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Cultura

Il voto bisognerebbe meritarselo

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Scritto da Cinzia Silvestri

A proposito di Draghi. Nel tourbillon mediatico che analizza e giudica il circo Barnum ‘venghino siori venghino, più gente entra più besssstie si vedono’, l’opinione della Casalinga del Montalbano alle prese col caldo quello sì besssstiale di questi giorni, con incendi che pure da queste parti rendono il cielo d’un rosa velenoso che fa piovere non l’agognata pioggia, ma cenere polverosa, potrebbe apparire financo trascurabile, risibile, inutile. Inutile come certi parlamentari si sono esibiti nel peggiore spettacolo che il popolo italiano si potesse immaginare, superando qualsivoglia aspettativa.

Dentro di sé, la signora agée dai piedi gonfi per le torride temperature, non si raccapezza: andare alle elezioni non è servito per avere un governo che governasse (Conte Uno e Due, giallo/verde e giallo/rosso), semplicemente perché mancano i politici/persone che lo sappiano fare. Abbiamo vieppiù una vasta collezione di venditori di Libri dei Sogni, opinionisti da bar (bancone del bar, non serviti al tavolo) fiere da tastiera uso social, ma non si vede traccia di gente che sappia non tanto far politica, che poi sarebbe il minimo sindacale, ma proprio che cosa sia, la politica. Eppure, siccome il mercato delle vacche elettorali questo offriva, questo il popolo votante ha mandato in Parlamento, senza indugio. Chi ha indugiato, non ha votato dando forza al partito più potente italiano, quello dell’astensionismo. Buona parte dell’Astensionist Party, ma anche i Votanti per senso civico e non certo per voglia, hanno mandato al professor Draghi segnali di stima, apprezzamento e incoraggiamento, che sono cosa altra dagli appelli di Sindaci e categorie sociali che secondo gli imperterriti Intransigenti Malpensanti Prevenuti non dovevano essere citati nel discorso alla Camera del Presidente del Consiglio, quello di un maledetto mercoledì 20 luglio, definito duro seppur non lo fosse. Eh no, ci vogliono gli elettori, lo zoccolo duro che vota anche il partito del Ciuo che vola, quelli che ascoltano a bocca aperta i messaggi video dove si recita il paternoster dell’ovvio, abbasso la povertà, abbassiamo le tasse, e via deliziando nella demagogia populista più becera. Oddio, il PD e SottiLetta come scherzosamente lo definisce Antonello Piroso alla radio, hanno messo del suo con le varie provocazioni: lo ius scholae, la cannabis, il campo largo, le strette intese elettorali col vituperato pentastellato che ora non se lo fila più nessuno neanche all’ interno del ‘noi del movimento 5 stelle’. Sappiamo bene che il centrodestra, con due partiti due nel Governo e uno beatamente uno all’opposizione, è suscettibile e si inalbera. Eppoi la gaffe della visita al professor Draghi a Palazzo Chigi il giorno prima della seduta da tregenda: ma veramente, cosa spiegava? Pensavano di non essere visti, come due amanti clandestini nel motel? Quante avvisaglie che la storia sarebbe finita nel peggiore dei modi: De Masi che spiffera di tentativi di Draghi di levare Conte da capo (e che capo!) dei grillini, Di Maio che aggiunge il carico fondando l’Ipif e poi in un crescendo rossiniano, colpi su colpi di scena. L’asilo Mariuccia che rappresenta gli italiani in Parlamento e nella politica ha dato il meglio di sé, davvero il meglio: non oso immaginare cosa sarebbe uscito fuori col peggio. Su Draghi mi esprimo poco perché sono tra gli italiani che non contano nulla, secondo certi politici, ma che lo hanno sempre voluto pure ai tempi del nobile di cognome con la voce che ricorda il conte Tacchia di Enrico Montesano. Autodefinitosi con umiltà l’avvocato del popolo, con lacchè tuttofare direttamente dal GF, mi ispira così tanta fiducia che da uno come lui non mi farei pagare neanche una multa per divieto di sosta e sono francamente meravigliata del fatto che ricopra una cattedra universitaria che evidentemente per lui non è più bastevole, visto che gli è rimasta ben attaccata la smania del potere politico. Anche Draghi è stato accusato di essere ambizioso, voleva nientepopodimenoche diventare Presidente della Repubblica: ma come ha osato solo pensarlo? Lui doveva restare lì non a disposizione del popolo italiano, ma dei raccattati nominati qua e là ministri, sottosegretari, capi di gabinetto, un caravanserraglio di gente incapace, incompetente, presa soltanto dai propri interessi e da quelli di partito. Si sono appigliati a tutto per attaccarlo, facendo peraltro la figura meschina culminata nel carosello recentissimo, dimenticando quello che Draghi ha fatto e sottolineando inevitabili errori che però evidentemente hanno avuto più peso dei meriti. Hanno attaccato o meglio tentato di attaccare la credibilità personale: lui uomo dei poteri forti e delle lobbies, non persona perbene che si è definita ‘nonno’ e che ha garantito (ma chi gliel’ha fatto fare?) per gente rivelatasi un giuda qualsiasi. Ma quante se ne potrebbero scrivere sui tentativi denigratori verso la figura di Draghi, rivelatisi boomerang. Lui ha fatto le valigie ed io al suo posto le avrei fatte prima: ci sarà da ridere sulla tabella di marcia delle riforme e delle cose da fare e che non sarà rispettata, perchè ciascun partito avrà da correre per la campagna elettorale col proprio Libro dei Sogni: immaginando i candidati ai banchini e sui palchi dei comizi, vorrei che questo caldo infernale non finisse mai, cari candidati, sempre i soliti ahinoi. L’indecenza degli aut aut di grillini e leghisti/forzisti, assist forse insperato per i fratellini che poi si vendicheranno a dovere (la vendetta è un piatto che va gustato freddo e qui c’è chi aspetta dai tempi del Conte giallo/verde) mostra la distanza siderale c’è tra un non politico che sa fare politica e i politici che possono ambire al massimo ad essere dei peracottari. Abbiamo assistito ad uno spettacolo indecoroso, indecente, indegno di un Paese civile che si appresta ad essere sorvegliato speciale, checchè i sostenitori del bicchiere mezzo pieno e della poltrona da onorevole (attenzione, che ce ne sono meno di cadreghe!) vogliano illuderci del contrario. Andrà tutto bene madama la marchesa? Ho i mi’ dubbi, perchè il trattamento riservato a Draghi non piacerà a coloro con cui poi andremo a ragionare col berrettino in mano e non basterà una signora (sigh!) magari diventata Premieressa che si sgola per dire ‘Sono una donna, sono cristiana’, anche perché noi eravamo abituati a Rosanna Fratello, fratello fratelli…, che cantava trita e contrita ‘Sono una donna. non sono una santa’, non basterà per ottenere quello che tutti sperano, cominciando dal PNRR.

Vedremo allora se qualcuno invocherà i poteri forti, dopo aver equivocato goffamente sugli stessi proprio con Draghi: evidentemente ci sono persone che non sanno distinguere l’autorità dall’autorevolezza. Ce ne sono tanti di tipi tossici per il nostro Paese che seguiteranno a votare fancazzisti e millantantori della varia umanità, che avranno la pretesa, davanti uno spritz sotto le cabine balneari, di sapere quali siano le cose necessarie per far ripartire questa Nazione tanto bella, quanto disgraziata. Useranno le armi di distrazione di massa che conosciamo, i migranti, il reddito di cittadinanza, i tassisti, i bonus, il caro bollette, arrivando al ridicolo. Come sempre. Le file alla Caritas si allungheranno, la gente resterà senza luce e gas, al freddo, aspettando Godot. Il Governo durerà quanto un micio sull’Aurelia. La democrazia però esige il voto: di certo non ha valore quella fetta di italiani, imprenditori, amministratori pubblici, gente del popolo che ha dato fiducia a Draghi, semplicemente perché è gente che non lo ha votato. Orsù che si candidi il sor Mario e faccia vedere se è più bravo di Mario Monti nel raccattare voti: ma non funziona così, cari politici dei miei stivali chantilly che uso per andare nell’orto. Non sono due righe dell’ineffabile Casini che tutti quanti avete ricevuto nelle vostre sedi di partito a rendere il professor Mario Draghi meno credibile. Siete voi a restare incredibili con i vostri pretestuosi j’accuse, ad essere insopportabili come questo caldo. Il voto bisognerebbe meritarselo, ma voi che nulla conoscete della meritocrazia e della competenza, siete ormai troppo abituati ad ottenerlo coi mezzucci. Resterà nel cuore di una casalinga che accende la radio e ascolta come va il mondo, rigorosamente all’incontrario, il saluto sorridente e sollevato di Draghi mentre esce dal Parlamento. Come disse Uolter W., quando cade l’acrobata, entrano i clown.

draghi

Venghino siori, venghino… firmato la Casalinga del Montalbano

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