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Peter, quanto vale uno dei tuoi “Millisecondi”?

Millisecondi
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Scritto da Elena Barbati

È uscito Venerdì 21 Gennaio Millisecondi, l’ultimo album di Peter White che include i singoli già pubblicati – e già ampiamente apprezzati a livello nazionale – Rosè, Gibson rotte, Notti Amarcord, Galleria Lungotevere e Sabato sera, con cui Pietro ha voluto offrire un’interessante anticipazione.

Millisecondi

Il titolo dell’album è presto spiegato: i millisecondi per Peter White sono infiniti attimi cristallizzati nella mente grazie alla musica e attraverso le parole di un cantautore che, esattamente come un pittore, immortala nella sua tela immagini e sensazioni.

Sullo sfondo Roma, così autentica e così poetica, così evocativa e magica.

Ciao Peter, benvenuto su UAU Magazine! 12 tracce, di cui 7 inedite: qual è il fil rouge che le unisce e qual è invece la distinzione tra i brani già pubblicati e le nuove uscite?

Ciao, grazie! 

I dodici brani sono collegati da un fil rouge sentimentale che assume sfumature diverse canzone dopo canzone. La musica poi non ha fretta: abbiamo deciso di svelare lentamente cinque singoli e poi di rilasciare sette inediti a coronare il disco.

Un percorso lento e “sfumato” negli anni.

Quali influenze musicali ti hanno plasmato in questo processo e nella costruzione di Millisecondi?

Credo che la musica non conosca limiti e cerco di variare il più possibile negli ascolti senza precludermi nulla. Il cantautorato italiano è sicuramente il mio punto di partenza: quando viaggiavo con la mia famiglia da bambino, mia sorella chiedeva sempre di togliere dallo stereo quei cd “tristi”, ma nonostante questo li sapevamo a memoria. Li trovavo meravigliosi. Fa effetto pensare che oggi sia uscito il mio. 

La copertina dell’album Millisecondi sembra un acquerello, un quadro sospeso, effimero e leggero. Hai scelto tu l’immagine della cover e in che modo si unisce alle tracce presenti all’interno?

Il disco è stato lavorato tantissimo dal punto di vista grafico. Il merito è di Lorenzo Miola, illustratore pieno di talento che ho scovato su Instagram. C’è stato un lungo e proficuo confronto artistico, anche con il suo entourage, che ha portato alla realizzazione di copertine stupende. Lorenzo, ormai un amico, è riuscito in un’impresa ardua: “dare un volto” alle canzoni.

Amore, malinconia e sogni: come nascono i testi delle tue canzoni?

Amo raccontare la vita quotidiana e i dettagli che altrimenti sfuggirebbero: la straordinarietà delle piccole cose. I miei testi nascono in maniera imprevedibile, specialmente quando dovrei fare tutt’altro!

E non c’è niente di più imprevedibile dell’amore. Il romanticismo connota la tua cifra stilistica ormai da anni. Nella vita sei così romantico come nella (tua) musica?

Credo di sì, ma il romanticismo non è autocelebrativo né autoreferenziale. Quindi preferisco lasciare il giudizio alla persona direttamente interessata!

Peter White Millisecondi
Peter White

Concludiamo questa piacevole intervista con la nostra Domanda UAU: come descriveresti il tuo 2022, dopo l’uscita di Millisecondi?

Dopo la grande attesa e l’uscita di un progetto coinvolgente come “Millisecondi”, non vedo l’ora di tornare in studio e soprattutto sui palchi.

Millisecondi” dura trentaquattro minuti, ma al suo interno ci sono infiniti attimi che suoneranno per sempre».

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