Giunto alla sua ventiquattresima edizione Serravalle Jazz è diventato un punto fermo dell’estate musicale. Non è solo un festival di concerti, ma un laboratorio di incontri, presentazioni di libri, dialoghi con musicisti e critici: un tessuto culturale che tiene insieme la storia del jazz e il suo presente. Qui convivono la passione per la tradizione e la curiosità per le nuove correnti, in un’atmosfera intima che unisce pubblico e artisti.


Rocca: un palcoscenico naturale per Serravalle Jazz
Incastonata sulle colline che separano la città di Pistoia dalla Valdinievole, al confine tra due paesaggi e due anime della Toscana, la Rocca di Serravalle Pistoiese è molto più che una cornice: è un luogo che trasforma ogni concerto in un’esperienza totale e contribuisce a rendere l’ascolto un’immersione, dove musica e paesaggio si intrecciano.

La prima serata del Serravalle Jazz ha visto per protagonista un’ istituzione del panorama jazzistico italiano: la Barga Jazz Orchestra, vera e propria fucina di nuovi talenti che hanno mosso i primi passi tra le sue fila e sono oggi tra i più apprezzati e richiesti artisti nel mondo del jazz.
La formazione, guidata da Mario Raja, ha avuto al suo fianco un ospite d’eccezione: il trombettista americano Eddie Henderson, celebre per le sue collaborazioni con Herbie Hancock e per il suo contributo al jazz contemporaneo.


La combinazione tra la solidità e l’esperienza della BargaJazz Orchestra e la creatività e il virtuosismo di Henderson ha reso la serata intensa e coinvolgente, con momenti in cui tradizione e innovazione si sono incontrati sul palco.


La seconda serata del Serravalle Jazz ha visto protagonista il duo composto da Edoardo Ferri alla chitarra e Iacopo Teolis alle tastiere. Il duo ha saputo catturare l’attenzione della platea con delicatezza ed energia, mostrando la capacità di creare un suono pieno e di atmosfera nonostante la formazione ridotta.

A seguire, Danilo Rea ha presentato il progetto “Sakamoto and Me”, offrendo un set elegante e raffinato che univa la sua sensibilità pianistico-improvvisativa con omaggi e interpretazioni legate all’universo musicale di Ryuichi Sakamoto.
Elastica, progetto di residenza musicale formato da cinque artisti che hanno scelto di contaminare le proprie esperienze e i propri linguaggi musicali nei due giorni precedenti, ha aperto la terza serata dando vita a un progetto originale e sfaccettato. Il risultato è stato un intreccio di sonorità diverse, capace di fondere improvvisazione e ricerca, tradizione jazzistica e nuove influenze.


A seguire, il concerto è stato animato dall’energia degli Iron Way, gruppo nato lungo la Via del Ferro e capace di tradurre quella memoria in musica. La band ha portato sul palco un suono robusto e suggestivo, in cui le radici del territorio si intrecciano con l’improvvisazione jazz, creando un ponte tra passato e presente.

La quarta e ultima serata di Serravalle Jazz 2025 ha visto protagonista la Nico Gori Swing 10tet, formazione guidata dal clarinettista e sassofonista Nico Gori, tra i nomi più affermati del jazz italiano. I dieci musicisti del gruppo hanno saputo alternarsi nei soli e nelle improvvisazioni, dando vita a un dialogo musicale frizzante e dinamico.

In quattro giorni, il Serravalle Jazz ha accolto orchestre storiche, giovani talenti, progetti di ricerca e grandi interpreti del jazz italiano e internazionale, trasformandosi in un crocevia di suoni e suggestioni e ribadendo la propria centralità nel panorama dei festival italiani, non solo come rassegna di concerti, ma come esperienza capace di mettere in dialogo storia, innovazione e territorio.

