la staffetta della vita uau magazine
Cultura

Respiriamo aria più pulita

avatar
Scritto da Irene Pagnini

Smog e inquinamento nell’era del Coronavirus: respiriamo aria più pulita

Chi ha modo di percorre le strade della propria città, sia per recarsi a lavoro o per altre inevitabili necessità, gli salta immediatamente all’occhio il vuoto che in questi giorni sta interessando il nostro paese. Strade sgombre, varchi ZTL aperti, controlli a tappeto da parte delle autorità per le dovute verifiche sugli spostamenti e quindi valorizzando il punto fermo “io resto a casa”. Questa condizione fa in modo che il traffico urbano si sia nettamente azzerato, sia per i mezzi privati che per i mezzi pubblici, ridotti al minimo indispensabile per garantire i servizi base necessari agli spostamenti inevitabili.

Non esiste ordinanza anti inquinamento, quindi, più efficace di questa odissea che stiamo vivendo e, pertanto, troviamo ancora una volta una motivazione per accettare questa obbligata sorta di quarantena che ognuno di noi è tenuto a rispettare. I dati parlano chiaro, le città adesso sono molto più vivibili, soprattutto quelle del nord Italia che sono sempre state ad alto livello di polveri sottili o particolato atmosferico.

Coronavirus a parte, chi deve spostarsi a piedi per recarsi al supermercato, in farmacia o per altra importante necessità, si trova a respirare aria molto più pulita.

Alcune analisi, come pubblicato su alcune testate Arpa, le polveri sottili potrebbero aver dato un importante contributo alla diffusione del Coronavirus, comportandosi da vettore e aumentando la virulenza del 2019-nCoV. A dare veridicità a questo dato, è proprio la maggiore diffusione del virus nelle città del nord Italia, come nella Pianura padana e in Lombardia, dove è nota la maggiore diffusione di agenti inquinanti rispetto al resto del paese.

Se realmente esiste un collegamento fra la diffusione del virus e l’inquinamento, spiegherebbe come sia stato possibile una maggiore virulenza e diffusione del 2019-nCoV al nord Italia rispetto a Roma, nonostante sia la più grande e la più popolata città d’Italia. La maggiore quantità di fabbriche del nostro paese si trova nell’area che si estende dall’Emilia fino ad arrivare a Milano, Bergamo e Brescia. Oltretutto, oltre ad avere una quantità di fabbriche inferiori, Roma è di per se molto più areata rispetto al Nord, con maggiore ventilazione e una quantità più elevata di precipitazioni che attenuano l’inquinamento.

Sending
User Review
5 (1 vote)