Due concerti, due storie diverse, unite dalla stessa passione per la musica. La serata del Pistoia Blues Festival ha regalato al pubblico un viaggio che è andato oltre le note. Ad aprire il cuore della serata è stato Walter Trout.
Walter Trout, autentica leggenda del blues mondiale
Walter Trout non ha portato sul palco soltanto la sua straordinaria chitarra, ma anche la propria storia di rinascita personale.


Negli anni Ottanta, mentre militava nei Bluesbreakers di John Mayall, Trout affrontava una grave dipendenza da alcol e droghe. Fu proprio Mayall a sostenerlo nei momenti più difficili, senza mai abbandonarlo. La svolta arrivò nel 1987 grazie a Carlos Santana, che lo affrontò con parole dure ma sincere, convincendolo a cambiare vita. Da allora Walter Trout è rimasto sobrio e continua a raccontare la sua storia attraverso la musica. Non è un caso che durante il concerto abbia voluto ringraziare proprio John Mayall e Carlos Santana, due figure fondamentali del suo percorso umano e artistico.
Il momento dei Jet
Dopo l’intensità del blues è arrivata l’energia dei Jet. La band australiana ha infiammato Piazza del Duomo con i suoi grandi successi, da Are You Gonna Be My Girl a Rollover DJ, senza dimenticare una trascinante versione di It’s a Long Way to the Top (If You Wanna Rock ‘n’ Roll) degli AC/DC. Tra i momenti più coinvolgenti della serata, Nic Cester ha invitato sul palco un giovane spettatore, lasciandogli intonare il celebre ritornello di Are You Gonna Be My Girl, in quello che è sembrato un simpatico gesto dedicato alla sua fidanzata. Un momento spontaneo che ha strappato sorrisi e applausi a tutta la piazza.

Il finale ha regalato un’altra sorpresa: Nic Cester ha interpretato “Un’avventura” di Lucio Battisti: una scelta che nasce da un ricordo d’infanzia. Il padre, di origini italiane, faceva ascoltare le cassette di Battisti durante i lunghi viaggi in auto in Australia, tanto che Nic imparò quei brani a memoria. Un omaggio che ha unito idealmente l’Australia e l’Italia e che ha conquistato il pubblico del Pistoia Blues con un lungo applauso.
Una serata che ha ricordato come la grande musica non sia fatta soltanto di canzoni, ma anche di storie, incontri e legami capaci di attraversare il tempo e i continenti.

PhGallery e testo di Daniele Vezzani