Abbiamo parlato dell’evento su UAU di “Dai filo all’Arte”, progetto nato da Sofia Ancillotti curatrice dell’artista Filippo Biagioli, che si è appena svolto presso il Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco. Di seguito abbiamo chiesto a Filippo Biagioli un resoconto della due giorni creativa.
Ciao Filippo, due giorni in Valnerina. Nello specifico a Sant’Anatolia di Narco, al Museo della Canapa. Com’è andata?
Ciao Fili, bene (ride), ho mangiato tre volte dentro a un ristorante. Per chi mi conosce sa, che è una cosa quasi impossibile; ma anche segno che ero completamente a mio agio. L’ospitalità è stata stupenda sia da parte del paese, sia da parte del museo. E Sofia Ancillotti che è la mia curatrice, mi ha costantemente tranquillizzato. Sai quanto sono nervoso quando vado in giro…


Avevi una mostra per la Giornata del Contemporaneo 2024?
Si e no. Non propriamente una mostra classica. Il Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco aderiva sia alla giornata del Contemporaneo promossa da AMACI sabato 12, sia al Fa.Mu. Famiglie al Museo, domenica 13.


Il sabato c’era la mostra a me dedicata con l’esposizione del Leggendario della Valnerina che è un libro interamente ricamato che è entrato nella loro collezione nel 2021 e dei bozzetti per realizzarlo. Il pubblico poteva arrivare a qualsiasi ora, ed alla fine della visita guidata alla mostra e al museo, c’era per chi voleva; un laboratorio tenuto da me e Glenda Giampaoli (Direttrice del Museo) sul ricamo creativo della canapa.

La domenica, c’era ancora la mostra, ancora la visita guidata, ma il laboratorio verteva sull’upcycling, ovvero il recupero sostenibile di abiti dismessi. In questo caso ero insieme alla scenografa e sarta Serenella Orti. La mattina Serenella insieme all’Associazione Longobarda, aveva tenuto a battesimo una mostra (Trame Longobarde) nel Museo del Tessuto di Spoleto. Siamo andati anche noi (io, Sofia e lo staff del Museo della Canapa) a vederla. Serenella aveva realizzato gli abiti in esposizione.


Conoscendoti… aghi, fili, ricamo… ti sei divertito…
Abbestia! Adoro ricamare. Poi in entrambe le giornate era presenti bambini, quindi abbiamo ricamato, abbiamo cucito, abbiamo fatto toppe e abbiamo pure tessuto. Alla fine Glenda e Benedetta, mi hanno insegnato a tessere con il telaio per grandi tessuti ed è stato amore a prima vista. Devo costruirmelo uno. Non sembra, ma quello della fibra, della filatura, del tessuto è un mondo vasto e vale la pena conoscerlo.


Infatti conoscendo le tue opere, la stoffa e i ricami sono spesso presenti.
Si. Uso stoffa e ricami, quasi esclusivamente per le Opere Rituali. Trovo l’atto di ricamare, un gesto molto profondo, sopratutto se la stoffa è antica e ha “viaggiato nel tempo” fino a noi. Penso per esempio, ai vari corredi matrimoniale che all’epoca venivano usati come dote. E lì al museo, ne sono custoditi molti. Ci sono tessuti veramente belli e antichi, nonché una bella libreria scientifica su come si lavorano, colorano.
Nei lavoratori che materiali avete usato?
Una varietà di tessuti e filati. Anche perchè è bello, spesso, mettere insieme filati di diverso materiale, spessore e fibra. Non bisogna fermarsi a pensare che solo i colori siano utilizzare per dare un’ombra, una forma, un’idea. Ci sono altre cose che concorrono a ciò e ed bello sviluppare la fantasia per tentare di approfondire.
Adesso che farai?
Sabato 19 Ottobre, esce il corto di questi due giorni in diretta premiere sul mio canale Youtube. Poi passerà alla tv, come gli altri, sui canali Sky e DGT. Poi si vedrà, non lo so di preciso.
Allora aspetteremo novità. Grazie Filippo