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Susy Gillo: la poesia come voce civile

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Scritto da Alice Lavoratti

C’è chi scrive per necessità, chi per vocazione, e chi trasforma la scrittura in una missione capace di creare ponti tra le persone. Susy Gillo, poetessa, scrittrice e ideatrice di Caffè Letterario di Montecatini Terme, appartiene a quest’ultima categoria. Una donna che ha fatto delle parole uno strumento di consapevolezza, riflessione e dialogo, convinta che la cultura possa ancora essere un luogo d’incontro autentico.

Gli inizi: una scrittura intima che diventa condivisione

Scrivo da quando ero molto piccola – racconta Gillo – all’inizio era una scrittura tutta mia, molto personale, un mondo interiore che custodivo gelosamente.

La scrittura per Susy Gillo nasce come spazio privato, una sorta di rifugio capace di dare forma a ciò che non trovava voce nella vita quotidiana. Per anni, questo universo intimo rimane protetto, lontano dagli occhi altrui.

Poi, qualcosa cambia. Diventata adulta, Susy Gillo sente che quel mondo interiore non deve più rimanere confinato in una dimensione privata.

Se fino a poco tempo prima questa mia interiorità mi faceva compagnia e non volevo venisse sfruttata dal mondo esterno, ad un certo punto ho capito che potevo tirarla fuori invece di rifugiarmici per sopportare ciò che mi sembrava difficile affrontare.

È una presa di coscienza lenta ma inevitabile: la scrittura può essere uno strumento, non solo una protezione.

Quando ho deciso che volevo che le persone conoscessero questo mondo, ho scelto di manifestare tramite la parola scritta tutto ciò che avevo dentro, affinché potesse essere utile anche agli altri.

Da qui nasce la sua definizione di poesia civile. Non solo introspezione, ma racconto della violenza, dell’ingiustizia, delle ombre che attraversano la società.

Ho iniziato a scrivere per comprendere la mia angoscia, poi ho continuato perché volevo trasmettere al mondo un messaggio di pace e riflessione.

Susy Gillo ha poi scritto e pubblicato diversi testi dedicati proprio alla poesia civile, tra cui “Le Spose Bambine” – presentato al Cairo e in Irlanda – “Flagello. Poesie contro la guerra” – dove i bambini che non hanno voce si raccontano proprio attraverso lo strumento poetico di Gillo – e “Il cammino della goccia” – dove Gillo narra le storie di donne che non hanno casa vivono difficoltà difficili da raccontare.

Il primo premio che apre una strada di Susy Gillo

Tra i momenti significativi del suo percorso, Susy Gillo ricorda con particolare emozione il primo premio letterario ricevuto: il concorso Versi in libertà nel 2011, presieduto da Ambra Grieco, Ernesto Marchese e Antonella Scatizzi.

Il testo premiato è una poesia dal titolo emblematico, Sogno, ispirata ad un momento vissuto con il figlio di allora 10 anni, in Sicilia.

Racconta la storia di una mamma e del suo bambino – spiega Gillo. Ho capito solo dopo che quel sogno era anche il mio: quello della scrittura, un talento che non sapevo ancora di avere.

Quel premio non rappresenta solo un riconoscimento personale, ma una conferma della funzione della poesia: dare voce a sé stessi e a chi non riesce a esprimersi. «

È forse il premio più importante che ho vinto, perché mi ha permesso non solo di parlare con me stessa ma anche per chi solitamente non ha voce.

Da quel momento, il rapporto con i lettori è diventato centrale.

Spero di essere entrata un po’ nel loro cuore e nella loro anima. La cosa più importante per me oggi è la relazione che si crea con chi legge le mie opere.

Caffè letterario. Perché è ancora fondamentale?

La domanda “UAU” dell’intervista di oggi riguarda il valore del un caffè letterario nella società contemporanea, spesso distratta, frammentata e poco incline allo scambio profondo.

Dopo l’esperienza con il Caffè Libertine con l’associazione di Annamaria Marino nel 2024, Gillo avvia il Caffè Letterario di Montecatini Terme. Ma qual è il senso di uno spazio del genere oggi?

Un caffè letterario ha l’obiettivo di far interagire le persone tramite lo strumento culturale: un libro, una testimonianza, un’opera d’arte.

Non un semplice evento di promozione, dunque, ma un luogo di connessione, dove si crea un’energia comunicativa spesso assente nella quotidianità.

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Oggi le persone sono sole e ascoltano molto, ma interagiscono poco. Il caffè serve a questo: farci riflettere, farci connettere con il mondo, darci la sensazione di essere qualcuno, di avere una voce che conta.

In un’epoca in cui la velocità rischia di soffocare l’ascolto e i rapporti autentici, l’esperienza culturale diventa un atto di resistenza. Susy Gillo, con la sua scrittura e il suo lavoro di coordinamento, continua a ricordarci che il valore della parola — letta, detta o condivisa — è ancora un motore capace di unire, trasformare, far crescere.

Il prossimo appuntamento con il Caffè Letterario di Montecatini Terme (l’ultimo della stagione 2025) sarà il prossimo 10 Dicembre presso il Caffè New York di Montecatini (ore 17.30 – ingresso libero).

Foto di Alice Lavoratti

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