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Cultura

La desolazione di Smaug

anna maria bernini
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Se il buon vecchio Petronio avesse conosciuto internet e la comunicazione che gira sulla rete, di sicuro si sarebbe divertito ad esercitare le sue virtù di arbiter elegantiarum. Fra tanti orrori e cadute di stile, però, non avrebbe potuto non notare il coattissimo spot della senatrice forzista Anna Maria Bernini, che recentemente ha lanciato sul web una sua teleconferenza- evento con una veste grafica presa in prestito dai libri di Tolkien e da Jurassic Park.

In effetti, a parte i dragoni ed i draghetti che piovono minacciosi dal cielo, la figura della flessuosa senatrice che si staglia impavida fra le fiamme di un paesaggio apocalittico, stringendo un uovo a scaglie che fa pensare all’armadillo di Zerocalcare, fa davvero kitsch: possibile che nel suo staff nessuno abbia trovato un grafico o un esperto di comunicazione provvisto di un minimo di senso del ridicolo? O forse davvero la grafica intendeva suggerire un qualche messaggio occulto?

Onestamente, in questa seconda ipotesi, mi riesce difficile decifrarlo. Ok, direte voi, ci sono i draghi, ci sono le fiamme che evocano il putiferio di situazione in cui versa il Paese e poi c’è l’ovetto che si deve schiudere per veder nascere il nuovo governo, amorevolmente tenuto a balia dalla dinamica Senatrice.

Ma, a dirla tutta, cosa c’è di rassicurante in tutto ciò? Un nuovo mostriciattolo che andrà ad unirsi agli altri rettili volanti che coprono l’orizzonte? Quasi quasi, fra fuoco, fiamme e draghi, non sai se scegliere la fine spaventosa o lo spavento senza fine!

E allora? Io un’ipotesi su come sono andate le cose ce l’avrei!

anna maria bernini

Come sapete, negli studi di grafica, ci sono i creativi, quelli bravi e scafati, e gli apprendisti, quelli assunti a due euro che, mentre provano a dimostrare di saper fare il lavoro per cui vengono pagati, si rendono utili temperando le matite, svuotando i portacenere e magari portando fuori il cane del principale.

Ecco, mi domando io, non è che quando Anna Maria Bernini ha telefonato l’unica persona presente in studio era proprio il “canaro”? Ed ecco allora che il volonteroso ragazzotto, fra fotocopie e ricambi per le stampanti, ha concepito in due nanosecondi questo orrendo miscuglione fra il Signore degli Anelli e le mitiche sfide con gli amici a Dangeon & Dragons, avallato frettolosamente dal suo boss che forse aveva bisogno urgente di  fatturare dopo aver asciugato il conto corrente per pagare il solito F24.

La comprensione della fase politica, insomma, ci sta dentro come il cavolo a merenda, fra un gioco di parole in chiave rettiliana e le uova fatali di Bulgakov.

E intanto, fra i banchi del parlamento, serpeggia un lamento sinistro: “Aridatece Casalino”.

Stefano Del Giudice  

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