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La repubblica delle banane (solo per donne)

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Scritto da Cinzia Silvestri

Soffro il caldo. Questo caldo cattivo. Ergo, se leggo notizie tragiche mi deprimo ulteriormente, se invece leggo notizie stronze e talebane dapprima mi perplimo eppoi mi aggaio, termine che usava la mi’ nonna paterna per dire che era incazzata. A quei tempi, il cazzo in bocca non stava bene pubblicamente alle signore e sì che la nonna sovente diceva parolacce e si faceva fotografare in pose osées. Il fallo qui invece c’entra e non è quello calcistico, il fallo è il protagonista travestito da innocua, gustosa banana. Un fallo moscio dunque, che se fosse bello duro magari avrebbe le fattezze di un divertente sex toy, di quelli che vengono anche offerti tipo prodotti Avon dentro una valigina ammiccante colorata nei party casalinghi tra signore curiose e annoiate. Invece qui lo squallore è devastante. Qui, dove? In Friuli, a Monteprato di Nimis, dove dal 1977 esiste la Festa degli uomini, titolo ordinario che meriterebbe il sottotitolo la Fiera dei Maiali, e mi scuso col suino. In occasione di questa kermesse si svolge la Gara delle Mangiatrici di Banane. La locandina è eloquente, con la pseudo Lolita intenta a gustarsi il frutto. Mangiatrici, si badi bene, e non Mangiat*** perchè è chiaro che i gay non sono ammessi. Sono 45 anni che la Festa degli uomini viene organizzata come una tradizionale festa paesana col santo in processione e i fuochi d’artificio e non c’entra nulla il fatto che la regione Friuli sia comandata da un Governatore leghista, prima di lui c’è stata pure una donna del PD e la “Gara di mangiatrici di banane” è andata avanti imperterrita. Il mio vuole essere un j’accuse? Non esattamente. La Gara di Mangiatrici di Banane consiste in donne che si inginocchiano davanti a una fila di uomini, e iniziano a mangiare una banana che gli astanti (non a caso ho messo l’asta) esibiscono all’altezza del bacino, praticamente nella zona Cesarini della loro banana di ciccia. C’è stata una petizione on line, sostenuta anche da Patrick Zaki, non gli bastassero i guai che ha in casa sua, pare comunque che insieme ai messaggi di protesta sia di grande gradimento agli organizzatori perchè fa promozione a gratis. Vi risparmio il programma della Festa degli uomini, roba talmente squallida, mencia direi, che definirla porno è un’offesa a professionisti come Rocco Siffredi. Il livello di bassezza è tale che c’è pure un gruppo che si chiama Marongiu & I Sporcaccioni perchè Gli come articolo pareva brutto. Potrei buttarla in caciara, appellandomi al femminismo più ortodosso e integralista, potrei soffermarmi sulla pena infinita di maschi trogloditi, vecchi e giovani, che non hanno né il senso della civiltà e del rispetto, né il senso del ridicolo. La banana ha solo la forma di un pene eretto, perchè la consistenza è parecchio moscia (e in quel moscio potete immaginare l’universo mondo di certo genere maschile) e fossi un uomo avrei timore nell’intimità della mangiatrice di banane, perché le banane non si leccano come un Calippo (ve lo ricordate il ghiacciolo a forma fallica gusto cola dal bel colore ambrato, come certi nerboruti ragazzi che nei villaggi vacanze soddisfano gli appetiti sessuali delle turiste?). Le banane si mordono e io invece vorrei fare come il conte Ugolino e mordere certi crani, convinta che all’interno non troverei nulla Gli organizzatori della “Gara di mangiatrici di banane” sono felici dunque del clamore polemico suscitato dal loro evento e non lo considerano gegen propaganda, anzi. Come dargli torto, leggendo certi commenti sui social? Del resto, sono 45 anni che la loro Festa viene organizzata, con un programma ricco di eventi triviali e pecorecci che nessun vescovo, commissario, comandante dei Vigili, politico! sia esso sindaco o assessore, sia riuscito a mettere fine a questa vergogna non solo locale. Una Fiera che poteva elevarsi ad una dignitosa Fiera del Porno ed invece è degradata a Fiera del Porco, senza salsicce e rosticciana.

gara di mangiatrici di banane

I video della Festa sono espliciti e significativi: ma è colpa degli uomini, o solo degli uomini? Direi proprio di no. Sono le stesse concorrenti mangiatrici di banane il vulnus, signore o signorine ridanciane e goderecce, le stesse che poi magari si scandalizzano per gli stupri e le violenze sessuali di gruppo. Del resto, che male c’è a inginocchiarsi in pubblico e mangiare una banana innocente penzoloni tra le gambe di un uomo? Dov’è la malizia, orsù? Siamo in estate, è tutto un bollore, un po’ di spregiudicatezza non guasta. La tragedia è che molte donne si illudono che questo tipo di manifestazioni siano una rappresentazione dell’emancipazione femminile, un esibizionismo all’avanguardia. Che male c’è? Il sesso è cosa buona e giusta, certo sarebbe meglio saperlo fare in camera da letto più che esibito in prestazioni improbabili con l’ammicco voyeuristico. Diciamo che si propone la banana come goliardata senza conseguenze, dove il pubblico vòcia come allo stadio, ma una goliardata non è e nemmeno un gioco innocente. La gara presuppone altri messaggi che urtano la suscettibilità femminile e riportano alla donna oggetto, sottomessa e strumento di piacere ecc.ecc. Il punto tuttavia è un altro e riguarda proprio le donne che partecipano a questa gara: si sentono contente e gratificate, protagoniste assolute, sex symbol, con una partecipazione da mettere nel curriculum di aspiranti mogli, casalingue tutto fare, nel perfetto stile di certi filmettini scollacciati anni ‘70, con la Fenech e la Bouchet? Già appare anacronistico veder sfilare in passerella aspiranti miss Culatello e affini o miss Maglietta bagnata con capezzolo intirizzito, cosa dobbiamo dire allora delle Mangiatrici di Banane? Che ci riportano a tempi bui, dove il burqa è dietro l’angolo insieme alla negazione del diritto allo studio e al lavoro e a tanti altri diritti conquistati faticosamente in questi anni, ma che dico?, secoli. Ci mostriamo preoccupati per le donne arabe, iraniane, afghane, ma dovremmo guardare parecchio a casa nostra: siamo noi la vera Repubblica delle Banane intesa nel senso più deteriore del termine. A noi i talebani ci fanno un baffo, ma non dobbiamo dare la colpa agli organizzatori della Festa degli uomini perché qui la responsabilità è in primis delle donne. A cominciare dalle loro donne, madri, mogli, fidanzate, ganze, concubine di questi fior di maschi con tanta inventiva scostumata e tanta verve lasciva che evidentemente tollerano, ma forse sarebbe meglio dire incoraggiano i loro uomini a far sì che la figura femminile sia umiliata fino a questo punto. Alcune di loro in realtà me le immagino come in certe scenette pruriginose che sollecitano il compagno a partecipare alle riunioni organizzative della Festa per potersi in sua assenza intrattenere amabilmente con l’idraulico che dovrebbe riparare il tubo rotto del lavandino. Poi ci sono le neglette partecipanti, complici dell’involuzione femminile, di un ritorno al passato che nessuna donna consapevole ed emancipata desidera, di un mercimonio squallido della dignità della donna. Rivendico il diritto di mangiare la banana, a morsi: la banana non è adatta a una fellatio, lo si dica agli organizzatori della famigerata Festa. La banana è moscia, come il cervello di certi maschi buzzurri. Ma quando il gioco si fa duro, a Monteprato di Nimis preferiscono banane mence.

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