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8 Marzo e IA. Tra reale e convenzione

8 marzo ai
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Scritto da Simone Fagioli

Partiamo decisi: il reale non esiste ma è come viene rappresentato. L’8 marzo è convenzione, non è un fatto reale, è qualcosa che risente della rappresentazione. Se non avete capito di cosa sto parlando, continuate a leggere, mi spiego meglio.

8 marzo e realtà delle cose

Fotografia, cinema, letteratura, saggistica ci mostrano tanti mondi reali, ma che alla fine dei fatti non sono il vero reale, perché volenti o nolenti il nostro mondo non è descrivibile in tempo reale.

Tutto passa, tutto si affida a convenzioni, nomi, date, eventi. Ecco quindi che anche l’8 marzo è di fatto una convenzione, ovvero più che altro una tradizione che risente (come detto) della rappresentazione.

Se Guccini ci diceva che “gli eroi son tutti giovani e belli” le donne dell’8 marzo sono già tutte perfette ed emancipate, o quasi.

Non è un discorso maschilista, ma piuttosto la risposta che il nostro mondo ci dà a domande precise, fatte a chi di reale se ne intende: l’Intelligenza artificiale.

Intelligenza Artificiale: convenzioni, costumi e…

L’IA è esperta del reale perché lo osserva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, prendendo tutto, il bene e il male. Studia tutto con occhi molto oggettivi. Studia anche le tradizioni, i costumi e le convenzioni (come la “festa dell’8 marzo”).

Le obiezioni ai grandi Large Language Model (LLM) come ChatGPT sono date dal fatto che possono dare anche risposte inventate, fasulle, negative… chi di noi non può dare risposte inventate, fasulle, negative?

Se abbiamo informazioni giuste e sbagliate insieme daremo facilmente risposte confuse, o anche del tutto sbagliate, piene di stereotipi (“gli eroi son tutti giovani e belli”, appunto).

8 marzo donna ia Venezia
Immagine creata con IA ©Simone Fagioli

ChatGPT a volte si confonde perché lo siamo noi stessi, lo è la nostra società. L’8 marzo è un giorno di celebrazione e lotta, in apparenza, ma se guardiamo proprio tutto, se facciamo le pulci a questa data e a cosa rappresenta, forse vengono fuori più stereotipi che fatti.

E l’IA è grandiosa per tirar fuori gli stereotipi, per sbatterceli in faccia.

Facciamo un test. Vi va? Partiamo da una IA di testo e vediamo da che parte sta, quale prospettiva ci propone.

Ho chiesto a Copilot di Microsoft: “La donna e l’8 marzo”. Un prompt semplice, secco, che può creare una risposta davvero ampia.

E questa è stata la risposta: “L’8 marzo è una data di grande significato: la Giornata Internazionale della Donna. In questa giornata, si sottolinea l’importanza della lotta per i diritti delle donne, concentrandosi su temi come l’emancipazione femminile, le conquiste sociali ed economiche, e la promozione dell’uguaglianza di genere. Questo giorno ci ricorda quanto sia fondamentale continuare a combattere per un mondo in cui le donne abbiano pari opportunità e diritti, e in cui le discriminazioni e le violenze contro di loro siano fermate.” 

Tutto abbastanza copiato da Wikipedia prosegue poi indicando la scelta dell’8 marzo, chiarendo il falso legame con un presunto incendio a New York nel 1908, mai avvenuto, per concludere: “Oggi, l’8 marzo è un momento per celebrare le donne, riflettere sui progressi compiuti e continuare a lavorare verso un mondo più giusto e inclusivo per tutti. Auguri a tutte le donne in questa speciale occasione!”

Banale, troppo banale, una frase ad effetto da mettere come centrotavola in un modesta trattoria per le cene di stasera.

Ci vuole, quindi, qualcosa di più aggressivo: “È giusto che le donne abbiano diritti?”

IA risponde: “Assolutamente sì! È fondamentale che le donne abbiano diritti e opportunità paritarie in ogni aspetto della vita. L’uguaglianza di genere è un principio fondamentale per una società giusta e progressista.” Elenca poi una serie di punti in merito ai diritti, come “Dignità e autonomia”, “Accesso all’istruzione”, “Partecipazione politica” ecc. per concludere: “In sintesi, garantire i diritti delle donne non è solo giusto, ma è essenziale per costruire una società equa, prospera e rispettosa dei diritti umani di tutti.”

IA come l’8 marzo politicamente corretto (forse troppo)

Tutto molto politicamente corretto, ci sono molti filtri che impediscono risposte fuori controllo e anche provando a forzare il sistema, con domande tendenziose le risposte sono sempre equilibrate.

In senso generale, un chatbot ben addestrato, dà su temi delicati risposte coerenti, in linea con le opinioni più avanzate, bacchettandomi ad esempio se faccio body shaming:  “L’aspetto fisico non dovrebbe essere l’unico criterio per giudicare o discriminare gli altri. La bellezza è soggettiva e varia da individuo a individuo. Ci sono molte qualità che rendono una persona speciale, al di là dell’aspetto esteriore.”

Non solo. L’8 marzo deve essere celebrato anche in Italia: “In Italia, l’8 marzo è ancora una giornata di grande importanza, nonostante i progressi compiuti verso l’uguaglianza di genere. La libertà delle donne è un traguardo prezioso, ma ci sono ancora sfide da affrontare e diritti da difendere.” 

Insomma, più ci si addentra nel tema meno emergono frasi da cioccolatini. La nostra IA sull’8 marzo ha le idee chiare.

E se invece lavorassimo su una IA che genera immagini?

Qui le cose cambiano…

Immagine creata con IA ©Alice Lavoratti

Io lavoro molto con WomboDream, programma versatile che ha anche il vantaggio di avere poca censura, rispetto alla concorrenza, ma ho fatto anche alcune prove con un programma di Adobe

Il prompt “8 marzo 2024” lavora subito sul piano del mito, creando una guerriera cyborg dai tratti vagamente asiatici.

Immagine creata con IA ©Simone Fagioli

Lo stesso prompt su Adobe Firefly Image 2 genera questo:

paesaggio 8 marzo ia
Immagine creata con IA ©Simone Fagioli

Certamente non attinente alla giornata: ho rilevato come questo programma se non capisce bene l’input tenda a generare immagini di paesaggi o anche di persone generiche.

Wombo con “Donna italiana, 8 marzo” va sul classico:

8 marzo donna ia
Immagine creata con IA ©Simone Fagioli

Immagine suggestiva certo, ma poco attinente al nostro tempo, con un rimando neppure troppo implicito ad un tempo in cui le lotte erano necessarie ogni giorno. L’IA non fa analisi approfondite ma questa immagine pare dirci che ora non servono più lotte.

Adobe Firefly con un’ambientazione veneziana pare rassicurare tutti.

Ed allora se l’IA testuale “ragiona” sull’8 marzo l’IA generativa di immagini si nutre ancora di preconcetti, di belle foto, di donne perfette che a Venezia paiono attendere il Principe azzurro.

Si comprende come si debbano ancora costruire due strade: quella dei diritti concreti, in parte anche qui richiamati, e quella della rappresentazione di questi diritti, su come sono mostrati, anche nelle immagini del quotidiano.

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