Con quasi trent’anni di carriera alle spalle, Carmen Consoli continua a essere una delle voci più indipendenti e coerenti della musica italiana.


Ha scelto da tempo di restare fuori dalle logiche del mainstream e delle grandi etichette, seguendo una strada tutta sua, fatta di autenticità e di rispetto per l’arte. Ogni suo album nasce da una necessità, da un’urgenza espressiva, mai da un obbligo.

Carmen Consoli Tour 2025
Amuri Luci ne è la prova: un disco interamente in dialetto siciliano, lingua che non cerca di compiacere ma di raccontare, che non punta a “parlare a tutti”, ma a parlare con verità.
Primo capitolo di una trilogia annunciata, è un percorso che si preannuncia come una riflessione sul sentimento, la luce e le forme dell’amore in tutte le sue sfumature, attraversato da sonorità mediterranee, orientali e nord africane, in un continuo gioco di influenze che restituisce tutta la profondità e l’identità della sua autrice.
La Location
Il Teatro Verdi di Firenze, con i suoi velluti rossi, i decori dorati e il fascino senza tempo, è uno di quei luoghi che fanno fatica ad abbandonarti. C’è un calore che resta anche quando le luci si spengono, un respiro che sembra trattenere la musica appena svanita. Una cornice perfetta per un’artista come Carmen Consoli, capace di trasformare ogni concerto in un incontro vero, viscerale, condiviso.
L’apertura
Entrambe le serate sono state aperte da Francamente, giovane cantautrice nata a Torino e cresciuta artisticamente a Berlino, dove ha vissuto per quattro anni, portando sul palco un set essenziale e intenso che ha preparato il terreno a una serata di musica autentica e personale.
Il concerto
La prima parte del concerto si muove proprio sulle tracce di Amuri Luci, in una dimensione sospesa ed eterea. Ogni brano è accompagnato da proiezioni che evocano il mare, il vento, la Sicilia. Un viaggio sensoriale e poetico, dove la lingua diventa musica e la musica, racconto. Un linguaggio che appartiene profondamente a Consoli e a chi la segue da sempre, a quel pubblico fedele che negli anni ha imparato a riconoscere nella sua voce un rifugio di sincerità. Infatti, oltre che un evento promozionale, si ha l’impressione che questo tour sia più un modo per regalarsi al pubblico e condividere un lavoro intimo con chi la segue e la ama da sempre.
La seconda parte si apre con “Questa notte una lucciola illumina la mia finestra”, brano tratto dal suo album d’esordio, e segna l’ingresso in un territorio più terreno e narrativo. Subito dopo, con “A.A.A. Cercasi”, il concerto entra nel vivo: da qui in poi la macchina del tempo fa il suo lavoro, spostandosi avanti e indietro tra i diversi anni della carriera di Consoli, ricucendo il passato e il presente attraverso le canzoni.
Arriva poi il momento più intimo del set, quando Carmen resta sola sul palco con la sua chitarra per regalare tre brani intensi: “L’ultimo bacio”, “Narciso” e “In bianco e nero”, eseguiti in una versione essenziale, diretta, quasi confessionale.


Il finale è di quelli che restano: “Orfeo” e “Amore di plastica” chiudono la scaletta principale, accendendo definitivamente la platea.Il Teatro Verdi è in estasi: vibra, travolto dall’entusiasmo della gente.Come bis, Carmen Consoli concede due ultimi, intensi brani: “ ‘A finestra” e “L’eccezione”, salutando il pubblico con quella grazia schiva e potente che da sempre la contraddistingue.