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Cultura

Viva le spose sempre!

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Scritto da Cinzia Silvestri

Chi si aspetta, considerato anche il caldo mese di luglio, un articolo pruriginoso tipo gossip da leggere sotto l’ombrellone con le mani unte di crema e schiacciatina, resterà deluso assai leggendo queste righe che colgono la scusa delle nozze omo dell’estate, tra la cantante Paola Turci e – mi dicono – la showgirl Francesca Pascale, nota di più alle cronache mondane per una relazione con Silvio Berlusconi, per analizzare altri pruriti, fastidiosi come punture d’insetto.

turci pascale

Il clamore della notizia a mio sommesso avviso è un cicinin esagerato e strumentalizzato, vista la notorietà non esattamente planetaria delle dirette interessate e considerati gli amari cavoli di cui il mondo si deve occupare seppure obtorto collo. Si unisce in vincolo civile tanta gente oggigiorno anche abbastanza famosa, vedi il giornalista di talk show Alberto Matano che ha avuto il privilegio di avere le nozze officiate nientepopodimenoche da Mara Venier. Il clamore della notizia dunque poteva essere evitato oppure è un fatto fortemente voluto, dal momento che la data delle nozze corrisponde a quella del Gay Pride nazionale? Non è dato sapere, certo è che se le due promesse spose avessero voluto fare le cose segretamente ci sarebbero riuscite, perchè non mancano loro i mezzi per farlo. Visto che personalmente ho mollato le simpatie di un tempo per il centro destra, in virtù dell’involuzione evidente su temi sociali, morali ed etici che mi stanno a cuore, non posso che augurare senza condizionamenti ideologici di sorta il meglio a Paola e Francesca, suggerendo loro di non sfruttare troppo il vessillo LGBT anche nella vita privata, perchè la strada dell’emancipazione e dell’uguaglianza passa attraverso un uso saggio del messaggio e mi scuso per la cacofonia dell’aggio, non inteso quale vantaggio come si legge sul dizionario. Se il presupposto è diventare tutti uguali, non si può pretendere poi di essere più uguali almeno sul piano dei diritti civili: Paola e Francesca saranno ben consapevoli di essere una coppia privilegiata, per status sociale ed economico. Molte coppie come loro non potrebbero esibire in maniera altrettanto esplicita le proprie scelte e dunque se sui social arrivano le inevitabili e consuete valanghe di insulti omofobi devono metterlo in conto come un prezzo da pagare insieme alle spese del banchetto nuziale e del fiorista. Non sta bene a dirsi ma è così.

turci pascale

Vedo già qualche sorrisetto malizioso sul termine “economico” rivolto a Francesca, perchè la buonuscita del Cavaliere quando si sono lasciati pare sia stata intorno ai 20 milioni di euro che, non so a voi, ma alla sottoscritta fa esclamare un sticazzi! forse fuori luogo, ma rende l’idea. Non sono cose che ci riguardano in fondo, ma il Personaggio che ha dato la buonuscita è talmente noto che è impossibile non venire a conoscenza di cotanti risvolti. Certo è che lei, l’impeccabile Francesca Pascale, fin quando ha vissuto insieme a Silvio, mostrava un improbabile lato naïf dichiarando che pure l’ortolano si approfittava della generosità di Berlusconi, facendogli pagare i fagiolini 80 euro al chilo. Certo è che lei, militante della prima ora di Forza Italia, non si è tirata indietro per difendere il ddl Zan e si è dichiarata pronta a sbattezzarsi, pur restando credente, per protesta contro una “Chiesa che discrimina gli omosessuali e fa ingerenza politica”. Si potrebbero scandagliare i motivi per cui lei fosse già affascinata dalla causa LGBT al tempo della relazione con il Cavaliere, ma davvero è marginale e fuori contesto rispetto all’analisi che mi accingo ad affrontare. Queste nozze che potrebbero anzi, sono senz’altro propedeutiche alla causa gay, il giorno del matrimonio ribadisco non è casuale, non sono in realtà anche un colpo mancino (per non dire di sinistra) contro Silvio Berlusconi, e non per volere delle spose ma per volere dei media e di un certo coté politico che sta riducchiando sul fatto che una precedente fiamma di un assatanato satiro, almeno così viene descritto dai giornali che non hanno lesinato stralci di verbali giudiziari riguardanti le avvenenti invitate alle cene eleganti di Villa San Martino o Palazzo Grazioli, oppure report fotografici di visite botaniche di garrule fanciulle nei giardini delle ville in Costa Smeralda. C’è parecchio sottotesto da interpretare in questo susseguirsi di notizie che riporta sempre a Lui, che non è l’Elevato a 5 stelle con consulenze da 300.000 euro, ma che comunque riesce a catalizzare, malgrado l’età, le vicissitudini giudiziarie e un partito ai minimi termini, la politica italiana e non solo. Berlusconi è un uomo con parecchia verve ancora, parte del suo entourage non è più quello del 2009, che il Cavaliere dirigeva nelle sessioni di footing ad Antigua, purtroppo intorno a lui non ci sono più personaggi come Gianni Letta. Resta, Berlusconi intendo, un personaggio discusso e discutibile, divisivo. Tuttavia la morbosità sottotraccia che riporta a lui e che io intuisco fin nei titoli dei giornali e in certi articoli, pur con tutto il rispetto che il giornalismo merita, la trovo disdicevole e scorretta. Ci sono cause che vanno sposate, è il caso di dirlo, senza farne armi di distruzione di colui che si considera non un avversario, ma addirittura un nemico da abbattere.

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Non so se Pascale anzi, Pascale e Turci, se ne rendano conto: non fa notizia tanto il loro matrimonio, quanto ad esempio immaginare la faccia di Berlusconi che viene a conoscenza del coniugio omosex della sua ex amante: c’è chi sui social ha tirato fuori all’uopo la foto storica del malore di Berlusconi sul palco di un convegno a Montecatini Terme nel 2006, tanto per rendere più caustico il concetto. Potremmo andare avanti con paginate di illazioni, ma resta il messaggio subliminale, a mio avviso, spingere a più non posso la notizia nozze Pascale – Turci per colpire Berlusconi. Mi sbaglio? Può essere ma ditemi voi, sono più celebri Pascale e Turci del Cavaliere? Sono forse più ‘influencer’, che si rivela granitico nel suo status quo di una Cirinnà qualsiasi, pressochè scomparsa, che da paladina onnipresente della causa LGBT è evaporata dai media, dopo il ritrovamento di denaro nella cuccia del cane (che non erano suoi i quattrini, va detto e ribadito) e lo sfogo poco proletario conseguente l’abbandono della sua colf strapagata, che l’ha costretta a fare la lavandaia, l’ortolana e la cuoca nelle agognate vacanze estive. Che poi a pensarci bene, è quello che fanno la stragrande maggioranza delle persone, omo ed etero, senza peraltro percepire stipendi da onorevole. Sarebbe ora che l’area politica, non esclusivamente di sinistra, che sente di rappresentare i diritti civili dei gay (ma non solo di essi, perchè esistono anche gli emarginati e l’orientamento sessuale è l’ultimo dei loro problemi) affrontasse l’avversario conservatore senza usare questi mezzucci gossipari. C’aveva provato Mara Carfagna di Forza Italia e abbiamo visto com’è andata a finire: i primi a guardarla in maniera torva sono stati proprio quelli della sua coalizione politica. Sono passati due anni dallo scoop che immortalò il bacio su uno yacht, mica una barchina eh?, tra le due signore Pascale e Turci. Avevano tutto il diritto di baciarsi alla luce del sole, così come i giornali di cronaca rosa di fiondarsi sulla notizia, intrigante col clima estivo anche se un po’ meno di un ministro che fa il dj al Papeete, provocando una crisi di Governo (non per la musica e il cocktail). I sondaggi anche allora erano fonte di preoccupazione, ma ora la corsa per le politiche è già alla griglia di partenza. Ergo ci si attacca a tutto ed anche noi italiani, sgomenti per le bollette, per i nuovi contagi Covid e anche un po’ poino – ma sempre meno – per la guerra, ci si attacca. Al tram. La cerimonia nuziale avverrà a Montalcino, luogo incantevole e molto trendy, con festeggiamenti al castello di Velona. Stica.

Viva le spose, sempre.

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