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Cultura

Segnali di tramonto per i partiti politici e all’orizzonte?

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Scritto da Irene Pagnini

Abbiamo seguito come redazione diversi candidati, che negli scorsi mesi si sono sfidati fino all’ultimo voto, sia per le Elezioni Amministrative sia per le Elezioni Europee, riuscendo in alcune occasione a porre loro delle domande.

Che i temi caldi, sui quali verteva la campagna elettorale di tutti i partiti, fossero colmi, è un dato di fatto e li conosciamo fin troppo bene: barconi, meno Europa, più rigore e meno tolleranza.
All’interno di quella che è una corrente inarrestabile e che si chiama “sovranista” ed è spiccatamente di destra, però, si affacciano alcuni segnali differenti, e che vanno verso un’altra direzione: più moderata, più “pop”. I segnali differenti sono anche proprio all’interno della coalizione di centrodestra, che era unita in vista delle amministrative, si poneva su posizioni differenti alle Europee.
Stiamo evidentemente parlando delle dichiarazioni di Forza Italia, un partito che sembra davvero in grande rivoluzione e fermento.

Partendo dall’iniziale progetto del Presidente Berlusconi, per cui Forza Italia si configura come forza liberale a tutto tondo e quindi abbraccia valori più diversi, è strategicamente chiaro che l’area moderata dell’elettorato, che ha visioni differenti rispetto all’attuale forza di governo rispetto ad alcune tematiche specifiche, sia al centro della strategia delle prossime campagne elettorali.

Lo lasciava presagire il candidato alle Europee per FI, e allora Presidente del Parlamento Europeo Tajani, da me intervistato. Aveva in mente un progetto ambizioso e diverso dagli alleati: “Non me ne vogliano gli amici alleati della Lega, ma quella che vogliamo portare in Europa è un’idea differente per gli equilibri politici dell’Ue. L’obiettivo di Forza Italia è creare un centro-destra promotore del Partito Popolare Europeo e che è il partito di maggioranza relativa nel Parlamento: una forza che ad oggi ha realizzato il meglio per il nostro paese, grazie ad alleati forti, sia liberali che conservatori e con la destra democratica” continua “Ciò che intendo è che occorre un’alternativa meno estremista, anche rispetto a tematiche e posizioni conservatrici. Quella che proponiamo è un’alternativa a un’Europa burocratica e che sia un’Europa dei popoli, più giusta, seppur un’Europa che crede nei propri valori fondanti. Questo è nell’interesse degli italiani”.

Ancora in posizione moderata ma progressista, quindi assai diversa dalla ventata leghista, seppur con quell’incipit da anti-politica (caratteristico della Lega agli albori) troviamo un gran numero di movimenti nascenti, forze di carattere locale ma anche nazionale: movimenti e forze in campo, che trovano la loro naturale ragion di esistere nel fatto che oggi la politica ha una conformazione comunicativa non più verticale ma orizzontale. Con l’avvento dei social network e quindi con un rapporto mutato, e assai più diretto con gli elettori e i candidati eleggibili, l’assetto è cambiato e anche le più improbabili e perché no – genuine – iniziative, prendono corpo in vista di un futuro politico dove tutto sembra possibile. O quasi.

Non ci resta che aspettare che gli equilibri dell’Europarlamento ad oggi ridisegnati avranno inciso anche i rapporti di forza all’interno della maggioranza e dello stesso centrodestra, in Italia e in Europa, e ci diranno di più a proposito.

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