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Po… è uno di noi!

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Scritto da Alessio Arcaleni

Kung fu Panda 4 | Volano gli incassi per il quarto capitolo dell’amato Panda Po. Di seguito la recensione di a cura di Alessio Arcaleni

Ma dove eravamo rimasti? Nella lunga avventura del Grande Panda, cominciata nel 2008, che da cameriere impacciato riesce a diventare un vero Guerriero Dragone, affrontando con straordinario coraggio, mille peripezie e sconfiggendo nemici pericolosi ed inavvicinabili, lo troviamo in questa nuova avventura, in una veste veramente inusuale. Con tutte le pressioni del caso, il Maestro Shifu, lo vorrebbe trasformare nel nuovo leader spirituale della valle della pace, un appuntamento divertente, gradevole e stimolante.

Kung fu Panda 4

In questo quarto capitolo, Po, il Guerriero Dragone, dalla voce originale di Jack Black è chiamato dal destino a.… darci un taglio. Gli viene infatti affidato il compito di diventare il capo spirituale della Valle della Pace. Questo comporta però un paio di problemi evidenti. Con molta difficoltà, disagio ed intoppi, deve cercare e addestrare al più presto un nuovo Guerriero Dragone prima di poter assumere la sua nuova e prestigiosa posizione. Come se non bastasse, è stato avvistata una malvagia e potente signora del crimine, La Camaleonte, doppiata dal premio Oscar Viola Davis, una piccola lucertola in grado di trasformarsi in qualsiasi creatura, grande o piccola che sia. Il perfido animale ha messo gli occhi sul Bastone della Saggezza di Po, che le darebbe il potere di risvegliare dal regno degli spiriti tutti i cattivi che il panda ha sconfitto. Po ha quindi bisogno di aiuto. Lo troverà nella ladra Zhen, dalla voce di Awkwafina, una volpe corsara che fa davvero impazzire Po, ma le cui abilità si riveleranno preziose. Nel tentativo di proteggere la Valle della Pace dagli artigli rettiliani della lucertola multiforme, questa strana coppia dovrà unire le proprie forze. Nel frattempo, Po scoprirà che gli eroi si possono trovare nei luoghi più inaspettati e misteriosi.

Kung fu Panda 4

“Po è uno di noi.” Lo ha detto il regista di Kung Fu Panda 4, Mike Mitchell (Trolls della DreamWorks Animation, Shrek e vissero felici e contenti),

“Non abbiamo tutti paura del cambiamento? – si chiede Mitchell – Avevamo lasciato il protagonista Po soddisfatto: era il Kung Fu Panda, il Guerriero Dragone e abbiamo deciso di togliergli tutto quello che aveva desiderato e per cui aveva lottato. In questo modo, il film affronta un tema in cui tutti ci riconosciamo: l’ansia di cambiare.”

Probabilmente è un argomento che ci siamo sempre posti, ma che abbiamo sempre avuta paura di affrontare. “Se si sceglie di andare avanti, nel giusto modo, il più delle volte ti trasformi in qualcosa di meglio”.

È quello che succede nel film, che con il Panda Po ha saputo raccontare e darci una risposta in modo semplice, ironico e divertente. Sono stati mantenuti i personaggi principali, per non deludere i fan, senza i Cinque cicloni (Tigre, Scimmia, Mantide, Gru e Vipera), impegnati in altre missioni (e possiamo dire scelta coraggiosa degli sceneggiatori), con l’aggiunta di una co-protagonista, la volpe Zhen, che insegna al Panda, a non giudicare dall’apparenza, ed una cattiva multiforme, davvero diabolica, in grado di trasformarsi in qualsiasi creatura e quindi padrona di tutti.

Ciò che lo rende ulteriormente godibile, sono le impareggiabili discussioni tra Po ed il maestro Shifu, le evoluzioni tra i due padri del Panda, quello adottivo, l’oca Mr. Ping e quello biologico il gigantesco Panda Li Shan e l’ingresso di un personaggio nuovo di zecca, come detto,  della volpe Zhen che si è rivelata azzeccata. Senza dimenticare la sequenza nel “saloon” sullo scoglio, un divertente omaggio al western.

Gli incassi danno pienamente ragione a questa scelta temeraria nell’affrontare un argomento significativo e considerevole. Ad oggi sono stati incassati oltre 450 Milioni di dollari in tutto il Mondo, di cui oltre dieci in Italia. Negli ultimi anni, ci siamo fatti un’idea troppo forte sui film di animazione. In questo caso, dopo un inizio un po’ modesto riusciamo ad apprezzare ed allinearlo maggiormente, dopo aver visto la seconda parte, che lo rende particolare, divertente, avvincente ed educativo.

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