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Il mondo ha fame di made in Italy

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Scritto da Irene Pagnini

Internazionalizzare l’impresa con ‘Il mondo ha fame di made in Italy’: Conflavoro Pmi e Manuel Vescovi svelano progetto a Palazzo Madama.

Un tour che risale lo Stivale da Cagliari e tocca Lecce, Firenze, Verona e Torino per sostenere le piccole aziende nei processi dell’internazionalizzazione d’impresa. È ’Il mondo ha fame di made in Italy’, la nuova sfida di Conflavoro Pmi presentata il 6 febbraio scorso dal presidente dell’associazione datoriale Roberto Capobianco a palazzo Madama, in collaborazione con il senatore Manuel Vescovi e di fronte a oltre 70 imprenditori arrivati apposta da tutta Italia.
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Tra i relatori anche Andrea Meucci, presidente del consorzio Global Trading Network e notevole intenditore dei mercati esteri, soprattutto orientali. Prima tappa a Cagliari l’8 febbraio. Per informazioni, 800 911958 o info@conflavoro.it.

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“In un mondo globalizzato – ha sottolineato Roberto Capobianco – è necessario per le Pmi affrontare la sfida dell’internazionalizzazione di impresa. È fondamentale in questa ottica valorizzare sempre più la qualità del made in Italy in tutto il processo di produzione. Conflavoro Pmi rinnova oggi il suo impegno a favore di questo progetto anche grazie all’aiuto di professionisti seri che, fra l’altro, aiuteranno le aziende su temi quali finanza agevolata, acceso al credito e burocrazia. Avvaliamoci dell’italianità e ricordiamoci sempre che le imprese non devono smettere mai di crescere, perché altrimenti muoiono”.

“Quando parliamo di internazionalizzazione di impresa – ha affermato Andrea Meucci – ci rivolgiamo a un mercato in cui le aziende di dimensioni ridotte, da sole, non possono nemmeno entrare. Eppure queste stesse aziende hanno la necessità di uscire dal mercato italiano, saturo, con concorrenza di tutti i tipi e una crisi di cui si sentono ancora gli effetti. Il roadshow di Conflavoro Pmi vuole creare un percorso di supporto del quale non vedremo subito i risultati, ma che è ormai comunque obbligatorio intraprendere. I consorzi e le reti sono le uniche strade percorribili in Italia per far sì che le nostre imprese vadano all’estero. Non a delocalizzare, attenzione, ma a esportare”.

Concorde il senatore Manuel Vescovi: “Oggi la differenza si fa portando le relazioni imprenditoriali oltre confine. Il mio obiettivo, da politico, è aiutare le aziende in questo senso. Occorre favorire l’espansione delle aziende, avere una progettualità e una visione a lungo termine. Fondamentali il marketing e la giusta comunicazione, aspetti presi in altissima considerazione nei mercati esteri, specie orientali. Con Conflavoro Pmi intraprendiamo un’iniziativa ambiziosa come quella dell’internazionalizzazione delle Pmi puntando sul made in Italy. Importante poi che il roadshow faccia tappa sui territori, così da incontrare direttamente le varie realtà produttive e spiegare loro i vantaggi di questa grande occasione”.

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Roberto Capobianco, Manuel Vescovi ed Andrea Meucci

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