“Tim Burton: Light and Darkness”, mostra curata da Sarah Brown in collaborazione con il celebre regista e artista statunitense visto attraverso gli occhi dei ragazzi. È molto probabile che questa mostra coinvolgerà anche i meno appassionati di Tim Burton. Il suo stile unico, inconfondibile, che mescola gotico, fantastico, ironico e malinconico, ha reso i suoi lavori straordinari e stando alla storia della sua vita, possiamo aggiungere che tutto questo è nato fin da piccolo quando Burton ha mostrato una grande immaginazione: amava disegnare, guardare i film horror in bianco e nero ed inventare personaggi inquietanti ma allo stesso tempo affascinanti.

La lunga attesa dal momento dell’annuncio dell’evento fino a sabato 18 ottobre, data dell’inizio della mostra, non ha deluso assolutamente le attese.
Tutto questo cattura l’attenzione dei giovani e naturalmente dei meno giovani, perché è un artista che rende ammirevole ciò che è “diverso” e riesce a far vedere il Mondo con occhi alternativi.
La giornata di Domenica 19 Ottobre è stata divertente, interessante e molto istruttiva, con la compagnia di un gruppo di ragazzi, appassionati del regista, che sono riusciti a trasmettermi quell’energia che ti trasportano in quel Mondo surreale.

Partiti alle 9,30 dalla Stazione di Pistoia, con magliette dedicate e tante aspettative, attese e curiosità, che ci portano alla Fortezza da Basso di Firenze alla mostra “Tim Burton: Light and Darkness”, quella luce e oscurità che contraddistingue il regista statunitense.
ENTRATA ALLA BIENNALE E IMPRESSIONI
La mostra si trova all’interno della XV edizione della Florence Biennale e già l’impatto è trascinante, con l’esposizione di tanti grandi artisti provenienti da tutto il mondo che riescono ad attirare fortemente l’attenzione.

Tim Burton: cinque sale da scoprire
La sala dedicata a Tim Burton, la possiamo riconoscere dalla lunga fila che arriva fino a fuori al padiglione. In attesa, i ragazzi riescono a farsi coinvolgere da alcuni bozzetti ed un personaggio enorme, che danno il via alla mostra dall’esterno.

Tutto è strutturato in cinque sale, diverse a tema ed una sensazione vibrante.
PRIMA PARTE
Ci possiamo rendere conto come Tim Burton parte da una piccola idea o semplicemente da uno schizzo fino ad arrivare a personaggi come Edward mani di forbice e tanti altri famosissimi personaggi che hanno contraddistinto il grande estro del regista. Per i ragazzi, molti di loro futuri artisti dell’illustrazione (e non solo) era come guardare un Mondo fatto di sogni.

SECONDA PARTE
Un piccolo muro divide la seconda parte dalla prima, dove troviamo quadri con figure tridimensionali che emergono dalla penombra, illuminate da luci fioche, dove anche i ragazzi sono stati coinvolti, vista l’atmosfera fantastica che contraddistingue Burton.

TERZA PARTE
Probabilmente la più spettacolare, una sorta di giostra con scenografie poligonali, con luci che ti fanno girare e sognare. In questa sala, sei dentro un pensiero. Un carosello tra mistero e fantasia. Una giostra visionaria, concepita da Burton appositamente per l’occasione.

QUARTA PARTE
Un omaggio voluto, in occasione dell’anniversario del film “LA SPOSA CADAVERE”, con modelli dei protagonisti Victor ed Emily, contornati da bozze e disegni del film stesso e tanti altri film di successo del regista quali Beetlejuice, Batman e Nightmare Before Christmas

QUINTA PARTE
Una piccola sala dove sedersi e guardare estratti, interviste, installazioni video che “spiegano il concetto di dualismo (luce/ombra, bene/ male, sogno/ incubo), dove Burton vuole spiegare che l’ombra non è sempre negativa”, dice la curatrice, che ha voluto che non fosse solo “guardare” ma “sentire”.

Era difficile, per i ragazzi, e non solo, uscire da un ambiente che rappresenta in modo esemplare uno dei più grandi registi del genere.

Quando, poco tempo fa, ho sentito che “Burton gioca con l’idea che la “diversità” non è un difetto ma una ricchezza, questa mostra ne è stata la conferma.

All’uscita della mostra, era sufficiente riflettere un attimo; la Fortezza che ospita arte contemporanea, la città di Firenze alle spalle. I ragazzi sono tornati a casa con un enorme “bagaglio”, fatto di grandi sogni.
GIORNATA IMPORTANTE
Vedere da vicino le opere di un artista come Tim Burton, ti fa capire che l’arte non è solo “bella immagine” ma “idea, programma e svolgimento”.
Perché, insieme ai ragazzi, abbiamo condiviso un’esperienza collettiva: ridendo e condividendo una giornata unica, in un ambiente unico.

Siamo usciti dalla mostra verso le 14:00, stanchi ma soddisfatti, con la sensazione di aver vissuto qualcosa di speciale.