Le Terme dei Papi, situate a Viterbo, sono uno storico centro termale noto sin dall’antichità e famoso per la sorgente Bullicame. Il complesso, sviluppato attorno al “Bagno del Papa” costruito nel 1450 da Niccolò V, offre fangoterapia, piscine monumentali e grotte naturali per cure terapeutiche e benessere.
Terme dei Papi. Storia
Nel cuore della Tuscia, a soli ottanta chilometri a nord di Roma, la cultura delle terme era già ampiamente diffusa durante l’antica civiltà etrusca, tanto da ispirare e diventare un vero e proprio culto per la successiva civiltà romana. Le tracce delle terme romane si estendono per undici chilometri lungo l’antica via Cassia, alla periferia di Viterbo, con particolare importanza nelle tre principali aree termali: Aquae Passeris, Paliano e, la più significativa, Bullicame.
L’importanza di questa zona è confermata dagli scritti di Strabone, Tibullo, Simmaco, Marziale e Scribonio Largo, medico dell’Imperatore Tiberio.
L’Influenza del Medioevo
Durante il Medioevo, le terme divennero una meta privilegiata per i Pontefici. Gregorio IX fu il primo a frequentarle, seguito da Bonifacio IX, che si recava alle Terme di Viterbo per curarsi con le acque e i fanghi dai “gravi dolori delle ossa”.

Nel 1450, Papa Niccolò V decise di costruire un vero e proprio centro termale personale, che da quel momento divenne noto come le Terme dei Papi. Questo centro era dotato di tutti i comfort e arricchito da architetture che solo un Papa poteva permettersi, inclusa la costruzione di un magnifico palazzo. Da allora, quella costruzione con mura merlate, eleganti finestre a croce e sale con grandi volte, è stata chiamata “Bagno del Papa”.
Le Terme
La bellezza dei luoghi e i loro effetti curativi sono stati riconosciuti da due dei più celebri artisti italiani: Dante Alighieri, che li menziona nella Divina Commedia: “Quale del Bulicame esce ruscello che parton poi tra lor le peccatrici tal per la rena giù sen giva quello…” e Michelangelo Buonarroti, il quale ne realizzò schizzi a penna.
Le acque sfruttate dallo stabilimento Terme dei Papi provengono dalla storica sorgente Bullicame, mentre il fango proviene dal laghetto Bagnaccio, un cratere di origine vulcanica sul cui fondo sgorgano numerose sorgenti di acqua termale. Il complesso comprende, all’interno di un ampio parco, un edificio realizzato nel 1994 collegato a quello storico risalente al 1816.

Una stupenda piscina monumentale di 2.000 mq, arricchita da getti d’acqua, è alimentata dalle acque della sorgente; poi il vero gioiello è la grotta naturale da cui fuoriesce l’acqua termale, formando colonne di calcare e sprigionando vapori benefici per la pelle, le vie respiratorie e le articolazioni.
Funzionalità ed estetica: progettazione e ristrutturazione degli Spazi Comuni
Nel 1989, l’imprenditore viterbese e Cavaliere del Lavoro Socrate Sensi avviò i lavori di ristrutturazione e ammodernamento dell’intero Centro Termale comunale, inaugurando l’avvio della gestione nel 1993. Da allora le Terme dei Papi si sono affermate sempre di più nel mercato del wellness termale e sanitario, ottenendo anche la classificazione di Prima Categoria Super per l’efficacia dei mezzi termali. Le Terme dei Papi sono gestite ancora oggi dai figli e dai nipoti di Socrate Sensi.

La funzionalità, unita alla logistica e all’estetica, rappresentano i parametri fondamentali che hanno ispirato il lavoro del progettista alberghiero, Marcello Ceccaroli.
Ceccaroli ha mirato a identificare una nuova distribuzione degli spazi più funzionale. Dalla hall, infatti, si accede a due aree dedicate alla convivialità e al benessere.
- Convivialità: un bar e una sala ristorante, caratterizzati dall’uso di carte da parati dai colori vivaci e materiali pregiati come legno e ottone.
- Benessere: spazi dedicati al relax progettati per trasmettere una sensazione di perfetto rilassamento, con un’attenzione particolare a materiali, illuminazione e tonalità.

ILLUMINAZIONE CUSTOM MADE
In perfetta coerenza, l’Architetto Ceccaroli ha coinvolto l’azienda Lumis, produttrice di apparecchi di illuminazione, per realizzare le idee progettuali, fidandosi dell’esperienza della società, che vanta trent’anni di produzione totalmente italiana nel settore alberghiero.
Tutte le stanze sono arredate con un sapiente mix di moderno e tradizionale, grazie alla scelta dei materiali, trasformando lo spazio in un’accoglienza preziosa, con apparecchi progettati per unire qualità e attenzione alla lunga durata.

Negli spazi comuni, un lampadario di 3 metri di diametro, adornato con 100 pendenti in ottone, “gemme” di plexiglass e LED, illumina il volume, riprendendo perfettamente il concetto di magnificenza voluto da Papa Niccolò V.
Al bar, una struttura in ottone bronzato con strisce LED e 1000 gocce cilindriche in vetro arricchisce il locale, trasportando l’ospite in una dimensione sospesa nel tempo.
Per quanto riguarda le camere, da un lato è stato effettuato un ampliamento con 12 nuove unità, mentre dall’altro si è proceduto a un restyling delle camere esistenti e dei corridoi. Anche qui, le finiture giocano sull’alternanza tra colori chiari e scuri, intervallati da accenti colorati. Infine, per le camere preesistenti sono stati selezionati nuovi rivestimenti per pareti e imbottiti, conferendo un tocco di modernità all’ambiente.
