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Antonio Canova e il Neoclassicismo a Lucca

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Scritto da Daria Derakhshan

La mostra Antonio Canova e il Neoclassicismo a Lucca a cura di Vittorio Sgarbi sarà ospitata fino al 29 settembre 2024 presso gli spazi della Cavallerizza di Piazzale Verdi.

«Le sculture di Canova non sono congelate come nel marmo,
ma ancora calde nella vita»
(Vittorio Sgarbi)

Il percorso espositivo parte in linea temporale proprio con il celebre Pompeo Batoni del quale sono presenti alcuni capolavori tra cui Ritratto di Abbondio Rezzonico, Senatore di Roma, dalle Gallerie Nazionali d’Arte Antica e una straordinaria coppia di dipinti (Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo; Atalanta piange Meleagro morente) recentemente acquisiti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.Un altro lucchese, meno noto del suo concittadino, ma che con questa mostra si intende riportare alla luce radunando un consistente nucleo di opere è Bernardino Nocchi, che si avvicina alle novità neoclassiche proprio grazie all’amicizia con Antonio Canova, del quale traduce la scultura in pittura e disegno, come vedremo nel dipinto di Alexandrine de Bleschamps come Tersicore qui esposto accanto all’omonima scultura di Canova.È presente anche il talentuoso allievo di Nocchi,Stefano Tofanelli, il quale si ritrae con il maestro nel notevole dipinto proveniente dal Museo di Roma: Autoritratto con il fratello Agostino, il padre e Bernardino Nocchi.

Antonio Canova è icona universale del nuovo classicismo e, compiendo esperienze decisive, tecniche e intellettuali, è divenuto il massimo esponente di un’arte, la scultura, cui il Neoclassicismo restituisce il primato già esercitato agli albori del Rinascimento. Nel suo processo creativo un significato di tutto rilievo è dato dai modelli in gesso a dimensione reale che costituiscono il momento di passaggio tra una prima fase ideativa e la vera e propria realizzazione della scultura in marmo. Il gesso è, nell’atto del concepimento dell’artista, il momento fragile e variabile del sentire il corpo della scultura. È la fase più intima e autentica della sua creazione artistica.In mostra numerose opere tra dipinti e le più significative sculture provenienti dal Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, dove si preserva l’importante testimonianza della produzione artistica del grande maestro.

Antonio Canova e il Neoclassicismo a Lucca

Tra le eccezionalità dell’iniziativa “Antonio Canova e il Neoclassicismo a Lucca” vi è anche il restauro di una delle più iconiche sculture di Possagno, Le Grazie, oggetto di un significativo intervento sostenuto da Contemplazioni in occasione dell’esposizione.

Si presentano a Lucca, per la prima volta, dodici sculture inedite, tracciate ma fino a oggi disperse, di Antonio Canova, mai viste prima, così come uscirono dallo studio romano dello scultore. Sono le teste di alcuni dei maggiori capolavori partoriti dal genio di Canova, come la Ebe, la Tersicore, la Venere italica, o la Paolina Borghese comeVenere vincitrice e si tratta, nella maggior parte dei casi, di calchi ricavati dalle sculture finite, a eccezione del Paridee della Beatrice le quali sono invece i modelli per l’esecuzione delle versioni marmoree. Sono infatti le uniche con le cosiddette repère (quelle piccole borchie usate dagli sbozzatori dello studio di Canova come punti di trasporto dal gesso al blocco di marmo).«Queste dodici teste ideali – spiega il curatore – sono un segmento autonomo, staccato, dell’universo della Gypsotheca di Possagno, un satellite che si ricompone quasi a coronamento delle appena concluse celebrazioni per il secondo centenario della morte di Canova. La collezione, dopo questo primo approdo a Lucca, grazie al contributo e al progetto di Banca Ifis, potrà rappresentare Canova nel mondo».

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 (ultimo ingresso alle 18:45)

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