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Cultura

Il galateo dell’impotenza

von der Leyen
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Leggo con sorpresa l’unanime sdegno delle cancellerie europee per lo sgarbo fatto dal premier turco Erdogan alla radical chic von der Leyen, rappresentante di uno Stato che non c’è.

Onestamente sono sorpreso. Certo, vedere il presidente della Commissione Europea von der Leyen, parcheggiata su un divanetto, a differenza dei convitati “importanti” gratificati dalla poltrona in pelle umana non è il massimo. Ma del resto cosa si pretendeva?

Ecco, so bene che molti l’hanno messa sulla questione del rispetto della donna e sulla solita questione della parità dei diritti, ma se mi permettete la questione del notorio maschilismo del leader turco, in tutto questo, ci incastra più o meno come la Gruber col giornalismo obbiettivo.

Il vero problema è che la von der Leyen, o meglio ancora l’Unione europea che essa rappresenta, non riesce ad esistere come interlocutore politico credibile e viene percepita come un soggetto superfluo, cioè inutile.

Non ci credete? Be’, siete pronti a sostenere che la Merkel dei giorni migliori avrebbe avuto lo stesso trattamento? Ed avete mai visto perpetrare uno sgarbo del genere ai danni di una Thatcher o, peggio ancora, di di Golda Meir? Ok, ci siamo capiti.

Nè vale, ad essere franchi, considerare le carenze di galateo del bullo Erdogan, nè, tanto meno, la mancanza di un “eurocerimoniere” in grado di interloquire con “l’eunuco del sultano”: la verità è che l’Unione Europea non ha peso internazionale e non riesce a sovrapporsi a Francia e Germania, ovvero gli Stati membri che contano qualcosa sullo scacchiere internazionale.

E del resto, come dare peso ed importanza ad un soggetto che non riesce ad avere voce in capitolo nelle beghe fra gli Stati membri (vedi la questione dell’indipendenza catalana), non sa ricondurre nei ranghi una Francia troppo spesso bifronte e dimostra di non riuscire a gestire in modo unitario ed efficiente neppure una campagna di vaccinazioni.
Vogliamo far finta che tutto il problema sia il gretto maschilismo di Erdogan e la sua arrogante maleducazione? Ok, continuiamo a farci del male.

Come diceva ironicamente qualcuno, “l’Europa è bella, però non ci vivrei”.

Ed il peggio è che il ragionamento fila.

von der Leyen

Stefano Del Giudice

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