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Cultura

Biennale dell’antiquariato a Firenze

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Scritto da Daria Derakhshan

Si è conclusa il 2 ottobre  la 32a BIAF-Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze nella affascinante residenza seicentesca di Palazzo Corsini. Dopo aver saltato un’edizione a causa della pandemia.

Hanno partecipato quest’anno circa 80 espositori dislocati sui due piani del palazzo in gran parte di provenienza italiana e toscana mentre per quanto riguarda la parte estera tra le più presenti Londra e Parigi.

La prima edizione fu nel 1959 quando Firenze era in grosso fermento e centro del mercato della storia dell’arte italiana con famiglie di antiquari di grande rilevanza come i Bellini e studiosi come Pope – Hennesy o Berenson.

Biennale antiquariato firenze
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Una Biennale quella dell’antiquariato all’insegna della Rinascita  in una cornice semplicemente strepitosa, così l’ha dipinta il segretario generale della Biennale Fabrizio Moretti.  Con l’idea e la voglia di  “una vetrina affascinante e sempre più qualificata…. “

Non mancano le chicche come la storia, che la galleria Antonacci Lapiccirella presenta per la prima volta in Italia, di un dipinto di Antonio Canova spacciato dal committente come Autoritratto di Giorgione.

Biennale antiquariato firenze

In mostra a Palazzo Corsini non sono mancati i mobili e gli oggetti seppur in minoranza rispetto a dipinti, sculture e disegni preparatori.

Ad esempio nella Galleria Tettamanti, il daybed in stile neo egizio usato da Audrey Hepburn sul set di «Guerra e pace».

Quest’anno la Galleria degli Uffizi  ha sostenuto Biaf con ben sette acquisizioni, le sette opere acquisite sono quattro dipintidue sculture e un disegno di Carletto Caliari, “Giovinetta con il cane”, donato dall’antiquario Enrico Frascione. 

Biennale antiquariato firenze

Tra i dipinti acquisiti una delle opere più ammirate della fiera: il “Ritratto di gentiluomo vittorioso sull’invidia” di Pietro Paolini, un’opera originale e dalla luce caravaggesca. 

Di Francesco Cairo ”L’Allegoria del Disegno e della Pittura”, tra le sculture di Jean-Baptiste Basset il piccolo avorio “Ritratto di Cosimo III de’ Medici”. Spazio anche ad opere dell’800 e del ‘900 con ad esempio “Atelier con pittore al lavoro sul Combattimento di Sommacampagna” di Felice Cerruti Bauduc , di Ferruccio Ferrazzi l’olio “Viaggio tragico” e la pietà di Giacomo Manzù.

Passeggiando fra le grandi sale affrescate del palazzo si possono osservare gli allestimenti delle varie gallerie in  perfetta armonia con l’antica residenza, non si può che rimanere estasiati da così tanta arte. Un tuffo nella grande bellezza che ci contraddistingue in tutto il mondo, una profonda ammirazione assale il visitatore, non è questo il bello dell’Arte?

 Daria Derakhshan

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