Instagram, come ogni social che si rispetti, può diventare un’esperienza stimolante, quando e se, grazie alla sua vasta comunità di creativi e innovatori, offre la possibilità di arricchire il proprio bagaglio attraverso finestre costruttive sul mondo. Capita, come nel mio caso specifico di imbattersi in idee fresche e iniziative originali e SEI COMPLICE è una di queste.

Instagram è in sintesi un modo eccellente per connettersi con persone che condividono passioni e tendenze; può essere motivo di confronto serio e di spessore, quando ci si trova di fronte ad un progetto che presuppone una tematica alla quale si è sensibili. SEI COMPLICE è un progetto inedito e genuino, che mi ha incuriosito e ispirato per incentivare i contributi della sezione del nostro magazine dedicata alla DONNA e perchè no, creare sinergia con chi lo ha ideato per diffondere un messaggio importante e non troppo trattato come merita, il revenge porn.

L’intervista di oggi è quella di Clara, referente del progetto SEI COMPLICE. Clara Vella è una giovane donna che ha ideato, assieme alle studentesse del suo stesso gruppo universitario, una campagna davvero unica nel suo genere. Mi sento di definirla sperimentale e incisiva. Attraverso la nostra chiacchierata ho voluto comprendere gli obiettivi principali del progetto, come è nato e quali impatti positivi spera di avere sulla comunità.
Lascio a lei la parola.
“SEI COMPLICE nasce nell’ambito del contesto universitario durante il corso del Prof. Andrea Natella, docente di Comunicazione non convenzionale, che ci chiese di realizzare una campagna pubblicitaria concentrando la nostra attenzione su una tematica per noi importante.
Con riferimento all’esperienza di una amica che ha subito revenge porn, abbiamo scelto di affrontare questo argomento di grande attualità. Diversi casi di cronaca hanno portato all’attenzione dell’opinione comune questo fenomeno, che consiste nella diffusione in rete di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso della persona raffigurata nei contenuti stessi.
Revenge porn. I dati
Studiando in modo accurato il fenomeno, attraverso l’analisi dei dati abbiamo notato che si tratta di una tematica di cui c’è grande necessità di parlare, soprattutto in Italia. Partendo dal primo dato e cioè che questo fenomeno colpisce giovani donne, si ritiene che negli ultimi anni le vittime siano state 5 milioni e ben 14 milioni (dato che ci ha colpito ancora di più) siano le persone che hanno visualizzato quei contenuti non consensuali e privati.
L’84% non solo li ha visti ma li ha anche condivisi, e si è detto anche pronto a rifarlo, qualora ricapitasse asserendo che il contenuto sia pubblico.

Ciò che emerge è che le ragazze che si trovano in questo contesto finiscono per diventare oggetto, oggetti privàti della loro umanità e personalità. E così che abbiamo sentito l’esigenza di parlare di questo tema in maniera diversa attraverso un’idea che fosse impattante anche per andare ad interrompere la solita retorica della vittima passiva. La nostra scelta verte su chi guarda e fruisce contenuti di questo tipo. Si parte dall’assunto che il revenge porn esiste, esiste perché c’è qualcuno che si rende protagonista di questa pratica.
Ci siamo mosse per creare una azione diversa e decisamente provocatoria!

SEI COMPLICE, una campagna di guerrilla marketing
Ci siamo finte ex fidanzati arrabbiate con le proprie ex che si vendicano attraverso volantini con QR code e frasi come ad esempio: guardate quella stronza della mia ex nuda, guardate Francesca quanto è stata brava l’altra notte, Elisa adesso tutti vedranno i tuoi video.
Le frasi dovevano assolutamente attirare l’attenzione dei passanti

Abbiamo posizionato i volantini nei punti nevralgici di Roma, vicino alle zone universitarie, a Piazza Bologna, a San Lorenzo e al Policlinico, fino a San Paolo, Garbatella, Eur, Testaccio, Piramide. Abbiamo toccato i punti universitari da Roma 3 alla Sapienza e poi siamo rimaste per monitorare le reazioni dei passanti.
Molti se ne andavano indifferenti, guardavano e leggevano i volantini, non intervenivano. Altri invece scansionavano, ed erano tanti! Non solo giovani ragazzi ma anche ragazze, oppure uomini molto maturi. Alcune ma pochissime persone hanno strappato i volantini, circa cinque, sei, tutte donne, due ragazze e tre, quattro fra i quaranta e i cinquant’anni anni.
Alcuni dei ragazzi guardando il video minimizzando di fatto il fenomeno, ritenendo il nostro un esperimento inutile o demenziale. La verità è che in Italia manca la consapevolezza di quanto grande e diffuso sia il problema. Senza contare quali siano alla fine le conseguenze psicologiche che hanno queste azioni nella vita di chi subisce.
SEI COMPLICE. Un esperimento in espansione
“Molte ragazze ci hanno contattato confessando che è la prima volta che parlano di questo tema con qualcuno e il fatto che con SEI COMPLICE siamo d’aiuto ci rende orgogliose!
È significativo sapere che per molte di loro è stato il primo momento in cui hanno preso coscienza degli accadimenti e condiviso le proprie esperienze. Non solo con noi ma anche (per la prima volta!) con i propri genitori.
Siamo orgogliose non solo perchè siamo di sostegno alle vittime ma di essere da monito per i carnefici e un canale di approndimento delle mille sfaccettature legate a tutto questo. Sul nostro sito web www.seicomplice.org abbiamo creato una specifica area; si tratta di un forum aperto a chiunque voglia raccontare la propria storia. Il nostro intento è perseverare con i nostri scopi e portare questa iniziativa anche fuori Roma.”
Senza indugio alcuno, attraverso operazioni come comunicazione ed eventi UAU Magazine supporta il progetto!