Addio MTV! La fine di un’epoca televisiva e generazionale.
C’è una notizia che segna la fine di un’epoca: MTV chiude i suoi canali musicali in Europa. E con quella sigla che svanisce nel rumore bianco dei ricordi, si spegne anche un pezzo di gioventù per chi oggi ha tra i 40 e i 50 anni.

Addio MTV
Perché MTV, per noi, non era solo un canale: era il canale. Era il pomeriggio passato a guardare video, a scoprire musica nuova, a imparare i testi delle canzoni leggendo i sottotitoli. Era la finestra sul mondo, quando il mondo non arrivava ancora in un feed ma in coda a un videoclip.
L’8 sul telecomando: quando MTV arrivò in Italia Bastava premere l’8 sul telecomando. In Toscana era lì che viveva MTV, sulle frequenze che un tempo erano di Video Music, la rete nata a Colle di Val d’Elsa. Quando nel 1997 arrivò MTV Italia, prese il posto di TMC2 e con lei si portò dietro tutto un mondo nuovo: i video, le grafiche colorate, i conduttori con l’accento internazionale e quell’aria di modernità che sembrava venire da un’altra dimensione. Era un piccolo gesto — premere l’8 — ma voleva dire accendere un universo: Londra, New York, Seattle, Los Angeles, tutto lì, nel salotto di casa. L’epoca dei video che aspettavamo come film.
C’erano i Nirvana, i Blur, i Red Hot, gli Oasis. C’erano i video che aspettavi di vedere come si aspetta un film. E quando qualcuno diceva “Hai visto il video?”, non c’era bisogno di chiedere “quale?”. Il video era una canzone. Era la musica.
Dai videoclip ai social: un linguaggio che cambia
Oggi, se ti dicono “Hai visto il video?”, probabilmente parlano di un TikTok di dieci secondi.Il videoclip di tre minuti, una volta atteso come un’uscita cinematografica, oggi sembra lunghissimo. Gli algoritmi chiedono velocità, tagli rapidi, un’emozione ogni cinque secondi. Nessuno aspetta più un video: scorre, guarda, dimentica. La musica si è fatta immagine effimera, clip da un minuto, coreografia virale. Il tempo è cambiato, le mani scorrono sugli schermi invece di restare ferme a guardare. E allora capisci che forse è finito davvero un mondo: quello dove la musica aveva un volto, un’estetica, una lentezza che ti permetteva di affezionarti. E MTV, che aveva trasformato la musica in spettacolo visivo, si trova ora divorata dal nuovo linguaggio che lei stessa aveva inaugurato.

“Video killed the radio star”, i social hanno ucciso il video
Oggi tutto questo si chiude.
Se “video killed the radio star”, come cantavano i Buggles nel primo storico video mandato in onda da MTV America nel 1981, oggi possiamo dire che i social hanno ucciso il video. E noi, quelli cresciuti tra gli ’80 e i ’90 con la tv accesa sul canale 8, restiamo qui, un po’ più grandi, un po’ più nostalgici, a ricordare un tempo in cui la musica si guardava, si sognava e, soprattutto, si viveva.
