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Banana Split: un cammino lungo 20 anni

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Scritto da Alessio Arcaleni

Intervista a Fabio Dolfi e Carlotta Materassi dei Banana Split

La musica ha sempre dato il giusto sostegno e supporto sia per chi la esercita, sia per chi l’ascolta. I Banana Split Cartoon Cover band, con le sue canzoni di cartoni animati, hanno saputo dimostrare con il tempo, di andare oltre la sigla. Nati nel 2004, da un’idea di Fabio Dolfi, Jonathan Cencini e Andrea Bicci, hanno rappresentato qualcosa d’importante nell’ambiente musicale e non solo.

La beneficenza ha sempre fatto parte del loro Dna, unendo il divertimento alla solidarietà. Sono riusciti con lo spettacolo Banana Circus ad andare oltre la musica, proponendo uno show con 80 elementi sul palco che unisce altre forme d’arte come teatro, danza, tessuti aerei attraverso giochi e acrobazie circensi.

Intervista a Fabio Dolfi e Carlotta Materassi dei Banana Split

Tutto questo e tanto altro, come già annunciato, sarà raccontato in una serata/concerto il prossimo 22 marzo al Santomato live club.

Prima di festeggiare questo grande traguardo, Fabio Dolfi e Carlotta Materassi, due dei sette componenti del gruppo, hanno concesso un’intervista, dove raccontano, con ironia, sincerità e soddisfazione, le emozioni di un percorso lungo 20 anni.

Intervista a Fabio Dolfi e Carlotta Materassi dei Banana Split

Innanzitutto, vorrei ringraziarvi per la vostra disponibilità

F. Grazie a te Alessio e al Giornale per questa opportunità!

Perché avete scelto di cantare canzoni di cartoni animati?

F. Come direbbe Neo in Matrix “Era inevitabile”. Le persone che hanno fondato il gruppo io (Fabio Dolfi), Jhonathan Cencini e Andrea Bicci eravamo fans dei cartoon di allora e di conseguenza delle sigle e ci siamo accorti che, quando le proponevamo nelle serate cover, il pubblico le apprezzava molto, quindi ci siamo detti: “perché non cantarle e proporle in un’intera serata?”

Intervista a Fabio Dolfi e Carlotta Materassi dei Banana Split

E come siete riusciti a farlo per venti anni?

F. Non me lo spiego razionalmente, ma potrei pensare che in tutti questi anni siamo saliti sul palco, non solo come musicisti, ma come bambini, che condividevano questa passione insieme al pubblico. E così mantenendo questo spirito “fanciullino”, di spontaneità, ingenuità e senza malizia, siamo arrivati a festeggiare 20 anni.

Banana Split in trasmissione radiofonica a MAI VISTI ALLA RADIO in compagnia di giovani fan

Perché i cartoni di quegli anni piacevano così tanto?

F. C’era un approccio diverso verso i contenuti che guardavamo. La televisione era l’unico mezzo di riferimento, senza internet, i social, quindi senza elementi di disturbo. Dedicavi parte del pomeriggio, entrando in questi mondi fantastici, mai visti prima e c’era la possibilità di avere un eroe diverso, di scoprire una storia diversa, con i giusti tempi.

Che differenza possiamo trovare tra le sigle di allora e quelle di adesso?

F. Dipende dal periodo. Le sigle anni 70/80/90 sono generazioni diverse. Nel cartone animato, come nel film, sono cambiate i modi di fruizione in base ai tempi, alla società che cambia. Anche la sigla ha subito questa evoluzione. La sigla non è più centrale al progetto, ma per noi in quegli anni lo era.

C. Non è solamente il fatto che si sia evoluta la musica, sono cambiati gli strumenti e modo di fare musica, ma sottolineerei quello che ha detto Fabio e cioè che i cartoni animati di allora avevano delle storie con dei valori, dei sentimenti, che venivano riflessi nella canzone, che oggi non viene trasportato.

C’è una serata che ricordate in modo particolare?

F. Ogni concerto ha una missione per noi ed è quella di far tornare tutti bambini. Tutte, a modo loro, lo sono state e lo saranno. Parlo sempre con questa metafora “la sigla è come la pasta, noi abbiamo saputo condirla ogni volta nel modo giusto”.

Carlotta, come sei entrata a far parte dei Banana Split?

C. Non conoscevo il gruppo ed è stato veramente per puro caso. Visto che la cantante di allora, non potendo garantire presenza fissa, per motivi personali e professionali, di comune accordo con lei il gruppo decise di selezionare una nuova voce femminile. A dire il vero era già stata scelta, ma per avere un confronto con un’altra voce, fui selezionata, tramite l’agenzia di cui facevo parte e scelta. La band di cui facevo parte si era sciolta, per ragioni di vita, da circa un anno e risalire sul palco era importante per me e farlo con un gruppo conosciuto, dove si cantavano sigle di cartoni animati è stato fantastico.

Che sensazione hai provato quando sei salita la prima volta sul palco?

C. Il primo concerto è stato al THE WALL un ambiente accogliente, con il palco in mezzo alla gente, dove ho cominciato a sentire subito il calore di queste serate, coinvolgenti, emozionanti, imparagonabili, ognuna di loro è sempre stata unica. Poi subito dopo, sono arrivati i palcoscenici più grandi ed importanti, in compagnia di grandi nomi del genere come Cristina D’avena, Giorgio Vanni, I Cavalieri Del Re, portando l’adrenalina al massimo.

Vi emozionate più voi o il pubblico a cantare le canzoni della nostra infanzia?

F. Spero che l’emozione che noi proviamo nel cantare, possiamo averla trasmessa, in questi anni, al pubblico che ci segue e ci ascolta.

Intervista a Fabio Dolfi e Carlotta Materassi dei Banana Split

Un musicista vive delle emozioni che ha e di quelle che trasmette e di quelle che poi riceve. Fare musica è uno scambio di emozioni.

Qual è il vostro più grande sogno?

F. Il nostro più grande sogno è quello di poter scrivere una canzone per un cartone animato.

C. Poter essere noi gli autori di un’opera, perché le sigle di certi cartoni animati li possiamo definire tali, ispirandosi a I Cavalieri del Re.

Che cosa vi aspettate da questo concerto?

Avere la possibilità di poterci “fermare” a festeggiare insieme ai nostri fans ed onorare tutti quelli che hanno fatto parte del nostro mondo.

Rivedere la gente che ha fatto parte della tua vita e condividere una festa con loro, pubblico compreso. Vorremmo che questa serata, tra venti anni, fosse ricordata così, non una serata di cartello, ma una festa tra amici.

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