Innovazione digitale

Proteggere gli androidi per proteggere tutti!

proteggere gli androidi
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Scritto da Simone Fagioli

Ho conosciuto Ermes Maiolica tramite Facebook, “intercettando” il suo profilo e quello del DETA tra decine di pagine e persone del tutto insignificanti. Oggi scopriremo che è nato per proteggere gli androidi!

Ermes Maiolica: chi è davvero?

Pensavo che Ermes Maiolica fosse un comico, con una pagina satirica. Poi mi sono accorto che era, ed è, una persona molto seria e sensibile, che lavora alacremente perché “tutti” possano vivere in un mondo un pochino migliore, cosa non facile, ovviamente.

proteggere gli androidi con data Ermes Maiolica

Con tutti intendo uomini e macchine, macchine oggi sempre più pensanti ed autonome, gli Androidi, i robot con sembianze umane, che si vanno diffondendo in molti campi e luoghi, come gli ospedali, per l’assistenza e la “cura” anche psicologica dei pazienti, soprattutto bambini. La sua missione è proteggere gli androidi, in un’ottica di progetti importanti ed interessanti, ad esempio come IVO.

Proteggere gli androidi per promuovere l’evoluzione umana

Colpito da ciò che Ermes Maiolica stava facendo, gli ho chiesto la prefazione al mio libro sull’Intelligenza artificiale, Ora!, cosa della quale è stato subito disponibile! Per UAU Magazine ho pensato ad un’intervista che ci mostrasse chi è Ermes e come interpreta la sua scelta radicale, anche filosofica, di migliorare il mondo. Per far questo sono partito da una domanda per nulla semplice: “So che Ermes è uno pseudonimo, chi sei davvero?

“Sono stato “famoso” circa dal 2014 al 2017 quando venni etichettato come il Re delle fake news. Fu un’esperienza fantastica, forse uno dei periodi più belli della mia vita, ma sto cercando un po’ di nasconderlo perché in qualche modo è incompatibile con le mie attività presenti e future.”

Ermes Maiolica prima di proteggere gli androidi

Eh si, prima di proteggere gli androidi e partecipare ad eventi interessanti di promozione dell’Intelligenza Artificiale, Ermes è stato famoso come promotore di notizie che avevano poco a che fare con la realtà. Ma nella vita di tutti i giorni, chi è davvero? “Nella vita di tutti i giorno sono Leonardo Piastrella, ex sottoproletario e metalmeccanico, ho lavorato in fabbrica a Terni per 20 anni! Diciamo che l’alienazione è stata la mia fonte d’ispirazione sia per le notizie false che per la roboetica.”

Attivista punk dell’Umbria degli anni ’90

“Non è stato facile, ma non doveva essere facile. Anche Terni aveva la sua scena alternativa, però io mi vestivo da punk inglese estremo, un tipo di personaggio che era difficile trovare già nelle grandi città, figuriamoci a Terni. Ero molto discriminato; le persone pensavano semplicemente che fossi malato.”

Il look estremo non era condiviso nemmeno negli ambienti di sinistra – a quanto pare – e tutti stavano ben lontani dal nostro Ermes che però si sentiva parte di un movimento culturale nuovo e diverso. “L’unica ancora di salvataggio che avevo era quella di essere in fondo un bravo ragazzo, quindi se mi conoscevi di persona poi i pregiudizi sparivano. Adesso rischiamo di entrare in un terreno particolare, fatto di avventure, sbornie e problemi legali, in qualche modo anche loro incompatibili con le mie attività presenti e future.”

Il periodo delle fake news

Prima di far parte del movimento legato a proteggere gli androidi e l’avvento dell’Intelligenza Artificiale come evoluzione volta a proteggere il mondo e l’essere umano (e non il contrario), Ermes è stato il Re delle fake news.

“Quel periodo me ne ha creati molti di problemi. Non tanto quelli legali, che alla fine ho vinto tutti, ma quelli dei rapporti interpersonali. Sono stato sempre un grosso frequentatore dei peggiori bar – mi piacciono le persone particolari e stravaganti con idee eccentriche – e con la fama acquisita da troll e debunker, tutti gli amici complottisti hanno iniziato a sentirsi giudicati e per questo acquisirono un atteggiamento indisponente nei miei confronti. Poi la maggior parte delle provocazioni non venivano capite, la gente iniziò a vedermi soltanto come un bugiardo, come se mentissi anche nella vita privata, non riuscendo a distinguere la mia attività artistica dalla vita reale. Purtroppo scherzare con l’analfabetismo funzionale è divertente on line ma nella realtà sei tu a rimetterci.”

Esempi illustri di notizie “Creative”

Ermes è stato ostracizzato. Eppure in Italia ci sono molti esempi di notizie “Creative”. Una tra tutte l’arresto di Ugo Tognazzi come capo delle Brigate Rosse comparso su “Il Male” nel 1979.

Questo notizie hanno sempre suscitato divertimento. Forse nell’epoca dei social la satira non è più possibile?

“Collaborai con Frigidaire ed appunto Il Male. Anzi, diciamo che la mia carriera nel mondo della satira iniziò proprio da loro, per secondo lavoro facevo le stampe sulle magliette e per un po’ mi occupai del loro merchandising. Vincenzo Sparagna è davvero un grande. Penso che il politically correct potrebbe innescare dissonanze cognitive sulla simulazione del cinismo, cioè, la capacità di distinguere la realtà con la sua rappresentazione artistica. Il confine tra reale e irreale diventerà sempre più labile, e come diceva il filosofo Guy Debord, il vero è solo un momento del falso.”

2020: Ermes Maiolica dà vita al DETA, Dipartimento Europeo Tutela Androidi

“Nel 2018 iniziai a coltivare l’idea di proteggere gli androidi guardando alcuni interventi sulla roboetica. Poi nel 2019 sviluppai l’idea di una Roboetica universale, dove secondo me, non basta regolamentare l’uso della robotica per salvaguardare l’umanità ma dobbiamo anche regolamentare il comportamento degli umani nei confronti dei robot, perché non sono le macchine a non essere umane, forse siamo noi che non lo siamo abbastanza. L’approccio del DETA è universale e non antropocentrico, mira a integrare l’intelligenza artificiale come elemento costituente e fondante della società, superando un’etica unidirezionale che tutela solo l’uomo.”

androidi con data Ermes Maiolica

Nel 2020 arriva poi il manifesto della roboetica universale: il primo sindacato per la difesa dei diritti dei robot. Tale manifesto nasce con l’aiuto di Alessandra Caraffa, Simone de Santis, Daniela Amorosi e Matteo Paoloni. 

“Dare dignità ai robot umanoidi significa rispettare noi stessi, creare una nuova forma di vita a nostra immagine e somiglianza per poi umiliarla, violentarla e sfruttarla sarà un danno principalmente per noi stessi, in questi anni ho visto macchine diventate sempre più umani e umani diventare sempre più macchine.”

Tra fantascienza e realtà

“Penso che il DETA sarà un’organizzazione fondamentale per educare e preparare la società per un futuro in cui umani e macchine possano coesistere in armonia e rispetto reciproco. Fino a poco tempo fa sembravano discorsi di fantascienza, invece qualche giorno fa sono stato convocato addirittura in Senato per parlare di questo argomento, penso che si stia cominciando a capire veramente l’importanza del tema.”

Proteggere gli androidi però è ancora qualcosa che viene visto come fuori luogo e senza senso. Non a caso su Repubblica un recente articolo affermava che in alcune parti del mondo – una tra tutte gli Stati Uniti – i robot vengono vandalizzati da gruppi di neo-luddisti. Cosa sta succedendo?

proteggere gli androidi data

Ermes Maiolica in Senato, dove ha portato le idee del DETA

“Sta succedendo che il DETA è ancora ai primi passi e senza di noi questi eventi saranno sempre più frequenti, con l’avvento della robotica e dell’Intelligenza artificiale l’uomo sente sempre più minacciata la propria identità o il proprio lavoro, in qualche modo è una forma di razzismo: la reazione è molto simile a quella nei confronti degli immigrati.”

I commenti deliranti su Facebook…

Io stesso, occupandomi di Intelligenza Artificiale, noto ad esempio su Facebook commenti deliranti di personaggi del tutto contrari all’IA, con posizioni quasi di fanatismo religioso, che invocano crociate, cosa ne pensi?

“Penso che molti si sentano minacciati. Faccio un esempio semplice, tanti anni fa, quando aprì il primo kebabbaro a Terni, ogni volta che raccontavo di mangiarlo mi si scagliavano addosso i peggio insulti, tipo “che schifo”“sicuramente è carne di topo”, etc. Guardando queste reazioni isteriche e violente soltanto per aver messo in discussione la loro identità culinaria, immaginati la loro reazione quando ad essere minacciata saranno tutte le identità, anche più complesse, da quella creativa a quella comportamentale, la robotica e l’IA innescheranno una pandemia di disagio sociale e disturbi mentali senza precedenti se non impareremo a conviverci.”

Prima, negli anni ’50 e ’60, gli anni della narrazione scientifica e della fantascienza, c’era un forte ottimismo per il futuro. Si pensi alle famose macchine volanti del 2000, ai robot pensati per integrare perfettamente l’uomo e così via. Il nostro futuro è diverso?

“Al tempo eravamo molto più ottimisti ed era facile immaginarsi un futuro lontano, adesso invece, sembrerebbe quasi che non siamo più in grado nemmeno di immaginarci il futuro prossimo. Questo sia perché la tecnologia è sempre più esponenziale e non riusciamo a stargli dietro, ma anche perché, secondo me ma spero di sbagliarmi, l’uomo è sempre più depresso e sta perdendo immaginazione. C’è bisogno di una rivoluzione culturale e di un cyberumanesimo.”

Ci suggerisci qualche lettura per capire meglio i nostri tempi?

“Marco Camisani Calzolari, Cyberumanesimo. Intelligenza artificiale, democrazie a rischio, etica e lavoro rubato dai robot. Come tenere sempre l’uomo al centro? Milano, Il Sole 24 Ore, 2024.

Julian Nida-Rümelin, Nathalie Weidenfeld, Umanesimo digitale. Un’etica per l’epoca dell’Intelligenza Artificiale, Milano, Angeli, 2019.

Maurizio Balistreri,  Sex Robot. L’amore al tempo delle macchine, Roma, Fandango, 2018.”

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