Joseph Arthur a Poggio a Caiano. Non ci credete? Un concerto di 2 ore e mezza di musica autentica davanti alla Chiesa di Santa Cristina in Pilli. Quando l’arte si mischia alla musica d’autore.
Joseph Arthur e Poggio a Caiano
Il concerto di Joseph Arthur si è svolto all’aperto, davanti alla Chiesa di Santa Cristina in Pilli, piccola pieve romanica immersa nelle colline di Poggio a Caiano.
Una location semplice, circondata da vigneti e natura, che ha contribuito a creare un clima raccolto e genuino. Nessun palco imponente, nessuna scenografia: solo la musica, l’artista e il paesaggio.

Ad accogliere l’autore, una delle voci più riconoscibili del cantautorato americano, un pubblico attento e pronto a lasciarsi coinvolgere.
Il concerto e il Festival delle Colline
Il concerto di Joseph Arthur rientrava nella programmazione del Festival delle Colline, rassegna musicale promossa dal Comune di Poggio a Caiano insieme ai Comuni di Prato e Carmignano, giunta quest’anno alla 46ª edizione.
Il festival propone eventi in luoghi simbolici del territorio, puntando sulla qualità artistica e su un contesto accessibile e umano. Quando Arthur sale sul palco, accolto da un applauso discreto, non c’è bisogno di introduzioni: imbraccia la chitarra, attacca il jack e si parte. È l’inizio di un one man show puro e diretto: chitarra, loop station, tastiera, pad, armonica e due microfoni. Fa tutto lui e funziona.
Joseph Arthur: il classico rock americano, e non solo
Quello di Joseph Arthur è il classico rock americano, senza effetti speciali, quando non servono troppi ingredienti se sai come usarli. E Arthur li sa usare. Chitarra, armonica e pianoforte si alternano senza mai abbassare il tono emotivo.

Per chi non lo conoscesse Arthur è un cantautore americano originario dell’Ohio, tra le voci più riconoscibili della scena folk rock statunitense. Il suo esordio arriva nel 1996, quando Peter Gabriel, dopo averlo ascoltato in un’audizione a New York, produce il suo primo album. In quegli anni Arthur stringe anche un’amicizia con Lou Reed, con cui condivide affinità artistiche e un certo approccio crudo e diretto alla musica.
I primi anni 2000 e il concerto di Poggio a Caiano
Nei primi anni Duemila, Joseph Arthur si trasferisce a Seattle, città che diventa il trampolino per la sua carriera internazionale: viene scelto per aprire le date del tour mondiale dei R.E.M. in Canada, Stati Uniti e successivamente in Europa. Il rapporto con Michael Stipe, leader della band, si consolida anche fuori dal palco: nel 2005, Stipe pubblica un EP benefico contenente sei versioni del brano di Arthur “In the Sun”, i cui proventi vanno alle popolazioni colpite dall’uragano Katrina.
Nel 2006, Arthur fonda la sua etichetta, Lonely Astronaut Records, e pubblica l’album “Nuclear Daydream”. Quattro anni dopo, nel 2010, dà vita al supergruppo Fistful of Mercy, insieme a Ben Harper e Dhani Harrison (figlio di George), con cui incide il disco “As I Call You Down”.

A Poggio a Caiano l’esperienza è stata quindi unica perché Arthur è riuscito con la sua chitarra a far sentire ai presenti ogni passaggio con un’intensità costante. Ogni brano è costruito con attenzione, ma senza apparente sforzo. L’atmosfera che si crea è intima. Sarà la voce, la location, il silenzio rispettoso del pubblico. Ma è un concerto che “ti tocca dentro”. Non servono spiegazioni né sovrainterpretazioni. Dopo oltre due ore e mezza, il concerto si chiude.

Il pubblico ringrazia, con sincerità. Nessun boato, ma un applauso lungo, consapevole. Perché si è creato un legame, semplice e vero, che resta anche quando cala il sipario.
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