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Cultura

Italian BJJ Open: i Campionati Italiani di BRASILIAN JIUJITSU, un’arte marziale che sta crescendo.

Jiujitsu brasiliano
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Scritto da Alice Lavoratti

Lo scorso sabato e domenica (8-9 giugno 2019) presso il Nelson Mandela Forum di Firenze si sono tenuti i campionati italiani di Jiujitsu brasiliano: l’Italian Bjj Open.

Ma cos’è il Brasilian Jiujitsu (acronimo BJJ)? E’ un’arte marziale che si pratica principalmente a terra, ma che, come ogni lotta, inizia in piedi e parte quindi da un proiezione. Negli ultimi 20 anni questa arte marziale ha preso piede anche in Italia ed è pian piano diventata un vero e proprio sport praticato da tantissimi atleti, agonisti e non.

Le lotte disputate durante questo week-end sono state come sempre agguerrite e lo staff dell’Unione Italiana Jiujitsu, capitanato dal Maestro Dario Bacci, si è dimostrato preparato, attento e disponibile; proprio per questo, questa competizione porta ogni anno a Firenze sempre più atleti stranieri, provenienti da ogni parte d’Europa, oltre che atleti da tutta Italia.

Vincere una medaglia durante questo evento è un gran privilegio, oltre che una responsabilità: infatti, al termine della due giorni sportiva, viene assegnato anche il premio per il miglior team, in base alle lotte disputate nelle categorie gi e no-gi e negli assoluti. In pratica, ogni atleta che decide di partecipare non partecipa solo per se stesso, ma anche per la scuola di appartenenza e può gareggiare nella sua categoria di peso e cintura (nel BJJ ci sono cintura bianca, blu, viola, marrone e nera). Nel caso in cui un atleta effettui un

podio, ovvero un primo, secondo o terzo posto, dalla cintura blu in poi potrà decidere di lottare di nuovo, ma stavolta con gli altri medagliati dello stesso grado, ma di peso diverso.

Il BJJ, come vi ho accennato sopra, lo si può praticare si con “un’abito”, il gi appunto, oppure senza, ovvero no-gi. Il regolamento di questa competizione è molto puntuale sull’abbigliamento da gara, sul peso e sull’arbitraggio; per questo motivo, partecipare a questo tipo di competizione significa non solo mettersi in gioco, ma anche imparare a gestire l’ansia, rispettando sempre il proprio avversario e gli altri in generale.

Tornando all’evento, la cosa interessante è stata appunto vedere quanto rispetto ci fosse tra avversario e avversario: ognuna di quelle persone si era iscritta non solo per vincere una medaglia, ma anche – e sopratutto – per fare un’esperienza che lo accrescesse e gli desse uno spunto per imparare dai propri errori e che gli desse l’opportunità di passare una giornata in compagnia dei propri compagni d’allenamento, facendo anche nuove conoscenze.

Parlando in termini numerici, la Tribe Jiujitsu di Federico Tisi si è aggiudicata anche quest’anno il primo posto tra i team partecipanti; al secondo posto la Budo Clan di Dario Bacci, al terzo il team Flow di Andrea Verdemare e Serena Gabrielli.

Le occasioni in Italia per conoscere questo sport e arte marziale sono moltissime ormai e ogni giorno di più si vedono aprire nuove scuole e nascere nuovi team che praticano il Brasilian Jiujitsu con passione e costanza. Mi piacerebbe parlare ancora di questo argomento in seguito, magari intervistando uno dei protagonisti di questo evento, per capire bene quanto possa essere utile o interessante praticare questa “nuova” disciplina di cui tanto ora si sente parlare, ma di cui in pochi conoscono le dinamiche. Che ne pensate?

 

 

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