Cult - ura

Il vero mostro è il paese: Fulci lo sapeva già

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Scritto da Filippo Basetti

“Non si sevizia un paperino” è uno di quei film che sembrano invecchiare al contrario: più passa il tempo, più diventano attuali. Lucio Fulci nel 1972 ha girato un giallo che oggi possiamo leggere come un mix di thriller sociale e satira feroce, con un’ironia nera che lo rende sorprendentemente moderno.

Sopra un articolo di giornale in bianco e nero mostra una bambola abbandonata tra rami e detriti, simbolo di innocenza violata. Il titolo e il testo parzialmente visibili evocano un delitto avvenuto in un piccolo paese del Meridione, amplificando il senso di tragedia e denuncia sociale che attraversa l’intera pellicola.

Distribuzione: Medusa e Bloodbuster Edizioni

Un giallo che non è solo giallo

Fulci, spesso etichettato come “terrorista dei generi”, qui abbandona gli eccessi horror per costruire un racconto rigoroso e inquietante. Ambientato in un paesino del Sud Italia, il film mette in scena la caccia all’assassino di alcuni bambini, ma in realtà racconta molto di più: il conflitto tra modernità e tradizione, superstizione e religione, città e provincia.

Scena dal film “Non si sevizia un paperino” (1972) di Lucio Fulci. Distribuzione: Medusa.

Cast e atmosfere

Il cast è stellare: Tomas Milian, Florinda Bolkan, Irene Papas e Barbara Bouchet. Ognuno incarna un volto diverso dell’Italia di quegli anni: il giornalista cinico, la “maciara” perseguitata come strega, la madre austera, la donna emancipata e scandalosa. La fotografia di Sergio D’Offizi e le musiche di Riz Ortolani amplificano il contrasto tra paesaggi rurali e tensione urbana.

Aneddoti e curiosità inusuali

  • La scena di Barbara Bouchet nuda sul divano con un bambino che le porta una bibita fu uno scandalo epocale. Il film finì in tribunale, accusato di immoralità. In realtà, il “bambino” era un attore adulto affetto da nanismo, scelta tecnica per evitare problemi legali. Ma la polemica fu talmente forte che la scena venne censurata e tagliata in varie versioni.
  • Fulci considerava questo film il suo capolavoro personale, più ancora dei suoi horror famosi. Nonostante fosse snobbato dai critici dell’epoca, oggi è rivalutato come uno dei gialli italiani più innovativi.
  • Gli effetti speciali furono supervisionati da Carlo Rambaldi, lo stesso che qualche anno dopo avrebbe creato E.T. per Spielberg.

Perché è ancora fresco oggi

Guardato oggi, “Non si sevizia un paperino” sembra parlare di fake news, di caccia alle streghe mediatica e di moralismi che si scontrano con la libertà individuale. Fulci anticipa temi che oggi vediamo nei social: la comunità che si accanisce contro chi è diverso, la paura che diventa violenza.

Conclusione

È un film che riesce a essere serio ma mai pesante, con un ritmo che tiene incollati e un’ironia sotterranea che lo rende più vicino a noi di quanto pensiamo. Non è solo un giallo: è un ritratto dell’Italia che cambia, raccontato con coraggio e un pizzico di cattiveria.

Consiglio

Un viaggio visivo nel cinema di Lucio Fulci

Il volume Lucio Fulci. Non si sevizia un paperino – Le foto ritrovate, edito da Bloodbuster, apre una finestra inedita sul dietro le quinte di uno dei film più controversi e affascinanti del cinema italiano. Attraverso 84 scatti in bianco e nero del fotografo Biagio Salcuni, restaurati e pubblicati per la prima volta, il libro restituisce l’atmosfera sospesa e inquieta del set, tra paesaggi lucani e volti intensi. Curato da Shyla N. e Michele Bisceglia, con la collaborazione di Simone Scafidi e la prefazione di Antonella Fulci, il progetto si configura come un atto d’amore verso il cinema di genere e la memoria visiva che lo accompagna. La copertina, con il ciak “INT. GIORNO” e lo sguardo assorto di Barbara Bouchet, sintetizza perfettamente il tono documentaristico e poetico dell’intera raccolta.

A destra sopra la Copertina del volume “Lucio Fulci. Non si sevizia un paperino – Le foto ritrovate”, edito da Bloodbuster. In primo piano una fotografia in bianco e nero scattata sul set del film cult del 1972.

Il progetto, curato da Shyla N. e Michele Bisceglia, raccoglie 84 scatti inediti di Biagio Salcuni, restaurati e pubblicati con la collaborazione di Simone Scafidi e la prefazione di Antonella Fulci. Il libro celebra il valore storico e visivo del cinema di Lucio Fulci, offrendo uno sguardo intimo e documentaristico sul backstage del film girato a Monte Sant’Angelo.


A sinistra la Locandina originale del film “Non si sevizia un paperino” (1972), regia di Lucio Fulci. Distribuzione: Medusa.

“ Fonte: Wikipedia, file pubblico”o “Riproduzione da materiale promozionale originale, oggi privo di diritti esclusivi”

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