Che cos’è la musica? Sicuramente per ognuno di noi rappresenta qualcosa di diverso e quindi le risposte potranno essere multiple. Ho cercato di capire questo processo in compagnia di Elena Bresciani. Per favorire il benessere totale, spesso sottovalutiamo il potere della voce come strumento straordinario che armonizza le proprie energie, rilassando la mente ed il corpo.

About Elena Bresciani
Elena Bresciani è cantante lirica di fama internazionale, mezzosoprano vocal coach, direttore di coro, esperta di voci femminili che segue in tutta Italia e mentore di successo con 26 anni di carriera artistica alle spalle.
Ha cantato come solista in Europa e Stati Uniti: dal Vaticano alla Carnegie Hall di New York; dal Principato di Monaco, Londra, Oxford, Cambridge al Teatro Filarmonico di Verona.
Definita dai media e dalla stampa “uno dei migliori preparatori vocali italiani”, ed ha all’attivo oltre 1000 artisti preparati nella lirica, nel pop, nel jazz e nel musical.
Plurilaureata e Ricercatrice delle connessioni fra Canto e Spiritualità, CEO del progetto di ricerca “Vibralchimie”; ha recentemente presentato al pubblico il suo nuovo libro scritto a quattro mani con il chitarrista Renato Caruso “Canto del Benessere e Vibralchimia Interiore” edito da Fingerpicking.

C’è molto scetticismo, verso questa pratica e credo che nella vita dovremmo cercare di essere più curiosi ed avere la voglia di conoscere e valutare, senza giudicare prima di aver conosciuto.
Un viaggio in compagnia di Elena, attraverso un Mondo poco conosciuto, ma che credo possa meritare la giusta attenzione.
Ciao Elena, che cos’è per te la musica?
Una delle espressioni più alte del genio umano, un linguaggio universale.
Quali sono state le figure che hanno influenzato la tua curiosità artistica?
Mi lascio ispirare e nutrire da mille sollecitazioni culturali ed emotive.
Fra i musicisti tutti quelli che ho avuto l’onore di cantare e studiare, tutti i colleghi con cui ho lavorato; fra i drammaturghi e i registi Strehler e Brecht, Strindberg e Ibsen, Goldoni, Garinei e Giovannini; tutti i registi con cui ho lavorato, direttori d’orchestra come Giulini, Serafin, Muti, Gavazzeni ed i direttori con cui ho lavorato.
Fra i calciatori: Roberto Baggio e Stefano Tacconi. Tutti i miei allievi. Mia madre che è onnivora d’arte come me. Yo-Yo Ma, Sarah Chang, Murray Perahia che suona Bach… potrei andare avanti ore.
Qual è stata l’esperienza più significativa della tua carriera?
Quella che devo ancora vivere. Vivo di presente.
Come riesci a gestire le critiche?
Vivo ogni giorno in costante lavoro su me stessa e, quindi, mi importano le critiche costruttive che mi aiutano a crescere, fatte da persone che vogliono il mio bene, delle altre critiche non mi curo e sto in “focus” e in pace emotiva con me stessa.

Che differenza trovi tra l’esibirti su un palco o scrivere un libro?
Nessuna. Sono nuda, “vera” in entrambe le situazioni, in intimità con me stessa; semplicemente nella lettura non c’è la concomitanza dello “stare” con il fruitore.
Il progetto di ricerca “VIBRALCHIMIE” esplora le connessioni fra canto, spiritualità e benessere. Nel mio percorso di ricerca parto come un archeologo da ciò che già si conosce sin dall’Antichità e poi ci aggiungo l’aspetto nuovo e pionieristico della voce curativa.
Da un lato c’è Pitagora e dall’altro la musica orientale. In mezzo c’è il Canto.
Pitagora parlava di Musica delle Sfere, secondo questa concezione abbracciata anche da Platone, Sant’Agostino, Dante, Keplero, Boezio e molti altri, ogni pianeta emette un suono, una frequenza e queste sono fra loro in rapporti matematici precisi e calcolabili, una sorta di geometria sacra invisibile – ma certa – che regge l’Universo. Questo ci parla di un Creatore che ha fatto dei numeri e dei suoni una parte importante della Creazione. Questa Musica dell’Universo definita nel Medioevo “mundana” influenza il carattere, gli stati d’animo, gli equilibri degli esseri umani. I greci dicevano che i modi (precursori delle tonalità) formavano l’ethos. Le più grandi menti dell’umanità integravano i saperi con estrema facilità, dicendo solo l’universale, come si faceva nell’ antichità ed il caso più clamoroso è Leonardo Da Vinci: pittore, scultore, architetto, ingegnere, meccanico ed edile, fisico, anatomista, chimico, astronomo, astrologo e musicista. La chiamo “visione espansa del sapere”, quella a cui dobbiamo tornare oggi.

Il canto curativo eseguito in singing flow sulle frequenze di antiche campane scioglie nodi emotivi, aiuta a sanare ferite, esalta il potenziale delle persone. Fa rallentare, respirare, decongestiona dallo stress, riempie di pace, fa germinare il nuovo.
Fa piangere, elaborare, rilassa, trasforma le forze egoiche dell’essere umano dal piombo all’oro, plasma, fa evolvere. Le persone fioriscono in ogni ambito delle loro vite.
Cosa ti senti di voler comunicare con questo libro?
La felicità è star bene con sé stessi nella semplicità; la musica è una risorsa per il benessere dell’essere umano ed uno strumento di semplificazione interiore. Anche il silenzio che proviene dalla musica va indagato.
Quanto è importante, secondo te, la musica nel benessere di una persona?
È una grande possibilità di guarigione per chi la vuole cogliere.

Quanto queste discipline riescono a coinvolgere la gente?
La diffidenza è causata da queste derive “new age” un po’ esotiche che nascono dai più disparati guru. Quando le persone conoscono il progetto scientifico che portiamo avanti con amore nel progetto di ricerca Vibralchimie si avvicinano e ne traggono beneficio.
A novembre sarò con Renato a parlare del libro e di questo progetto di ricerca al Teatro Alighieri di Ravenna per il Convegno La Voce Artistica 2025.
Ho scritto una semplice e-mail al grande foniatra Franco Fussi che ci ha dato questa grande possibilità divulgativa.
C’è qualcosa sul tuo conto che è stato detto, ma che ci tieni a far conoscere maggiormente?
Hanno detto davvero troppe cose belle, soprattutto nell’ultimo anno e hanno gratificato come un balsamo tanti anni di gavette e sacrifici.
Voglio solo dire “grazie di cuore” a tutti i giornalisti per l’affetto sincero che mi hanno dimostrato, sono nate con loro anche amicizie basate sulla stima. Grazie per ogni opportunità che mi è stata data di far conoscere il mio lavoro, mi sembra già tantissimo così. Sono super grata.