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Banca d’Italia, verso la modernità: presenze femminili

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Scritto da Daria Derakhshan

Da mercoledì 22 novembre la Banca d’Italia ospita negli ambienti di rappresentanza della Sede di Firenze la mostra Verso la modernità. Presenze femminili nella collezione d’arte della Banca d’Italia.

Da mercoledì 22 novembre la Banca d’Italia ospita negli ambienti di rappresentanza della Sede di Firenze la mostra Verso la modernità. Presenze femminili nella collezione d’arte della Banca d’Italia.
ph. Renato Cerisola

IL PALAZZO

La mostra offre l’occasione di visitare anche gli ambienti della Sede di Firenze della Banca d’Italia normalmente chiusi al pubblico. Attraverso il nobile atrio Donatello, salendo l’elegante rampa della scala elicoidale, è possibile ammirare gli ambienti di rappresentanza del palazzo, i saloni ornati di stucchi, le volte dipinte, gli arredi coevi. L’edificio è esso stesso testimonianza di quel periodo centrale nella storia di Firenze, e dunque dell’Italia, in cui si è definito il concetto di nazione in senso moderno. Edificato in stile neorinascimentale su progetto di Antonio Cipolla tra il 1865 e il 1869 (periodo in cui Firenze fu capitale d’Italia), il palazzo è emblematico del nuovo “stile italiano”, sintesi culturale della nascente unità nazionale. Nel ricco apparato decorativo degli interni è possibile cogliere richiami ai valori dell’unificazione.

ph. Renato Cerisola

La mostra, curata da Ilaria Sgarbozza e Anna Villari, presenta una rassegna di lavori che parte dall’epoca che segnò l’apertura al pubblico (1871) della nuova Sede della Banca Nazionale in via dell’Oriuolo (dal 1893 Banca d’Italia) per arrivare alla metà del Novecento. Una rassegna che permetterà sia di riflettere sul lungo percorso di emancipazione della donna nelle diverse dimensioni civili, economiche, culturali e sociali, sia di interrogarsi e discutere sulle sfide ancora aperte. Un tema all’attenzione della Banca d’Italia, che contribuisce attivamente allo studio dei divari di genere nell’attuale mondo del lavoro e delle professioni, a partire dai più bassi tassi di partecipazione femminile e dai divari retributivi, indagandone le cause, le implicazioni sulle prospettive di crescita della nostra economia, i possibili rimedi in un contesto di progressi troppo lenti e parziali.

Da mercoledì 22 novembre la Banca d’Italia ospita negli ambienti di rappresentanza della Sede di Firenze la mostra Verso la modernità. Presenze femminili nella collezione d’arte della Banca d’Italia.

IL PROGETTO ESPOSITIVO E LE OPERE: Attingendo alla collezione della Banca d’Italia, la mostra racconta uno spaccato del momento fondante della cultura italiana che, dopo decenni di lotte risorgimentali, combattute anche attraverso i linguaggi dell’arte, della pittura, della musica, della poesia, vede la nascita del Regno d’Italia, con capitale civile e culturale Firenze.

Lo fa seguendo la trasformazione del ritratto femminile tra i primi anni ’70 dell’Ottocento e la metà del Novecento: dalle novità realiste e di resa psicologica della scuola di Giovanni Fattori, passando attraverso le ricerche formali e narrative di giovani artisti formatisi nel clima delle avanguardie, per arrivare ai linguaggi del ritorno all’ordine, di nuove sensibilità espressive, di diversi classicismi.

Ritratti di donne e opere di donne artiste, un’affascinante teoria di lavori che racconta come la donna, abbandonando progressivamente la dimensione domestica e familiare, abbia conquistato con determinazione uno spazio di libertà ove affermare pienamente la propria statura intellettuale. Il titolo Verso la modernità traccia una direttrice che non è solo cronologica ma, anche e soprattutto, socio-culturale e di civiltà.

Da mercoledì 22 novembre la Banca d’Italia ospita negli ambienti di rappresentanza della Sede di Firenze la mostra Verso la modernità. Presenze femminili nella collezione d’arte della Banca d’Italia.

Nel percorso si propone anche un focus su cinque artiste, le cui opere e le cui biografie – in tre casi strettamente legate a Firenze – delineano bene il modello femminile dell’artista professionista, che solo nel Novecento può esprimersi pienamente. Si tratta delle opere di Marisa Mori, fiorentina, allieva di Felice Casorati e a Firenze frequentatrice della cerchia futurista; di Nella Marchesini, anche lei prediletta di Casorati, frequentatrice a Torino di Piero Gobetti, amica di Natalino Sapegno, Carlo Levi, Federico Chabod; di Maryla Lednicka-Szczytt, scultrice polacca in Italia negli anni ’20, tra Firenze e Milano, vicina al gruppo Novecento di Margherita Sarfatti; di Pasquarosa Bertoletti Marcelli, che giunta a Roma appena sedicenne da Anticoli Corrado, conquista rapidamente un ruolo di rilevo come pittrice; di Leonetta Cecchi Pieraccini, allieva di Fattori, moglie di Emilio Cecchi, sorella di Gaetano Pieraccini, primo sindaco di Firenze dopo la Liberazione, al centro di un vitalissimo mondo intellettuale e artistico, che osserva con sensibilità e attenzione e restituisce tramite l’esercizio della pittura e della scrittura.

La mostra sarà aperta fino al 10 marzo 2024 e si potrà visitare dal giovedì alla domenica, gratuitamente e su prenotazione sul sito www.versolamodernita.it.In alcune giornate saranno disponibili percorsi di
visita dedicati ai non vedenti.

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