Il 18 settembre, al Parco delle Cascine di Firenze, la musica alzerà la voce per la Palestina. Un evento benefico, organizzato per raccogliere fondi destinati a Emergency, che porterà sul palco una line-up importante: Piero Pelù con Antonio Aiazzi, Gianni Maroccolo e i Bandidos, Afterhours, Emma Nolde, Bandabardò, Tre Allegri Ragazzi Morti, Fast Animals and Slow Kids,Ginevra di Marco e con ogni probabilità altri artisti che si aggiungeranno nei prossimi giorni.
Un concerto molto sentito, urgente e necessario, che entrerà a far parte di una lunga tradizione di concerti benefici, dove la musica diventa strumento di solidarietà e coscienza.
Palestina e oltre. Quando il palco diventa magafono
Questi alcuni dei grandi concerti benefici che sono entrati nella storia
Concert for Bangladesh (1971)
Molto prima del Live Aid, George Harrison e Ravi Shankar riuniscono Bob Dylan, Eric Clapton, Ringo Starr e Leon Russell per aiutare le vittime della guerra e della carestia in Bangladesh. È uno dei primi esempi di concerto di beneficenza su larga scala.


Live Aid (1985)
Il 13 luglio 1985, due stadi – Wembley a Londra e JFK Stadium a Philadelphia – collegati in mondovisione. Sul palco: Queen, U2, David Bowie, Led Zeppelin, Bob Dylan, Madonna e tanti altri. Oltre 1,5 miliardi di spettatori in 150 Paesi, con un impatto mediatico e umanitario senza precedenti. Il ricavato fu destinato alla lotta contro la fame in Etiopia.
Concert for New York City (2001)
Dopo l’11 settembre, Paul McCartney organizza uno show epocale al Madison Square Garden. Partecipano The Who, Elton John, David Bowie, Jay-Z, Bon Jovi. Un evento dal forte impatto emotivo, per onorare i soccorritori e le vittime e raccogliere fondi per le famiglie coinvolte.

Live 8 (2005)
A vent’anni dal Live Aid, il mondo risponde di nuovo. Live 8 non è un solo concerto, ma 10 eventi simultanei in città come Londra, Parigi, Roma, Berlino, Tokyo e Johannesburg.
Sul palco, tra gli altri: Pink Floyd (riuniti per l’occasione), Madonna, Coldplay, REM, Robbie Williams. L’obiettivo: premere sul G8 per cancellare il debito dei Paesi più poveri.
Ideato da Al Gore e Kevin Wall, è il primo mega concerto globale a tema ambientale. Si svolge in 11 città, con artisti come Metallica, Foo Fighters, Shakira, Kanye West, Red Hot Chili Peppers. È l’inizio di una presa di coscienza ecologista da parte del mondo della musica.
Musica per l’Abruzzo (2009)
Dopo il terremoto in Abruzzo, il mondo della musica italiana si mobilita. Tra i primi a farlo: Jovanotti, Giuliano Sangiorgi, Carmen Consoli, Franco Battiato. Il concerto di beneficenza al Forum di Assago ha raccolto fondi per la ricostruzione della cittadina dell’ Aquila, mostrando come anche la scena italiana sappia rispondere con compattezza e generosità.
Italia Loves Emilia (2012)
Dopo il sisma che colpì l’Emilia-Romagna, Ligabue, Zucchero, Laura Pausini, Negramaro e tanti altri si ritrovano a Campovolo per uno show di solidarietà. Il concerto è rimasto uno degli eventi più partecipati della musica italiana.

12-12-12: The Concert for Sandy Relief (2012)
In seguito all’uragano Sandy che colpì la East Coast americana, Bruce Springsteen, The Who, Billy Joel, Kanye West, Paul McCartney e i Rolling Stones si riuniscono per uno show a Madison Square Garden. Raccolti oltre 50 milioni di dollari.
Global Citizen (2015 – oggi)
Un format che continua a reinventarsi: concerti in più città, con artisti come Beyoncé, Coldplay, Pearl Jam, Ed Sheeran. L’obiettivo? Azzerare la povertà estrema e aumentare la consapevolezza su temi come istruzione, salute e ambiente.
Firenze, 2025: la musica che non dimentica
Il concerto del 18 settembre si iscrive dentro questa tradizione. Non è solo un evento artistico: è una presa di posizione. Un modo per non voltarsi dall’altra parte, usando il linguaggio della musica per accendere empatia e raccogliere fondi che possono fare la differenza concreta.
Non si tratta solo di “suonare per”: si tratta di esserci, con la voce, con le corde, con il cuore.

