Cult - ura

Il cinema dedicato ai ‘Compagni di scuola’

avatar
Scritto da Alessio Arcaleni

A scuola con Carlo Verdone. Parliamo di Compagni di scuola

Mai visti alla radio Compagni di scuola

Lo scorso mercoledì è stato presentato ai microfoni di Mai visti alla radio, la XXIII edizione del Festival del cinema di Porretta Terme, e come ogni anno ci fanno sempre molto riflettere e pensare, con una programmazione veramente avvincente. Un Festival, come quello Pistoiese, che rappresenta la qualità del cinema indipendente, quella parte di cinema che, nonostante il valore, trovano difficoltà nella distribuzione.

Avendo sempre sostenuto che il cinema dovrebbe diventare materia scolastica, il valore aggiunto di questo Festival è il rapporto con le scuole, facendo conoscere realtà cinematografiche, che probabilmente, non riuscirebbero nemmeno a conoscere. Un abbinamento importante questa settimana con “il cinema dedicato”.

Come vi sentireste, se dopo 15 anni vi ritrovaste con vecchi compagni di scuola?

Magari i ragazzi che oggi intervengono nei Festival potrebbero ricordare anche questo. Questa settimana parleremo infatti di “Compagni di scuola” di Carlo Verdone, che in questo film ha voluto raccontare anche questo, in modo molto cinico e malinconico.

Compagni di scuola, Trama

Federica organizza una rimpatriata con i compagni del liceo nella sua lussuosa villa al mare. Il folto gruppo di ex compagni di scuola si riunisce dopo quindici anni, ma le dinamiche non sono affatto cambiate.

La rimpatriata prende sin dall’inizio una piega malinconica: molti ex compagni infatti riveleranno le loro frustrazioni e i fallimenti che la vita ha riservato loro fino a quel momento. Tutti quanti sono in qualche modo peggiorati: chi economicamente, chi moralmente, chi fisicamente.

RECENSIONE

Chi non si è rivisto in questo film? O meglio, chi non ha rivisto in questo film la classica e spesso temuta rimpatriata con la propria classe?

La rimpatriata che tutti immaginiamo…e temiamo

Cecchi Gori rimase profondamente deluso e addirittura si arrabbiò quando lesse la sceneggiatura che Verdone gli mise in mano prima di iniziare le riprese; ma poi dovette ricredersi, visti gli incassi al botteghino, ed affermò che il regista romano dirigeva i film meglio di come li scriveva.

Come raccontato più volte dallo stesso Verdone, vista la sua carica comica, che lo ha sempre contraddistinto, ha sempre trovato difficoltà nel realizzare questo tipo di film, per la paura di non essere compreso, ma credo che con questo film, fino ad arrivare a “Perdiamoci di vista”, abbia raggiunto in modo gradevole, il suo modo di distaccarsi momentaneamente dai suoi classici personaggi, che lo hanno portato al successo.

Mai visti alla radio Compagni di scuola

Questo film pur essendo impostato in chiave comica in realtà racchiude una tematica molto intensa quale la nostalgia del passato e le conseguenti incertezze del presente e soprattutto del futuro, che potrebbe avere la sua realtà anche ai giorni nostri.

Vogliamo ricordare oltre l’affascinante e malinconica padrona di casa Federica (Nancy Brilli), il goliardico e volgare Walter Finocchiaro (Angelo Bernabucci), fortemente voluto dallo stesso Verdone, Piermaria Fabris (Fabio Traversa), il logorroico Ottavio Postiglione (Luigi Petrucci), il cantante fallito Bruno Ciardulli (Christian De Sica), il sottosegretario Mauro Valenzani (Massimo Ghini) e Piero Ruffolo detto Er Patata (Carlo Verdone), professore di liceo alle prese con una relazione extra-coniugale con la sua allieva Cristina (Natasha Hovey).

Sotto gli occhi della psicologa Maria Rita Amoroso (Athina Cenci, vincitrice del David di Donatello come migliore attrice non protagonista per la sua prova), senza dimenticare il falso invalido portato avanti da Lino Santolamazza e Armando Lepore (Alessandro Benvenuti e Maurizio Ferrini). E molti altri personaggi un po’ defilati nella storia, ma importanti per la riuscita del film, quali Valeria Donati(Eleonora Giorgi), Gloria Montanari (Luisa Maneri), Jolanda Scarpellini (Isa Gallinelli), Margherita Serafini Giusi Cataldo, Gianluca Favilla (il marito di Margherita), Francesco Toscani (Giovanni Vettorazzo), Gioia Savastano (Carmela Vincenti), Giulio Attenni (Silvio Vannucci), Cinzia, moglie di Piero (Serena Bennato) e il maggiordomo (Antonio Salvemini)

Ricordando inoltre la difficoltà nel mettere insieme un cast qualitativamente e quantitativamente così importante come appunto accade in questo film, desideriamo sottolineare la bravura di Verdone nel dare la giusta importanza e il dovuto spazio ad ogni singolo personaggio.

Un Verdone “diverso” per una pellicola convincente e che resta impressa nella memoria. Si sorride ma con la malinconia e un pungente cinismo sempre dietro l’angolo. Possiamo dire e confermare con certezza, uno dei migliori film del regista romano.

Un film Compagni di scuola, piacevole, divertente, che però permette anche spunti di riflessione su tutto ciò che ci ha circondato da giovani e ci circonda adesso.

Oltre ad aver saputo dirigere i suoi attori, Verdone, a differenza di quello che gli è sempre stato detto dal produttore Mario Cecchi Gori, ha saputo scrivere e mettere insieme una storia che, difficilmente si riesce a mettere in scena, se scritta male, in un modo così divertente, malinconico e cinico, come in questo caso.

Sending
User Review
0 (0 votes)