Non è UAU

“Donne all’ultimo grido” quinto compleanno

avatar
Scritto da Alessio Arcaleni

Si definiscono “cacciatrici di urli”… Donne all’ultimo grido è un’associazione di promozione sociale, nata a Lucca nell’aprile del 2019 dall’incontro di quattro donne, diverse tra loro, una copywriter, una casalinga, un avvocato ed un insegnante, ma allo stesso tempo unite per lo stesso scopo, creare una rete concreta e d’ispirazione fra donne.

Per la rubrica non è uau oggi presentiamo il progetto di ascolto e di empowerment femminile che dà voce alle donne e alle loro storie “da urlo” con l’obiettivo di aiutare il Mondo femminile a fare rete e a far sentire la loro voce.

In una “urloteca” virtuale possiamo ascoltare urli costruttivi di orgoglio, gioia, soddisfazione, ribellione o speranza per combattere le urla di disperazione, che purtroppo nel 2024 sono ancora tante. L’idea è dare vita a un urlo corale delle donne che ce la fanno, ce l’hanno fatta o sentono di potercela fare condividendo le rispettive voci.

L’unico requisito “Avere voglia di farsi sentire o, meglio, ascoltare

Donne all’ultimo grido una rete concreta e d’ispirazione fra donne

Le quattro fondatrici dell’Associazione Donne all’ultimo grido sono (nella foto sopra da sinistra Valentina Moscardini, Avvocato – Morena Rossi, Copywriter – Sandra Bucci, Insegnante – Eliana Bonaguidi, Casaling). La foto è di Beatrice Speranza

Ho avuto il piacere e l’onore d’incontrare due delle fondatrici dell’associazione, che ci hanno raccontato passato, presente e futuro dell’associazione e cioè Morena ed Eliana.

Come nasce l’associazione Donne all’ultimo grido?

M. Nasce da una cena a casa di amiche. Solo donne e volevamo fare qualcosa per le donne, insieme a loro. Volevamo fare qualcosa di diverso. E ci siamo chieste “Cosa possiamo fare? “.

La violenza contro le donne, anche se una delle tante tematiche che affrontiamo, non potevamo affrontarla in modo specifico, ci sono molte associazioni, più titolate di noi a fare questo, insieme a psicologi, assistenti sociali, etc. Noi non siamo questo. Ci siamo dette “Perché non dare voce alle donne?” Fare in modo che l’universo femminile possa farsi sentire anche da un punto di vista costruttivo. Ci sono dei periodi dell’anno in cui si concentrano le notizie legate alle donne, vuoi il 25 novembre (Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne), l’8 Marzo (Giornata internazionale della donna). Secondo noi le donne dovrebbero farsi sentire continuamente, per parlare di progetti, prospettive, insomma, per raccontarsi. Un nuovo modo per far raccontare le donne, togliendosi d’addosso i classici stereotipi di vittimismo. E far conoscere e mettere in evidenza i valori, le qualità. Ci sono tutte, dalla manager, la babysitter, la studentessa e tanti altri.

E. Purché siano voci costruttive di esempio per le altre donne. Un punto di vista di crescita per tutti.

Cosa o chi vi ha fatto decidere di voler comunicare e occuparvi di temi relativi all’empowerment femminile?

M. Forse perché noi siamo anche un po così. Siamo gente che ascolta molto e sempre. E come se fosse stata una predisposizione personale che abbiamo fatto diventare un bene comune.

E. Ci piacciono le storie che ci vengono raccontate. Ci piace trovare il lato un po più leggero e positivo per come siano fatte. Questo è il nostro obiettivo comune.

“Quando una donna “chiama”, noi rispondiamo”. Con che criterio scegliete le donne da intervistare?

M. In realtà non scegliamo, accogliamo ogni tipo di urlo. Dalla signora distinta, vestita per bene, alla ragazza punk, insieme alla professoressa e musicista. Ascoltiamo le storie, chiunque abbia voglia di partecipare con una piccola storia, sperando che questi urli costruttivi abbiano un giorno il giusto riscontro.   

Donne all’ultimo grido una rete concreta e d’ispirazione fra donne
L’urlo di Morena, Sandra, Valentina e Eliana

1754 community, 88 storie da urlo, 88.920 decibel Prodotti e 33 eventi. Sono stati tanti in questi anni i vostri progetti e le vostre iniziative, qual’è il vostro bilancio?

M. Non è semplice fare un bilancio, ma possiamo essere veramente soddisfatte di tutto ciò che abbiamo fatto in questi 5 anni, con la speranza di avere l’occasione di poter continuare ed avere maggiore soddisfazioni, con la giusta spinta, aiuto, se vogliamo chiamarlo così, che probabilmente è stata la nostra unica mancanza.

E. Cerchiamo di farci forza, nella speranza che tutti i nostri progetti, le nostre iniziative, che possiamo dire con orgoglio, di grosso valore, di qualità alta, elevata, possano avere il giusto riconoscimento e valore.

Che tipo di “urlo” ci può salvare?

M. (Sorridendo) Non so quanti decibel ci servirebbero…. Ora più di sempre, un urlo che coinvolga anche voi uomini, il più inclusivo possibile perché, se cominciamo a non vedervi come un nemico, ma a farvi diventare un alleato, allora le cose potrebbero cambiare. Servirebbe un urlo corale di tutti.

C’è qualcosa sul vostro conto che non è mai stato detto e che ci tenete a far conoscere?

M. Vorremmo far conoscere il progetto “GINECEO” mai realizzato, causa mancanza di fondi. Un progetto dove il gin è un mezzo per veicolare messaggi più importanti quali libertà, la dipendenza dall’alcol e da altri fattori. Cercare di fare educazione, facendo nascere un’app che permettesse di essere tranquilla una donna, su come gestire le varie situazioni.

E. Un grande progetto che spero possa avere l’attenzione che merita.

Sending
User Review
5 (1 vote)