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I Peccatori di Ryan Coogler Horror innovativo e creativo

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Scritto da Alessio Arcaleni

Il regista Ryan Coogler (CREED, BLACK PANTER) con “I peccatori”, realizza il progetto più complesso, ambizioso e articolato della sua carriera. È riuscito a diventare un successo commerciale, ma anche di critica, con una storia originale e attraente.

I Peccatori di Ryan Coogler Horror innovativo e creativo

Se per Wicked – Parte Due ci si aspettava almeno qualche nomination, per il nuovo film di Ryan Cooglers si preventivava un bottino considerevole, ma non certo così senza precedenti.
E invece gli Academy Awards sono riusciti a stupirci, cancellando dei record di lunga data, considerati fino a oggi quasi irraggiungibili: Le 14 candidature detenute da Eva contro Eva, Titanic e La La Land.

Con 16 nomination, Sinners – I peccatori diventa ufficialmente il film più candidato nella storia degli Oscar, ma non è tutto: l’opera di Coogler segna anche un altro traguardo storico, affermandosi come il film con il maggior numero di candidati neri, tra interpreti e professionisti coinvolti.

Non è soltanto un film da competizione: è un’esperienza cinematografica potente, profonda e destinata a durare, capace di lasciare un segno nella memoria collettiva anche al di là di eventuali vittorie o sconfitte agli Oscar.

Uscito nelle sale italiane nell’aprile del 2025, ha avuto una distribuzione limitata e un riscontro commerciale contenuto, raccogliendo poco più di un milione di euro al nostro box office. Un risultato modesto se confrontato con l’andamento internazionale del film, soprattutto negli Stati Uniti, dove ha registrato un successo travolgente, superando i 400 milioni di dollari di incasso globale.

I Peccatori

Che cosa ha colpito davvero l’Academy? E soprattutto, quali elementi dell’opera di Ryan Coogler hanno pesato maggiormente nelle scelte degli Oscar 2026, lasciando invece fuori gioco numerose candidature attese che, alla vigilia, sembravano tutt’altro che improbabili?

Una tempesta di musica, emozioni intense, sangue e vampiri, attraversata da blues, leggende e simbolismi, a cui è impossibile resistere. Tornano protagonisti, i vampiri, in un mix di generi e stili cinematografici che ricordano le atmosfere di Tarantino e Rodriguez, tra azione e tensione narrativa.

I Peccatori: trama e cast

Clarksdale, Mississippi, 1932. Un ragazzo, Sammie (Miles Caton), figlio del pastore locale Jedidiah Moore (Saul Williams), entra in chiesa durante la messa domenicale. Il giovane è ferito e coperto di sangue. I vestiti sporchi e malconci. Il film racconta quello che è successo il giorno (e la notte) precedenti… Due fratelli gemelli, Smoke e Stack (entrambi interpretati da Michael B. Jordan), veterani della Prima guerra mondiale, dopo alcuni anni nella mala di Chicago, tornano nel paese natale. Qui acquistano un vecchio capanno e un po’ di terreno da un uomo bianco probabilmente del Ku Klux Klan. I fratelli intendono trasformare quell’edificio cadente in un luogo di musica e ballo. Affidano le musiche al giovane cugino chitarrista Sammie Moore e al musicista Delta Slim (Delroy Lindo). Durante l’inaugurazione però due uomini e una donna bianchi bussano alla porta. Non verranno fatti entrare. I bianchi alle porte nascondono un oscuro segreto…

LA RECENSIONE DE “I PECCATORI”: UN HORROR FRESCO E ORIGINALE A RITMO DI BLUES

Il film si apre come un dramma apparentemente classico, ambientato nella Mississippi razzista degli anni Trenta, tra i campi di cotone e una quotidianità segnata dalla segregazione. Una voce fuori campo introduce subito una dimensione più profonda e mitica, raccontando che «esistono leggende di persone dotate del potere di rendere la musica così vera da spezzare il velo tra la vita e la morte».

Poco dopo, un ragazzo nero ferito, sporco di sangue e in evidente stato di shock, irrompe in una chiesa mentre il padre sta celebrando la messa. Da qui prende avvio un lungo flashback che diventa la vera anima del racconto: per oltre due ore lo spettatore assiste agli eventi straordinari accaduti il giorno precedente, in un crescendo di tensione, suggestioni e rivelazioni.

La fotografia ipnotica e una regia solida e ispirata accompagnano un’opera che riesce a fondere dramma sociale, musica e horror, portando Sinners – I peccatori decisamente fuori dagli schemi del cinema di genere tradizionale.

Straordinaria la colonna sonora, firmata dal due volte premio Oscar Ludwig Göransson, insieme alle canzoni originali dal giovane musicista e attore Miles Caton (che nel film interpreta Sammie) e a una selezione di classici intramontabili. Brani come Travelin’ nella versione di Buddy Guy o Baby Please Don’t di Big Joe Williams. Non sono semplici accompagnamenti, ma diventano parte integrante del racconto, dando al film un’emozione e un significato difficili da dimenticare.

Chi cerca un cinema rassicurante, incasellato nei canoni più convenzionali, potrebbe non trovare qui ciò che desidera. Ma sarebbe un vero peccato lasciarselo sfuggire, perché Sinners – I peccatori è senza dubbio uno degli horror più originali e sorprendenti dell’anno, al di là di quello che sarà l’esito delle premiazioni previste il 15 marzo a Los Angeles.

E soprattutto, non ha senso paragonare questo film ad altri titoli, generi o registi: Ryan Coogler riesce nell’impresa più difficile, lasciare un’impronta personale e riconoscibile, ridefinendo i confini di un genere che sembrava aver già detto tutto.

Alessio Arcaleni per UAU Cult

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