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Willie Peyote: parole che dipingono immagini

Tra food truck, birre artigianali e un’atmosfera conviviale, su un palco che diventa il punto d’incontro tra generazioni, suoni e stili, il pubblico ha accolto il live di Willie Peyote, uno degli artisti più attesi di questa edizione; nella cornice verde del Parco di Serravalle, Empoli accoglie l’undicesima edizione del Beat Festival, appuntamento ormai irrinunciabile dell’estate toscana.

Willie Peyote: grande paroliere moderno

Willie Peyote appartiene a quella ristretta cerchia di artisti capaci di parlare a pubblici diversi con la stessa forza espressiva: non è quel tipo di cantautore (perché di cantautorato si deve parlare) che lascia spazio a interpretazioni indefinite: nelle sue canzoni le immagini scorrono nitide davanti agli occhi dell’ascoltatore. Questo effetto è reso possibile dall’ ampio vocabolario e dalla straordinaria capacità di usare le parole, e lo colloca di diritto nel novero dei grandi parolieri moderni.

Un artista che abbatte le barriere generazionali

E parlando di musica il suo groove, lo stile fresco e il registro musicale che utilizza lo rendono immediatamente riconoscibile e amatissimo dai giovani. Allo stesso tempo, però, conquista anche un pubblico più maturo: ascoltarlo a quarant’anni o cinquanta significa ritrovare un’energia che abbatte le barriere generazionali. È proprio qui che risiede la sua forza: la sua musica non fa sentire ‘fuori tempo massimo’, anzi regala la sensazione di essere ancora parte del presente.

Una serata da ricordare a Empoli

La serata di Empoli ha confermato tutto questo: fenomenale band di sei elementi, una sezione ritmica solidissima – basso e batteria sempre quadri e sul pezzo – che ha messo le ali al live con energia costante. La scaletta ha attraversato Sulla riva del fiume, ultimo lavoro in studio uscito quest’anno, ma è stata anche l’occasione per celebrare i dieci anni di Educazione Sabauda, disco ormai diventato pietra miliare nella carriera dell’artista.

Il pubblico come protagonista del live

Il pubblico, dal canto suo, è stato parte integrante dello spettacolo: coinvoltissimo dall’inizio alla fine, ha accompagnato le canzoni cantando con entusiasmo. Certo, i testi di Willie Peyote sono fitti, serrati, non sempre facili da seguire parola per parola, ma questo non ha impedito alla platea di lasciarsi trascinare. Tra cori, mani alzate e tanta voglia di ballare, l’atmosfera è stata festosa e frizzante.

Un viaggio musicale tra ironia e sentimento

Testi impegnati, ironici, sarcastici ma anche riflessivi e romantici, arrangiati con registro funk-soul e hip hop, hanno trasformato la serata in un bel viaggio: ce n’è stato davvero per tutti i gusti!

Nota personale: il potere della musica

Piccola nota a margine: chi vi scrive di solito segue la regola di Will Smith in Hitch: movimenti laterali destra-sinistra, gomiti vicino ai fianchi e niente più. Ieri sera, però, al primo pezzo di Willie Peyote avevo già completamente mollato gli ormeggi: potere della buona musica!

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