Sono rimasta subito colpita dalla particolarità dei dolci di Greta, una ragazza che ha trasformato il suo soprannome nel proprio progetto di vita: ‘Great Cakes‘. Quelli di Greta non sono i soliti dolci, ma delle vere opere d’arte culinarie! E così ho avuto il piacere di intervistarla!
Ciao Greta! Piacere. Come nasce la passione per i dolci e qual è stato il momento in cui hai deciso “questa è la strada giusta”?
La mia passione per i dolci è nata grazie a mio fratello: lui è molto più grande di me e quando ero bambina rimanevo incantata dai dolci che preparava in casa. Non era un pasticcere esperto però amava sperimentare: da lì non mi sono più fermata e ho continuato a esercitarmi. Portavo dolci a scuola, ai vicini, ma non mi staccavo mai dai libri di ricette e non osavo provare a fare “a modo mio”.
Nel 2020 è arrivata la pandemia, ed è scattato qualcosa in me. Durante la quarantena ho iniziato a informarmi sul mondo del cake design, fino a quel momento praticamente sconosciuto per me, e ho scoperto diversi canali YouTube, libri, professioniste da ogni parte del mondo (in questo settore le donne sono in netta maggioranza numerica!).
Così ho deciso di acquistare la mia prima planetaria e i primi strumenti, e ogni mese investivo per acquistare qualche stampino, i coloranti alimentari, le spatoline e così via. Ho capito che sarebbe diventato il mio lavoro a tempo pieno dopo la laurea in letteratura italiana: ho abbandonato l’idea di diventare insegnante per dedicarmi al 100% a questa passione.
Così è nato ‘Great Cakes’


Great Cakes: non solo una parola d’ordine
Se dovessi descrivere ‘Great Cakes’ e la tua passione per i dolci in tre parole, quali sarebbero e per quale motivo?
- Pazienza: il cake design richiede tantissima pazienza perché gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Non è facile riprodurre una decorazione nuova, specialmente quando i clienti non comunicano con noi come vorremmo o quando non sono disposti ad ascoltare i nostri consigli. Inoltre molte decorazioni richiedono giorni di tempo per essere preparate, e le consistenze di creme e impasti sono fondamentali per ottenere un buon risultato, ma non sempre collaborano!
- Organizzazione: l’organizzazione del lavoro e del progetto sono fondamentali. Bisogna prevedere il tempo necessario per le varie fasi, calcolare i tempi di lievitazione e cottura, il raffreddamento, lo spazio disponibile in frigorifero, le teglie utilizzate, quando recarsi dal fornitore per ottimizzare la durata degli ingredienti e un migliaio di altre cose. Spesso si pensa a una torta di cake design come uno slancio creativo, realizzata e decorata in poco tempo, magari ascoltando buona musica, ma la realtà è completamente diversa e dietro ognuno di questi lavori si celano giorni di preparazioni!
- Gioia: La gioia è per me il motore di tutto il duro lavoro e la fatica. Vedere il sorriso dei clienti soddisfatti, leggere i loro messaggi positivi e ammirare il risultato finale scatena in me una gioia luminosa e sconfinata. Sono estremamente contenta di avere un lavoro che accompagna tante persone nei loro momenti di festa e celebrazione.

Descrivici gli step per creare le tue torte
Gli step sono moltissimi e personalizzati per ogni progetto, ma in linea di massima partono sempre da un colloquio con il cliente. Ho elaborato un metodo 100% virtuale, che avviene comodamente via chat. Essendo da sola in laboratorio non avrei la possibilità di accogliere i clienti per parlare di persona della torta, e quelle poche volte che è successo siamo sempre finiti a utilizzare il telefono per mostrarci immagini d’esempio, colori e dettagli.
Quando il progetto è stato presentato e il cliente accetta il preventivo, organizzo la produzione partendo dalla base della torta (utilizzo un impasto super goloso al latte caldo!), passando per le creme di riempimento, la crema di stuccatura e i dettagli. Mi avvantaggio quando posso ma il vero lavoro arriva il venerdì, quando inizio la decorazione finale della torta dopo averla farcita.
A inizio settimana, invece, mi concentro sul rifornimento delle materie prime e sulle questioni burocratiche.

Crei delle torte che per me sono delle vere opere d’arte culinarie, utilizzi i colori su una tavolozza dando libera fantasia alla creatività. Quali sono i dolci che ami di più fare e perché?
I dolci che amo fare sono le torte dipinte. Penso che la curiosità verso cibi esteticamente stimolanti, diversi dal normale, belli o comunque attraenti siano tutti elementi intrinsechi nell’essere umano. Del resto essendo onnivori abbiamo la consapevolezza di poter mangiare (quasi) tutto: e perchè non mangiare un’opera d’arte?
Mi ispiro allo stile dei pittori impressionisti ed espressionisti perchè è quello che più si avvicina alla consistenza materica e in rilievo della mia crema da stuccatura al cioccolato bianco. Così ho riprodotto Van Gogh e Monet su torta, ma anche paesaggi marini e sfumature di colore astratte.


C’è stata una richiesta “ molto particolare” che hai ricevuto da quando hai dato vita a ‘Great Cakes’? Qualcosa che ti ha messo a dura prova?
Le sfide ci sono tutte le settimane! Solitamente mi mettono più in difficoltà le richieste di torte molto diverse dal mio stile piuttosto che dolci completamente nuovi, di cui non ho esperienza e in cui corro a buttarmi a capofitto.
Spesso la stampa in pasta di zucchero con i cartoni animati mi mette in difficoltà, ma poi trovo sempre un modo per integrarla nel mio stile di decorazione, rendendo il progetto elegante e armonioso, pur se destinato a un bambino.
Facendo un salto nella tua infanzia c’è un dolce che ti fa sentire subito a casa? E la sua storia?
Sembrerà assurdo ma se penso a un dolce della mia infanzia… penso al semplicissimo e intramontabile budino al cioccolato! Mia mamma non era affatto brava ai fornelli e ogni volta sbagliava le dosi, ma quando riusciva a prepararlo mi si illuminavano gli occhi davanti a quella dolce montagna cioccolatosa, preparata in uno di quegli stampi che andavano di moda nei primi anni 2000, altissimi e con quella forma inconfondibile. Me ne sarei mangiata uno al giorno!