Con l’uscita nelle radio dell’ultimo inedito “NON C’È DI CHE”,
“C’è un po’ di nostalgia da fine estate, mista alla serenità che ti prende quando finisce qualcosa ma sai
che è giusto vada così. E anche se sembra giuro che non è una risposta a “Grazie ma no grazie”, così
WILLIE PEYOTE ha accompagnato l’annuncio di questa canzone, brano che fa partire ufficialmente il
countdown verso il ritorno al live con il CLUB TOUR 2026 di cui sono già andati sold out gli appuntamenti
di Bologna (27 ottobre), Venaria Reale (TO, 3 novembre) e Padova (7 novembre), e si annunciano oggi le
aperture di nuove date a Bologna (28 ottobre) e Torino (4 novembre).

Il tour, che segna la nascita della collaborazione tra Willie Peyote e Live Nation 6, sarà l’occasione per
ascoltare dal vivo le canzoni del suo ultimo album “ANATOMIA DI UNO SCHIANTO PROLUNGATO”, che
saranno centrali in questo nuovo progetto live, oltre ai brani che hanno costruito la carriera del rapper e
cantautore torinese consacrandolo come una delle voci più originali e riconoscibili della scena italiana
contemporanea.
Peyote, infatti, ha conquistato pubblico e critica grazie a una scrittura capace di intrecciare cantautorato,
rap e sguardo critico sul presente con ironia e personalità.

BIOGRAFIA
Willie Peyote, pseudonimo di Guglielmo Bruno, è un rapper e cantautore italiano nato a Torino il 28 agosto 1985.
Ha iniziato la sua carriera musicale nel 2004, distinguendosi per testi caratterizzati da ironia e critica sociale. Nel 2011 ha pubblicato il suo album di debutto, Manuale del Giovane Nichilista, seguito da Non è il Mio Genere, il Genere Umano nel 2014. Nello stesso anno ha collaborato con i Funk Shui Project, apparendo nel loro album di debutto.
Il successo è arrivato con Educazione Sabauda nel 2015 e Sindrome di Tôret nel 2017. Willie Peyote ha poi firmato un contratto con Virgin Records, pubblicando ad agosto 2019 il singolo La Tua Futura Ex Moglie, volto ad anticipare il suo quarto album in studio, intitolato Iodegradabile.
A novembre 2020 pubblica il singolo La Depressione è un Periodo dell’Anno, brano che affronta il periodo vissuto durante la pandemia di Covid-19. L’anno successivo Willie Peyote partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Mai Dire Mai (La Locura), ottenendo il Premio della Critica “Mia Martini”.
TOUR
10 ottobre NONANTOLA (MO) VOX
20 ottobre MILANO FABRIQUE
23 ottobre MOLFETTA (BA) EREMO CLUB
24 ottobre NAPOLI CASA DELLA MUSICA
27 ottobre BOLOGNA ESTRAGON SOLD OUT
28 ottobre BOLOGNA ESTRAGON NUOVA DATA
30 ottobre FIRENZE TEATRO CARTIERE CARRARA
31 ottobre ROMA ATLANTICO
3 novembre VENARIA REALE (TO) TEATRO CONCORDIA SOLD OUT
4 novembre VENARIA REALE (TO) TEATRO CONCORDIA NUOVA DATA
7 novembre PADOVA HALL SOLD OUT
Come ha raccontato lo stesso Peyote annunciando l’uscita sui suoi social, “ANATOMIA DI UNO SCHIANTO
PROLUNGATO ha una ispirazione cinematografica, è anche un po’ un ossimoro perché in fondo viviamo
in un periodo pieno di contraddizioni in cui tutto sembra andare verso la fine senza mai arrivarci davvero,
si parla di fine delle ideologie, tramonto della civiltà occidentale, crollo del sistema capitalistico, morte del
pianeta e talvolta addirittura estinzione della razza umana ma poi, pur difronte ad un costante evidente
peggioramento, tutto rimane ancora in piedi. La parola anatomia invece, oltre a richiamare a titoli
cinematografici, vuole anche indicare la metafora della lenta e inesorabile “caduta” del corpo umano nel
processo di invecchiamento che si manifesta dal superamento dei 40 anni in poi, affiancando al discorso
generale quello particolare e personale dell’autore”.
L’album contiene “BURRASCA”, brano arrivato ad un anno dall’ultima partecipazione del rapper e
cantautore torinese al Festival di Sanremo con “Grazie ma no grazie”, canzone che rappresenta un
ulteriore step di maturità e consapevolezza artistica per Peyote.
L’artista, infatti, per questo brano mette da parte la sua vena più cinica e di analisi critica della realtà che ci
circonda per dare vita ad una lieve ballata voce e chitarra, come un messaggio in una bottiglia affidato al
mare: “abbiamo bisogno di avere qualcuno accanto a cui aggrapparsi quando il mare è in burrasca, quando
il mondo intorno fa paura”.
Nel disco ha trovato spazio anche “IN CERCA DI UNO SCHIANTO”, brano inedito inserito nei titoli di coda
del documentario WILLIE PEYOTE – ELEGIA SABAUDA scritto e diretto da Enrico Bisi che è appena stato
presentato nei cinema italiani (“Questo brano chiude il documentario “ELEGIA SABAUDA” e apre il disco
fungendo da collegamento tra il capitolo precedente appena concluso e l’inizio del successivo. C’è una
citazione di “Tutti i miei sbagli” dei Subsonica nel ritornello come tributo ai 30 anni della Band, amici ma
soprattutto mentori da sempre per me”).
La terza traccia del disco, “SAPORE DI MARSIGLIA” è un brano ritmato basato su un riff di basso funk e
interventi di ottoni ma con un ritornello che apre con sonorità vagamente disco. “Cielo grigio e caschi blu”
per fotografare la militarizzazione del quartiere Vanchiglia a Torino.
La successiva “MI ARRENDO” con BRUNORI SAS arriva come un flusso di coscienza sulle note malinconiche
di un pianoforte. Quando la sensazione è quella di essere ormai a un passo dalla resa, la voce e la penna di
Brunori Sas invitano a reagire anche se “con i tempi che stanno correndo forse ci conviene nasconderci
bene”. “Un grande onore – ha raccontato Willie – condividere questo brano con il cantautore che forse
meglio di tutti rappresenta l’incontro tra la musica indie e la grande tradizione italiana, un vero e proprio
punto di riferimento per me nel panorama italiano”.
Anche “CHE CALDO FA A TESTACCIO” ha un ospite, NOEMI e Willie ha raccontato: “forse il più chiaro
riferimento agli anni 90 e al rap di quel periodo di tutto il disco, scritta nel caldo torrido di luglio a Testaccio.
Nessuno meglio di Noemi avrebbe potuto dare questi colori caldi e soul al brano.
L’album, che divide meglio che in passato il lato più emotivo di Willie e quello più battagliero trova, in
“LUIGI” un altro episodio di critica dopo quello di “Sapore di Marsiglia”: “LUIGI è una provocazione
prendendo spunto dalla figura di Luigi Mangione che è diventata contemporaneamente un meme ma
anche un simbolo di lotta al turbocapitalismo. Un brano rap come nei primi dischi sul fatto che “la guerra di
classe c’è stata e l’hanno vinta i ricchi” per citare Barbero.”
Le ultime tracce si muovono tra “COME SE” (un sound neosoul sul quale la band che accompagna Willie
riesce a dare il meglio di sé, per mantenere la sensazione più live possibile come nei concerti) e “KILL
TONY” (cassa dritta e barre, più uno skit che un brano vero e proprio. Acidità UK nelle chitarre e nei synth)
e l’ultima delle collaborazioni del disco, quella con JEKESA con cui Willie in passato aveva già collaborato,
in “AIRB&B” dove il Rap italiano arriva in purezza strizzando l’occhio agli anni 90.
Il disco si chiude con “PREFERISCO NON SAPERE”, la traccia su cui scorrono i titoli di coda sull’immagine del
cratere della copertina del disco.
L’album è figlio anche del lavoro di Peyote sul documentario “WILLIE PEYOTE – ELEGIA SABAUDA”
(disponibile su MUBI) un ritratto caleidoscopico dell’artista attraverso la sua quotidianità fatta di musica,
di amicizie, incontri, pensieri e prese di posizione scomode nella sua amata Torino. Un film intimo che
rappresenta in maniera per nulla celebrativa un modo autentico e coerente di stare nello showbusiness.
Attraverso materiali inediti, scene di vita quotidiana e live, il documentario intreccia le passioni più
autentiche di Willie: il legame viscerale con Torino e il Toro, la ricerca ostinata di un linguaggio politico e
sociale dentro e fuori dai palchi, e la costante tensione a restare fedele a sé stesso.
Il risultato è un ritratto umano, divertente e privo di convenzioni, che restituisce l’essenza di un artista
capace di coniugare l’energia del rap con testi di grande forza sociale e civile.