Ancora una serata all’insegna del rock al Pistoia Blues Festival 2026 che ha portato sul palco di Piazza del Duomo un mix di giovani artisti e band ormai affermate sulla scena internazionale. Ad aprire il concerto sono stati i Woody Bones, seguiti dagli Spleen, giovane band fiorentina con un sound energico e diretto.

Prima dell’arrivo degli headliner è stata la volta dei Messa, una delle band più attese dal sottoscritto. Formazione veneta ormai considerata tra le realtà più interessanti della scena internazionale, il quartetto, guidato dalla magnetica e pulita voce di Sara Bianchin, ha proposto il suo inconfondibile intreccio di doom, progressive e stoner rock, conquistando il pubblico con un’esibizione intensa e ricca di atmosfera. Piazza del Duomo si è rivelata una cornice sicuramente speciale per una performance così suggestiva.Poi le luci si sono abbassate e Piazza del Duomo ha accolto il ritorno dei The Darkness, per la seconda volta al Pistoia Blues.La band britannica ha trasformato la piazza in una grande festa rock, alternando potenza, ironia e uno spettacolo coinvolgente dall’inizio alla fine.Mattatore assoluto il frontman Justin Hawkins, trascinatore instancabile e autentico showman, capace di passare con naturalezza da incredibili acuti in falsetto, assoli spettacolari e momenti divertenti con il pubblico.

Da sottolineare anche la prova del batterista Rufus Tiger Taylor, figlio d’arte del leggendario Roger Taylor dei Queen, protagonista di una performance caratterizzata da un’energia incredibile. La scaletta ha ripercorso alcuni dei brani più amati della band, da Growing On Me a Love Is Only A Feeling, passando per Friday Night, fino all’attesissima I Believe In A Thing Called Love, un brano che, a oltre vent’anni dall’uscita del primo storico album dei The Darkness, continua a far cantare intere generazioni. Uno dei momenti più significativi della serata è arrivato proprio prima di questo brano, quando Hawkins ha invitato il pubblico a mettere da parte i cellulari per vivere il concerto con gli occhi e con il cuore, trasformando per qualche minuto Piazza del Duomo in un’esperienza condivisa dal sapore vecchio stampo, fatta di musica e partecipazione più che di schermi. In un’epoca in cui sembra impossibile vivere senza telefono, basta provare a lasciarlo in tasca per riscoprire qualcosa di unico: noi, le nostre emozioni e quella sensazione di libertà assoluta che solo la musica dal vivo sa regalare.

Mi metto fra i colpevoli, perché anche io spesso mi ritrovo a fotografare o filmare questi momenti, ma devo ammettere che aveva ragione lui.
A volte bisognerebbe semplicemente lasciarsi trasportare dall’energia della musica e vivere fino in fondo il momento.Con la sua autoironia e un’energia inesauribile, Justin Hawkins ha dimostrato ancora una volta di essere un vero animale da palco e i The Darkness hanno confermato di essere una band da vedere rigorosamente dal vivo, regalando al Pistoia Blues un’altra serata degna di nota.

PhGallery & testo di Daniele Vezzani