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Cultura

Buona Fine, Miglior Principio, ohibò

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Scritto da Cinzia Silvestri

Verranno giorni fantastici, ma intanto piove. A Capodanno andrò in Passeggiata a Viareggio a comprarmi il primo libro dell’Anno, per tradizione? Ma anche no, quest’anno. Confesso, l’attuale rialzo di contagi virali non mi preoccupa, tuttavia mi fa esageratamente girare le scatole, quelle che contenevano i miei regali di Natale, i miei progetti. I miei sogni.

Sono vaccinata bi-dose, ho già prenotato la terza, denominata booster, mi circondo di gente vaccinata, poca gente a dire il vero ma questo succedeva anche prima che il Virus facesse il salto di specie, il bongustaio. Nutro una crescente insofferenza per i no vax, non ho smesso di frequentarli, ma li tengo più distanti del previsto e non gli nascondo il mio punto di vista, manifestamente pro. Pro scienza, pro medicina. A dire il vero, dei no vax non sopporto neanche i messaggini melliflui con il sottotitolo che via via mi inviano, né sopporto il loro vittimismo e la sicumera.

Non sono stati loro però a rovinarmi il Cenone ròsbiffe, ricchi premi e cotillons: io non ci vado da anni ai Cenoni (specie quello di Capodanno). Preferisco altre date e altri luoghi: ho il ricordo di una mezzanotte per strada a Firenze, che poteva essere una figata e invece si rivelò un fuggi-fuggi continuo tra botti, petardi e balordi strafatti. Se questo va di moda, io sono fuori. Fuori moda, fuori da tutto.

Poteva andare peggio senza vaccino? Di certo, lo dicono i numeri, non io: più malati gravi, più ricoverati in terapia intensiva, più morti. Non muoiono soltanto i vecchini nei ricoveri, parcheggiati da parenti che poi piangono come i ricchi di antiche telenovelas brasileire. Piangono davanti le telecamere negli studi di avvocati pronti a dar battaglia alla ASL di turno. Stendiamo un velo pietoso, sui vecchini, sul parentado, sui legali e sulle ASL e sulle televisioni del dolore. Ave Maria e ave Barbara, piene di disgrazie mediatiche.

No, il trenino umano di Capodanno tra i tavoli cantando ‘Disco Samba’ mi ha sempre messo tristezza, tra arrosti misti fatti giorni prima e panettoni farciti di colesterolo. Il mio Capodanno è da tempo diverso, ma non ve lo racconto perché vi tedierei. Torno a bomba sulla Buona Fine e Miglior Principio. I presupposti non ci sono, né per l’una né per l’altro.

Quel certo non so che di pandemico che assale anche la nostra politica, mai conciata così male come ora e purtroppo per lei non c’è vaccino. Questa politica malata e al contempo fiera di esserlo – un po’ come i no vax che fanno i party abusivi per contagiarsi – deciderà il prossimo Presidente della Repubblica. C’è di che aver dolor di corpo: i nomi dei candidati si sprecano, uomini e donne come nella miglior tradizione defilippesca. Preferisci Rosy Bindi o Pierferdy Casini? Ma veramente io… Allora riproviamo con la mitica Emma Bonino? No, ha sdegnosamente rifiutato e ne ha ben donde, dopo l’abbocco conclusosi in un nulla di fatto anni or sono. E allora chi, di grazia? La ministra Marta Cartabia, mantenendo così Draghi Presidente del Consiglio dei Ministri, che sennò siamo del gatto un’altra volta (ricordate Conte? Io sì, come un incubo).

No, c’è chi vuole Draghi Presidente della Repubblica ed effettivamente sarebbe stato un Presidente di tutto rispetto, non c’è che dire. Ma al suo posto, chi ci si mette? Il terrore scorre nelle vene raggelando il sangue, solo pensando ai Ministri del suo Governo. Beh, l’idea di Giorgetti che voleva far guidare a Draghi il ‘convoglio’ anche da fuori, in una sorta di semi presidenzialismo de facto, piaceva ai sempliciotti bisognosi di ripetizioni in tema di Costituzione, però lo capisco Giorgetti, c’ha provato dopo il legittimo, inevitabile, motivato e reiterato rifiuto di Mattarella. Mai dimenticherò, e vi invito a riguardarvelo su YouTube, l’annuncio del 2 febbraio 2021, il Mattarella serio come non mai e mi verrebbe da aggiungere anche inc…, (ma mi torna meglio visto il suo aplomb, contrariato), quando finalmente chiama Mario Draghi al Quirinale, mentre qualche mentecatto voleva le elezioni perché aveva i sondaggi a favore. I sondaggi, vi rendete conto? Questi fanno politica coi sondaggi e con la pancia della gente. Penosi.

Dunque Sergio Mattarella se ne va, l’ho intravisto il 24 novembre scorso alla stazione di Firenze Santa Maria Novella. Io ero appena arrivata da Bologna non dell’umore migliore e dei poliziotti mi impediscono di transitare. Ma chi caspita c’è per fermare il traffico pedonale? ho pensato. Poi ho visto una testa candida tra uno stuolo di gente, tanta, troppa gente e ho capito che ha ragione lui a non concedere il bis, come Toscanini. Non ripete, ma chi glielo fa fare? Ha avuto anche troppa pazienza, troppa tolleranza e son sincera, mi mancheranno la sua pacatezza, la sua riservatezza, la sua eleganza, che non mancò nemmeno il 27 marzo 2020 quando l’Italia era marrone. Lo so, voi direte che eravamo in zona rossa e in pieno lockdown ma il colore, credetemi, in quel caso era una metafora. Mentre il Presidente del Consiglio del momento sfoggiava una imperturbabile coloritura di chioma, posso dire poco naturale? il Presidente Mattarella diventò ‘uno di noi’ in un fuori onda televisivo rimasto nella storia, dove lui parlando col portavoce Giovanni che lo invitava a sistemarsi i capelli, gli rispose: “Eh Giovanni, non vado dal barbiere neanch’io”.

Ce li siamo dimenticati quei momenti, la mancanza di mascherine, il plenipotenziario Arcuri e quelle conferenze stampa che ci spaventavano per i numeri, dove l’uomo della primula rosa si rivolgeva ai giornalisti con un “Dicaaaa!” degno della migliore signora Cecioni (interpretata dalla mitica Bice Valori). Ergo siamo qui, cercando la Buona Fine e pure il Miglior Principio, mentre le ambulanze hanno ricominciato a trottare come un paio d’anni fa, quando non avevamo mascherine, non avevamo vaccini, e per sortire di casa ci voleva il lasciapassare.

Libertà! Libertà!

Qualcuno per Capodanno sparerà i botti, in barba alle ordinanze municipali e ai quattrini che non ci sono, negli ospedali faranno il botto di ricoverati. Tutta colpa di Big Pharma e del complotto mondiale e accidenti anche ai cinesi, direbbe qualcuno esperto in questioni scientifiche e geopolitiche.

E allora, chi eleggiamo come Presidente della Repubblica, il Cav.? Non esprimo giudizi su di lui, né politicamente né umanamente: dico solo che un signore di 85 anni non è adatto a ricoprire una carica di questo genere, neanche se fosse il Poverello d’Assisi. L’età pone veti e non ci metto il carico, mi par che basti e se qualcuno insiste a proporlo ritengo farebbe meglio a tacere. Il 1994 è passato da un po’, l’uomo è anziano, malato come tutti gli anziani ma soprattutto con una corte dei miracoli inadatta (transfughi compresi).

Farei eccezione per un uomo più anziano di Silvio Berlusconi, per il quale ho nutrito sempre profonda simpatia: ha un solo difetto, un nipote giovane, pisano e segretario di partito. Ebbene, Gianni davvero mi sarebbe garbato come Presidente, ma non ci toccherà, non vi preoccupate.

Torneremo ad occuparci del toto-Presidente, ma intanto brindiamo a questo 2021 che non permette veglioni e al 2022 che sta arrivando. Pensiamo insomma al Capodanno!

Per la Smorfia napoletana, il 22 è o’ pazzo: potrebbe essere, come cantava Patty Pravo, una pazza idea.

capodanno
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