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Davide Shorty e la sua Regina

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Scritto da Elena Barbati

Vincitore del premio della Sala Stampa Radio, Tv e Web “Lucio Dalla” e Secondo Classificato per la Sezione Nuove Proposte di Sanremo 2021, Davide Shorty ci ha raccontato il suo Festival e la sua carriera.

A cura di Elena Barbati

Benvenuto Shorty su UAU Magazine! Il tuo brano in gara al Festival, Regina, è nata “in un paio di ore sul Lago Maggiore”. Ricordi quei momenti?

Sì, li ricordo molto bene. Eravamo io, Claudio Guarcello al piano, Emanuele Triglia al basso e Davide Savarese alla tastiera. I ragazzi jammavano ed eravamo in un luogo totalmente immerso nel verde. Io con le cuffie stavo scrivendo il testo e la melodia della canzone, è nato così, in fretta. Abbiamo provato a registrare il pezzo ed è venuto tutto in maniera spontanea. Alla fine della giornata, riascoltandolo, ci siamo resi conto che era nato un pezzo forte, molto italiano ma al contempo internazionale e che sarebbe potuto andar bene sul palco dell’Ariston con un arrangiamento orchestrale. L’abbiamo visualizzato e abbiamo iniziato a lavorarci affinchè potesse succedere.

Un viaggio lungo, ricco di opportunità. Come descriveresti il tuo percorso dagli esordi ad oggi, da Palermo a Londra, da XFactor a Sanremo Giovani?

Descriverei il mio percorso come giusto per me. Nonostante sia stato lungo, è quello di cui avevo bisogno per essere la persona che sono oggi e sono molto grato per ogni cosa che mi è successa e mi sta succedendo.

Cosa hai portato sul palco dell’Ariston e cosa credi che raccoglierai da quest’esperienza?

A Sanremo ho portato quello che porto solitamente sul palco: tutto me stesso. La voglia di cantare come se fosse l’ultima volta. Sicuramente raccoglierò la soddisfazione che il raggio del mio messaggio si sia espanso e questo significa maggiore responsabilità: come dice il buon vecchio Spiderman, “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” (ride, ndr). Sono ben felice di accogliere questa responsabilità.

Un pronostico flash: secondo te chi vincerà tra le proposte dei BIG di Sanremo?

Non ti saprei dire chi vince, ma posso confessarti che tifo tantissimo per Ghemon e la sua Momento Perfetto è la mia canzone preferita. Mi sono piaciuti molto anche La Rappresentante di Lista e Colapesce con Di Martino.

Cosa dovrebbe ascoltare chi vuole davvero conoscere la musica di Davide Shorty?

Se vi va potete già ascoltare la prima metà del mio nuovo album, fusion a metà, già fuori su tutte le piattaforme di Streaming digitale.

Noi ti ascoltiamo Shorty, ma tu? Cosa ascolti nelle tue cuffiette, in solitudine?

In questo periodo sto ascoltando tanto Jazz, mi piace molto Ahmad Jamal, Bill Evans e Miles Davis, Chet Baker, Sarah Vaughan, una cantante stratosferica. Ascolto molto anche il Rap americano, da Kendrick Lamar a J. Cole e dalla scena di Chicago Saba, Smino, Noname… Oggi ho ascoltato l’ultimo brano di Bruno Mars e Anderson Paak, “Leave the Door Open”, una bomba atomica.

Concludiamo l’intervista con la nostra domanda UAU: hai un sogno nel cassetto, un’esperienza che prima o poi vorresti realizzare, anche se al momento sembra impossibile?

Il mio sogno nel cassetto è quantomeno essere nominato per un Grammy. Vincerlo sarebbe poi l’apoteosi. Chi lo sa, magari ci lavoriamo!

Noi ti auguriamo un enorme in bocca al lupo e sempre #fingercrossed

Viva il lupo, SEMPRE!

Shorty Sanremo
Davide Shorty
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