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Amleto²: elogio alla follia che è in ognuno di noi

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Scritto da Alice Lavoratti

In questo weekend al Teatro Manzoni di Pistoia abbiamo visto l’elogio alla follia che è in ognuno di noi e per questo dobbiamo ringraziare Filippo Timi e tutto il cast di “Amleto²“. Una rivisitazione audace e innovativa della celebre tragedia di Shakespeare che ha proposto allo spettatore un mix esplosivo di comicità oltre le righe, surreale, profonda. Una trasformazione del classico che diventa contemporaneo in un circo cabaret che descrive l’esistenza umana ora come allora.

Amleto², tra Pop, lirico e grottesco

Sin dal primo buio mi sono sentita parte di un gioco di ombre che aveva come scopo quello di mettere lo spettatore di fronte alla realtà nascosta in ognuno di noi. Uno spettacolo che sa’ di Bekett e Ionesco, un approccio anarchico e metateatrale dove Filippo Timi mescola elementi pop, lirici e grotteschi.

La sua interpretazione di Amleto è caratterizzata da una follia vivace e da un desiderio di liberarsi dalle convenzioni del potere. Il testo shakespeariano funge da semplice pretesto per esplorare temi più ampi, come l’identità e la libertà creativa.

amleto 2 filippo timi pistoia manzoni
Il Teatro Manzoni di Pistoia ha visto uno spettacolo fuori dalle righe come pochi ce ne sono stati negli ultimi anni.

Gli interpreti giocano tutti ad analizzare la propria esistenza e il proprio destino, mostrando a tratti vulnerabilità umana profonda più che pazzia non sense.

Lucia Mascino offre una performance intensa, una carica emotiva che apre gli occhi e aiuta a riflettere sull’importanza, ma anche sull’impotenza, della donna che vuole mostrarsi e dimostrarsi forte, più dell’uomo. Gertrude è molto più che madre di Amleto, è complice e si sente viva nell’essere anch’ella assassina dell’uomo che le ha dato il potere, ma l’ha tenuta in scacco per tutta la sua esistenza.

Scenografia gotica, circense, che affascina

Sin dal primo lampo di luce sul palcoscenico del Teatro Manzoni di Pistoia si capisce che i personaggi sono in gabbia; intrappolati nel loro ruolo e nel tempo, un po’ come se non riuscissero a darsi l’importanza che meritano in un mondo in cui va avanti solo ciò che c’è omologato, solo chi indossa una maschera (quella del sano di mente).

lucia mascino amleto 2 filippo timi
Lucia Mascino in scena

La scenografia è gotica, noir, circense: i palloncini simboleggiano la leggerezza della vita in mezzo alla tragedia del quotidiano, i costumi colorati e shine creano un’atmosfera di varietà, vivace, ricca di colpi di luce (e di scena).

Tutto vuole ricordare a chi guarda che quello è il mondo al di la’ dello specchio: tutto è commedia, ma dietro al ridere della quotidianità si nasconde una società povera di contenuti che guarda solo all’apparire.

Amleto² e il conflitto tra vita e morte

L’opera di Timi “Amleto²” affronta il conflitto tra vita e morte, realtà e illusione, utilizzando il comico per sdrammatizzare momenti tragici.

Il famoso soliloquio “Essere o non essere” viene reinterpretato con ironia, riflettendo sulla dualità dell’esistenza, con un Filippo Timi che invita costantemente il pubblico a ridere mentre affronta questioni esistenziali profonde, rendendo lo spettacolo accessibile anche ai più giovani.

La stessa Marilyn Monroe, personaggio iconico presente in forma di fantasma, rappresenta proprio il ponte tra ciò che è vivo e ciò che è morto: una presenza divertente che aiuta a guardare a ciò che una persona può diventare pur di raccontare una storia scritta da qualcun altro.

In questo caso l’interpretazione della sensuale Marina Rocco è stata magistrale perché ha dato al pubblico una Marylin unica nel suo genere, portatrice del testimone della bellezza che non sfiorisce, ma che è difficile da raggiungere e mantenere.

Ne è valsa la pena?

Ma dunque è valsa la pena di vedere questo spettacolo sopra le righe, a tratti strano, hot e kitsch? Si ne è valsa la pena perché “Amleto²” di Filippo Timi si distingue per la sua capacità di mescolare il sacro e il profano, offrendo una nuova prospettiva su un classico senza tempo.

Con una combinazione di comicità, dramma e riflessione, lo spettacolo si propone come un’esperienza teatrale unica che invita alla riflessione sul senso del teatro stesso.

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