloso. Quali valori cerchi di preservare?

Dino Buzzati, un grandissimo autore anche per ragazzi, diceva che “scrivere per ragazzi è come scrivere per gli adulti, solo più difficile”. In molti mi dicono che sia più difficile, ci siano molti paletti e restrizioni. A me però viene naturale, non so se lo faccio bene ma è il solo modo che ho di scrivere, sono convinto che non riuscirei a scrivere per “grandi”.

Il mio linguaggio e il mio registro abitano proprio nel mondo delle favole. Forse perché sono un eterno Peter Pan.

Ci racconti il tuo background letterario? Quali sono gli autori preferiti che Alessandro Ricci rileggerebbe più e più volte?

Leggo molta letteratura per ragazzi da sempre. Se dovessi indicare un autore che stimo sopra ogni altro e che mi ispira ogni volta che scrivo, non potrei non citare Roald Dhal. I suoi libri sono stati i miei primi amori letterari ed è grazie alle sue storie che mi sono appassionato alla lettura. Naturalmente non leggo solo quello, anzi sono piuttosto onnivoro. Infatti il mio autore preferito in assoluto è Stephen King, da quando ho letto una sua antologia alle scuole medie, non l’ho più abbandonato. Sono cresciuto con i suoi racconti e i suoi personaggi.

E: Negli ultimi anni si sta diffondendo sempre di più l’editoria digitale, la ritieni un’opportunità o uno svantaggio? Quali sono i vantaggi e quali i rischi secondo te?

Credo che qualsiasi mezzo che porti e persone a leggere non possa che essere un vantaggio per chi scrive. Certo per un brontosauro come me, attaccato come una cozza alla carta, l’inchiostro e il profumo di libro, vuol dire mettersi alla prova con strumenti, linguaggi e forme di comunicazione poco familiari. Ma anche questo fa parte di un processo di miglioramento che è necessario fare. Anche se per il momento non ho mai letto un e-book e credo che non lo farò mai.

Per concludere la nostra chiacchierata, ti pongo quella che noi chiamiamo la domanda UAU: hai un sogno nel cassetto, un’esperienza che vorrai fare prima o poi, anche se al momento ti sembra impossibile da realizzare?

Ti devo dire la verità: io sono un sognatore e ho sempre avuto sogni da realizzare, ma non li ho tenuti molto nel cassetto e ho sempre cercato di perseguirli. Non ho mai avuto nessuna dote particolare o talento, ma mi sono sempre impegnato per fare il massimo con quello che ho a disposizione. Pubblicare un libro è uno di questi. Adesso più che un sogno ho una speranza, che quello che scrivo possa essere di ispirazione e aiuto per qualche mio piccolo lettore, come per me lo è stato per me quando avevo la loro età.

Grazie ad Alessandro Ricci per essere stato con noi e averci accompagnato per mano nel mondo delle (sue) favole. A presto!

A cura di Elena Barbati

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