Nell’ambito del tour europeo a sostegno di ASHA, il loro decimo album in studio, pubblicato il 28 agosto.


La formazione di Montréal, guidata dal cantante, compositore e sitarista Rishi Dhir, porta avanti da vent’anni un percorso musicale che intreccia il rock psichedelico occidentale con la tradizione classica indiana, dando vita a un linguaggio sonoro personale e riconoscibile.
ASHA, un album tra dolore e speranza
Il nuovo lavoro discografico prende il nome dalla madre scomparsa di Rishi Dhir. Asha, che in sanscrito significa «speranza», è un album profondamente personale, costruito attorno ai temi del lutto, della speranza e della tensione tra il dolore individuale e le difficoltà del nostro tempo. Il disco è disponibile sulle piattaforme di streaming, mentre un’edizione limitata in vinile, firmata e numerata a mano, è distribuita attraverso Little Cloud Records.
Ad accompagnare l’uscita dell’album è arrivato il singolo Parallel and Contrary Motion, presentato insieme a un videoclip e accolto in anteprima da Under the Radar. Il brano combina atmosfere psichedeliche, chitarre acustiche sognanti, linee di basso profonde e melodie vocali avvolgenti. Tra i riferimenti musicali evocati nel comunicato figurano i Flaming Lips, David Bowie e i Tame Impala.
Per Rishi Dhir, Parallel and Contrary Motion rappresenta il centro emotivo dell’intero disco. Il musicista racconta di aver lavorato alla composizione per diversi anni, traendo il titolo da uno dei libri di pianoforte della figlia.
La canzone è legata anche alla perdita dell’amico Christian Dorey, scomparso dopo un lungo periodo di sofferenza psicologica. Un’esperienza che ha assunto un significato ancora più profondo per Dhir, portandolo a comprendere pienamente il contenuto del brano soltanto dopo averlo scritto. Il videoclip, diretto da John Mark Lapham, traduce queste suggestioni in immagini. Girato in una vecchia centrale elettrica ad Abilene, in Texas, sviluppa una dimensione visiva sospesa tra memoria, inquietudine e suggestioni psichedeliche.
Vent’anni di ricerca musicale e il riconoscimento della critica.

Nato nel 2006, il progetto Elephant Stone ha progressivamente sviluppato un’identità capace di superare i confini tra generi e tradizioni. Il loro particolare linguaggio musicale ha attirato l’attenzione della stampa internazionale. Rolling Stone ha descritto il loro suono come un’ipnotica fusione di rock psichedelico e pop, capace di evocare atmosfere tanto incantevoli quanto inquietanti.
Anche NPR ha evidenziato la capacità della band di fondere la musica classica indiana con il rock psichedelico contemporaneo, dando vita a un’esperienza sonora originale e coinvolgente. Al centro del progetto rimane Rishi Dhir, che nel proprio studio di Montréal, Sacred Sounds, cura produzione, registrazione e missaggio delle composizioni della band.
La formazione comprende anche i collaboratori di lunga data Miles Dupire, Robbie MacArthur e Jason Kent, protagonisti di una fase musicale caratterizzata da una maggiore intensità espressiva. Nel corso della sua carriera, Dhir ha collaborato con artisti e gruppi come The Black Angels, The Brian Jonestown Massacre e Beck, prendendo inoltre parte al supergruppo psichedelico MIEN.
Con dieci album all’attivo, gli Elephant Stone continuano a esplorare il rapporto tra ricerca sonora, sensibilità pop e spiritualità, combinando strumenti e influenze della musica classica indiana con le possibilità espressive del rock contemporaneo.
Il tour europeo e le due tappe italiane
Dopo una serie di concerti in Nord America, gli Elephant Stone si preparano a portare dal vivo il nuovo repertorio attraverso l’Europa e il Regno Unito. Il calendario comprende anche due appuntamenti in Italia: venerdì 6 novembre al Bronson di Ravenna e sabato 7 novembre al Sonar di Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena.
La tappa toscana rappresenta un’occasione per immergersi nell’universo sonoro della formazione canadese e ascoltare dal vivo le nuove composizioni di ASHA, accanto a un percorso musicale che da vent’anni unisce psichedelia, sperimentazione e tradizioni culturali differenti.

