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Cultura

Madonna compleanno “in Sicily” e oltre

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Scritto da Cinzia Silvestri

Il suo successo, esploso negli anni ‘80, fu planetario e noi italiani brava gente eravamo contenti come Pasque perché aveva origini italiane e un cognome non esattamente nordico. Ci garbavano tutte le provocazioni di quella ragazza ricca e famosa, a cominciare dal modesto si fa per dire nome d’arte, con abbigliamento very casual buzzurro fatto di croci e di pizzi, che interpretava canzoni orecchiabili ascoltate miliardi di volte in tutto il mondo. Madonna ha accompagnato pure le mie doglie con un suo brano, mentre partorivo a Firenze dove lei aveva tenuto un concerto pochi giorni prima, esibendo la maglietta ‘Italians do it better’ , i bustini iconici con le puppe a punta di Jean Paul Gaultier ed incitando dal palco: siete pronti? Siete caldi? Sono passati decenni da quei tempi in cui eravamo tutti diversi, le Torri Gemelle non erano crollate, Milano era da bere, ed io ero giovane e gajarda come la signora/signorina Ciccone, peraltro mia coetanea. Ha continuato a stupirci la Madonna della canzone, con pensieri, parole, opere e canzoni, ma soprattutto con atteggiamenti stravaganti, da vera artista. Non è mancata una sua ospitata a Sanremo, quando era al top della fama.

Che tristezza questi personaggi che non sanno diventare grandi: mette tristezza questa Madonna dopo le foto di compleanno della "in Sicily"

Il suo repertorio, come quello di Mina del resto, vanta un’infinita serie di melodie che restano nei ricordi della gente, attaccati ad un amore, ad una vacanza, a un periodo esistenziale, ma non brilla di canzoni che hanno fatto la storia della musica, o perlomeno non la maggioranza, ne hanno tuttavia fatto parte della storia intendo dire, a pieno e meritato titolo. Le provocazioni negli spettacoli, e gli scivoloni tristi quando è andata in crisi, sono andate di pari passo con le turbolenze private, un mix all’insegna della trasgressione a lei sempre e comunque ampiamente concessa. In nome dello show business e della giovinezza. Giovinezza. Ecco, qui casca il miccio (asino), direbbero a Lucca e torna in mente Lorenzo de’ Medici: “Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: del doman non v’è certezza”.

La giovinezza non si può fermare, si può fermare la bellezza, migliorarando certe perfomances da donne adulte, si potrebbe dire mature, si può pure esser lieti a 64 anni (succede anche a me che non son Madonna e neanche una madonna del Rinascimento), ma la presunzione del for ever young espone a un grande rischio. Il rischio del ridicolo. La trasgressione over 60 va saputa offrire, con garbo e discrezione: se la signora/signorina Ciccone si sia ispirata quest’anno a Sharon Stone non saprei dirlo, ma le scelte professionali e tutto sommato anche private dell’attrice anch’essa non più giovane e arrivata al successo non certo per una grande interpretazione shakespeariana ma per un paio di mutande mancanti in un film, hanno sempre e comunque dimostrato nel tempo carattere e intelligenza ad abundantiam. Nello specifico, le sue apparizioni siciliane poche settimane or sono sono state apprezzabili e di migliore qualità a livello di promozione turistica. Entrambe Sharon Stone e Madonna hanno visitato la Sicilia e Marzamemi in particolare, entrambe sono state vestite dagli stilisti Dolce & Gabbana, ma l’approccio della Stone è stato di ben altro stile ed eleganza. La signora/signorina Ciccone invece è arrivata con un modesto seguito di amici intimi, un centinaio di persone circa e con i figli. Rocco, nato dal matrimonio con Guy Ritchie, non ha l’esuberanza della mamma e si è concesso in una sola foto per la stampa in occasione del compleanno (anche lui nato in agosto, il giorno 11 mentre la madre è nata il 16). Le ragazzine adottate Stella ed Estere invece sono state ritratte con la mamma con gli stessi outfit disegnati da D&G, abiti con fantasia tipo maiolica. Mi sono tornate in mente le numerose foto in cui negli anni ‘60 ero ritratta con la mia mamma a passeggio ed avevamo gli stessi vestiti: chissà, forse per la mia mamma ero una sorta di Barbie formato gigante. Ed è stato ripensando a quelle foto scattate nel viale Verdi di una rinomata cittadina termale dove sono nata, che ho pensato a quante volte – sbagliando! – in questi ultimi anni mi sono lamentata del fatto che Madonna non abbia mai fatto visita a Montecatini Terme, malgrado la sua linea cosmetica di skincare MDNA lanciata ormai qualche anno fa, ormai troppi anni fa.

La promozione dei prodotti era questa

“Ho cercato a lungo il fango di bellezza perfetto. L’ho trovato solo con acque termali millenarie, a Montecatini, Italia. E ho deciso di mettere questa “santa acqua” in un prodotto di bellezza: il migliore del mondo.”

Un marketing commerciale gestito benissimo nei Paesi che hanno distribuito la linea MDNA Skin di MTG Japan, dove le maggiori profumerie e rivendite all’epoca vennero allestite con gigantografie del Tettuccio e della fonte Regina (simbolo delle Terme): questo in Giappone, Cina, Singapore, Taiwan, Hong Kong, Corea del Sud, mentre ha avuto ricaduta zero nella città eletta nel 2021 sito patrimonio Unesco.

Che tristezza questi personaggi che non sanno diventare grandi: mette tristezza questa Madonna dopo le foto di compleanno della "in Sicily"
fonte: lasicilia.it/gossip/news

Ho realizzato di aver dunque rincorso per anni una chimera ed ora, dopo aver visto le foto di compleanno della Madonna in Sicily, non portata a spalla in processione ma quasi, mi sono ricreduta profondamente. La trasgressione è virtù senza limiti quando si è giovani, con gli ormoni fuori controllo e uno smodato bisogno di esibizionismo e di sfogo. Quando siamo, e mi perdonerete il paragone culinario, una patata bollente. La giovinezza è spensieratezza, voglia di sesso anche sfrenato: pochi giorni fa commentavo un post social su Serge Gainsbourg e Jane Birkin dicendo che se fossi stata una giovane donna e non una bambina ai tempi della canzone ‘Je t’aime, moi non plus’, avrei potuto essere più spregiudicata. L’abbigliamento dell’epoca lo consentiva, eravamo meno vestiti ma non volgarmente svestiti come quella pallona gonfiata col cognome da macchina sportiva, non eravamo burine come certe fresche separate dal marito, dai connotati fatti e rifatti. Andatevi a rivedere le foto di Brigitte Bardot o Elsa Martinelli a Saint Tropez, così vi fate un’idea di cosa intendo dire. Ecco, loro erano veri modelli di trasgressione. Si accompagnavano con play boy, spesso bellocci, guidavano le moto ed erano un inno alla libertà.

Che tristezza questi personaggi che non sanno diventare grandi: mette tristezza questa Madonna dopo le foto di compleanno della "in Sicily"

La nostra Madonna del Canto invece, ora con le treccine ora con le chiome lunghe al vento tipo lady Godiva, con un volto che fa sembrare vecchia la figlia Lourdes (quella che non si depila le ascelle), tirato e truccatissimo come se fosse perennemente in scena, suscita compassione negli scatti offerti al pubblico con quei baci lingua in bocca alle amiche del cuore. Non è questione d’esser puritani o bigotti, e però mi garberebbe tanto sapere come l’hanno presa certi paesani di Noto, Ortigia e dintorni questa sex-exhibition: forse sarà sfuggito un inconfondibile ‘meschinedda!’, dal momento che per quanto evolute ed emancipate, le popolazioni del Sud non hanno mai mostrato larghezza di vedute. Certo, è l’ennesima provocazione, l’ultima di una serie infinita: iniziò nel 1979 quando il fotografo Lee Friedlander immortalò la pop star completamente nuda e la pagò 25 dollari, adesso le foto hanno un valore immenso. Indimenticabile poi la famosa foto di Madonna del 1992 pubblicata sul libro Sex, ritratta completamente nuda con borsetta e sigaretta in bocca a fare l’autostop sul bordo della strada. Questa foto è diventata iconica, ricercata e ammirata da molti artisti nel mondo. Fatto sta che non c’è più quel mondo e soprattutto non c’è più quella ragazza, c’è una signora/signorina ormai ostaggio della chirurgia estetica e non delle creme con ingredienti made in Italy, che ricorda vagamente Bette Davis nel film “Che fine ha fatto Baby Jane?” solo che nel 1962 non era scoppiata ancora l’evoluzione botulinica. Non c’è nulla ormai in lei della freschezza giovanile, non c’è soprattutto più nulla della ragazza che c’ha fatto sognare e divertire. A vederla così, vien da pensare che sarebbe stata la preda ideale dei gigolò termali che facevano la stagione, oziando nei Caffè rinomati in attesa della tardona da spennare sollazzandola per il tempo che passava le acque. Ah già, oggi esistono i toy-boy: “Ma quali toy, ma quali boy, l’amor fou si è spento ormai…” (cit. Vanoni e Colapesce).

La signora/signorina Ciccone mi mette una neanche tanto velata tristezza nell’anima, con quei baci slinguazzanti degni di un qualsiasi porn-hub, provocazione fine a sè stessa, esibizionismo allo stato puro che non aiuta di certo la causa Lgbt. Mette tristezza questa Madonna, orfana di madre quando era bambina (e ciò dispiace), che forse non ha vissuto una buona infanzia e forse ha vissuto un’adolescenza precoce condizionata da questo lutto, Hannibal Lecter su questo potrebbe fare un’analisi impeccabile come la fece all’agente Clarice Starling. Da mito degli anni ‘80 e oltre, con capricci e voglie da vera star, oggi si offre come un mix di eterna bambina e ragazzaccia indomita ma non è più nè l’una nè l’altra. Ha i figli grandi ormai, magari la renderanno nonna, e i nipoti di fronte alle sue intemperanze senili potrebbero cantarle quel ritornello di un giovane Alberto Sordi: “Nonnetta, nonnetta, ritmo ritmo, oh nonnettina nonnettina mia, tu sei tanto stanca non puoi camminar, ma ritmar ritmar come vorrai, oh nonnettina nonnettina mia, tu sei paralitica, ma ritmar ritmar come vorrai, oh nonnettina nonnettina nonnettina mia!”

Che tristezza questi personaggi che non sanno diventare grandi: mette tristezza questa Madonna dopo le foto di compleanno della "in Sicily"

Che tristezza questi personaggi che non sanno diventare grandi (eufemismo), che mostrano le loro membra flaccide e pallide come il famoso critico d’arte che sta mandando alle ortiche tutto il suo sapere, con la prepotenza di credersi onnipotente oppure come il Cav che un tempo anche la sua televisione, sia pur scherzosamente, dileggiava definendolo Cavaliere mascarato, per un’uscita invernale in tabarro. Quando invece andava a trovare l’ex amico Vladimir in Russia indossava una topa pelosa per coprire quell’indefinibile trapianto di capelli (trapianto che gli costò un’uscita in bandana in Costa Smeralda accanto ad una imbarazzata moglie, ancora per poco, che fece il giro del mondo). Cosa non si fa per garbare alle donne, specie se giovani e spiantate. Poi ci si ritrova a fare il finto marito, solo perché non ci si sente pronti per affidarsi alla badante. Sicuramente sto ragionando per stereotipi, sottostimando i protagonisti, strapazzandoli un po’, ma se la società ne deve prendere esempio stiamo lustri e non si può neanche incolpare la demenza senile, peccato. Meglio Albano allora. Senza Romina.

La vostra come sempre Cinzia Silvestri

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