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AI … Ora: Simone Fagioli racconta l’Intelligenza Artificiale

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Scritto da Alice Lavoratti
Foto di Copertina – Associazione di Studi storici Elio Conti – Firenze. Fotografia di Elio Conti, Perticaia (FI), anni ’60, Colorazione AI parziale (Reimagine), per mettere in evidenza le colture. © Simone Fagioli 2024

“Il terrore della scienza derivato dall’ignoranza della scienza stessa ci porta a temere le AI e a non comprendere le potenzialità di tutto ciò che è nuovo e può essere d’aiuto e far crescere l’uomo intellettualmente.” Simone Fagioli su AI

Oggi vi raccontiamo l’Intelligenza Artificiale con la voce di un esperto del settore. Simone Fagioli, ricercatore libero professionista di formazione antropologica, si occupa da anni dell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale in ambito antropologico, storico e nella fotografia. Scopriamo insieme la sua visione sulle AI e il suo nuovo libro.

Parliamo di scienza, fantascienza e AI

Si può applicare l’Intelligenza Artificiale alla didattica e all’archeologia? La risposta è si e ce ne parla Simone Fagioli che ha appena pubblicato un libro – “ORA! L’Infinita corsa dell’Intelligenza Artificiale” – in cui ci racconta come utilizzare le AI come strumenti per rendere il lavoro dell’uomo più veloce, ma soprattutto più completo.

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Simone Fagioli, ricercatore libero professionista

Ho avuto modo di parlare con Simone del suo nuovo libro, ma soprattutto di confrontarmi con lui sul pensiero che la nostra società ha relativamente all’Intelligenza Artificiale.

Qual è l’obiettivo del tuo libro?

“Il libro è un testo divulgativo. L’ho scritto lo scorso giugno, quindi è già vecchio, ma al suo interno c’è una parte storica utile per comprendere al meglio come si è evoluta e può ancora evolversi l’Intelligenza Artificiale.

Il libro è un excursus su cos’è l’Intelligenza Artificiale e come può essere utilizzata per lavorare in qualsiasi settore. Molto interessante è vedere come la AI si descrive rispondendo ad alcune domande che l’autore gli fa su sé stessa.”

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Giorno di pioggia al mercato di Pistoia (Wombo Dream). © Simone Fagioli 2024

L’obiettivo è sicuramente mostrare al lettore che non c’è niente di cui avere paura, ma piuttosto che si dovrebbe rimanere affascinati da questo mondo che fino agli anni ’50/’60 era pura fantascienza.

Qual è quindi il tuo campo di azione?

“Io mi occupo soprattutto dell’applicazione delle AI nel campo storico-antropologico e della fotografia nel campo dei colori e dell’estrazione delle immagini dagli archivi fotografici. Il mondo degli archivi fotografici è immenso, ma grazie all’Intelligenza Artificiale si possono estrarre le descrizioni di ogni foto per argomento, per categoria e molto altro. Il sistema può identificare e chiarire i contenuti degli archivi facilitando lo sviluppo di progetti dedicati alla messa in rete e alla divulgazione di queste immagini.”

Fagioli è un grande appassionato di fantascienza, oltre che uno studioso e ricercatore dell’arte. Il suo obiettivo è quello di mostrare come si possa trarre insegnamento anche dall’utilizzo delle AI.

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Druso Giulio Cesare Germanico, scultura in marmo, particolare, I sec. d.C., da Roselle (GR). © Museo archeologico e d’arte della Maremma, Grosseto, 2024.

L’Intelligenza Artificiale infatti ci aiuta a ritrovare traccia del passato nel presente e ci fa ben sperare per il futuro, perché è uno strumento prezioso per chi studia e chi lavora e la sua continua evoluzione deve essere lo sprone per l’uomo a migliorarsi e continuare a studiare per rendere il genere umano costantemente sviluppato.

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Druso, elaborazione della scultura (Wombo Dream). © Simone Fagioli 2024

Del resto, come ogni buon libro di fantascienza ci insegna, la mente umana è la macchina più potente che ha creato la tecnologia e può migliorarla e al tempo stesso distruggerla.

Le AI applicate al mondo antropologico

“Studiare l’uomo tramite l’Intelligenza Artificiale si può. Ad esempio, se abbiamo un reperto storico la cui unica prova di com’era in origine è una foto in bianco e nero, con le AI possono riportare la foto a colori per studiare com’era in origine l’oggetto. Colorandolo si ottengono informazioni importanti sul reperto per effettuare il restauro in maniera corretta.”

Tramite il reperto fotografico si può studiare l’uomo e gli ambienti, perché abbiamo l’Intelligenza Artificiale che può venire in nostro aiuto mostrandoci come erano le cose in passato e come sono mutate nel tempo.

Anche nello studio del paesaggio, il reperto fotografico connesso alle AI è particolarmente utile per capire come si è evoluta, ad esempio, l’agricoltura o le coltivazioni di una determinata area.

Come si svolgerà l’evento?

“Sarà una chiacchierata in cui mostreremo i reperti del museo e su come si può intervenire con le AI nel campo dei beni culturali. Parleremo dell’attualizzazione di statue e reperti, ma in particolare ci soffermeremo sul mostrare alcuni lavori svolti sulla statuaria romana proveniente da Roselle.”

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La locandina dell’evento

Il prossimo 17 febbraio 2024 presso il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma (Grosseto) si svolgerà un evento divulgativo in cui Fagioli avrà modo non solo di presentare il suo libro, ma anche di mostrare come si applicano le AI al settore museale e dei reperti archeologici. Se siete interessati a partecipare per scoprire qualcosa di nuovo sull’Intelligenza Artificiale applicata al mondo della salvaguardia della storia e della cultura, trovate le informazioni e i contatti sulla locandina dell’evento.

Se invece siete interessati a leggere la visione e il racconto dell’Intelligenza Artificiale rilasciata da Simone Fagioli nel suo libro “Ora! L’infinita corsa dell’Intelligenza Artificiale” potete acquistarlo direttamente sul sito dei Edizioni Effigi.

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