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Great Wine’s World ’24 la parola all’esperto

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Scritto da Irene Pagnini

Molti fra voi conosceranno sicuramente James Suckling e l’evento “Great wines of the world”! James Suckling è uno dei critici enologici più autorevoli del mondo. Per quasi trent’anni Senior Editor e responsabile della redazione europea di Wine Spectator e editor europeo di Cigar Aficionado, è stato di recente definito da Forbes “uno dei più influenti critici enologici al mondo”.

Dal 2010 James Suckling lascia il Wine Spectator per seguire il proprio obiettivo più moderno di mostrare all’utenza del mondo dei vini un approccio più innovativo con il proprio sito web. “Great wines of the world” è il più grande evento di sempre relativo al mondo del vino e si è appena concluso nella prestigiosissima Glasshouse con una vista mozzafiato su Manhattan. Si svolge ogni anno a New York con degustazioni accurate e selezioni di vini top dei migliori produttori del mondo, molti dei quali presenti nella lista dei Top 100 Wines of the Year a cura appunto di James Suckling (in foto con Andrea Bonacchi).

James Suckling e Andrea Bonacchi durante Great Wines World 2024 New York

L’edizione 2024 si è appena conclusa e abbiamo voluto discuterne con Dante Machetti, esperto di settore, che freschissimo di  jet lag ci ha relazionato a proposito della sua trasferta. (sotto nelle immagini, a destra con Andrea Bonacchi e a sinistra al centro)

Dante Machetti è Export Manager di Bonacchi e a seguito della appena conclusa partecipazione a ‘Great Wine’s World’ edizione 2024, si è espresso come segue. Assieme ad Andrea Bonacchi, produttore e distributore, abbiamo partecipato a questa manifestazione in quanto essa aiuta alla visibilità del brand, dà possibilità di conoscere le preferenze a livello enologico di ciò che si vende maggiormente nel mercato americano e ultimo ma non ultimo, ci offre l’opportunità di confronto con altre realtà vitivinicole così comprendiamo se qualitativamente siamo in linea con le esigenze di mercato.

Great wines of the world

Mi ritengo soddisfatto della nostra trasferta in quanto poter rappresentare con dei punteggi alti la nostra azienda, assieme a 150 produttori selezionati in tutto il mondo, è stato un bel modo di farci conoscere nuovamente nel mercato americano, dove la competizione per i vini toscani è molto ardua. James Suckling rappresenta un trampolino di lancio nel mercato americano se ci si vuole aprire e mercati nuovi e trovare nuove distribuzione. I punteggi di questa rivista sono decisivi, bisogna però specificare che oggi esistono molti enti enologici che danno punteggi, per cui conta il giusto peso che noi stessi diamo a queste premiazioni e la cura con cui esprimiamo la partecipazione agli eventi!

Ricordiamo i punteggi per i vini Brunello e Chianti

Tornando alla manifestazione, questo format è molto interessante per conoscere agenti di settore, nuovi canali di distribuzione e nuovi livelli di visibilità, così come Vinitaly e Pro Wine a Düsseldorf. Sono eventi punti cardine nel nostro lavoro ma si tratta di un mercato ampio e competitivo.

Brunello o Chianti?

Senza dubbio il Brunello di Montalcino è il vino più famoso e richiesto dal pubblico americano. L’Italia stessa è raffigurata da questo vino; assieme ad Andrea Bonacchi abbiamo constatato che la visibilità che abbiamo durante eventi come questi è soprattutto grazie a vini come Il Brunello di Montalcino. 

Quale futuro per il mercato del vino

Sicuramente il mercato americano per i vini toscani resterà per ora il primo mercato, dal momento che il consumo di vino negli Stati Uniti, specialmente il vino rosso è alle stelle. Vi sono mercati emergenti come quello del Brasile, della Thailandia e della Cina che stanno crescendo piano piano ed arriveranno secondo la mia modesta opinione ad affiancare tanti mercati come quello europeo, ormai già saturo.

Il vero Paese degno di nota al momento come carte Vini, varietà e qualità di prodotti è il Giappone confrontandomi anche con altri agenti che erano presenti a questo evento.

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