Conosciamo già l’artista Filippo Biagioli: poliedrico, eccentrico, fuori dagli schemi. Oggi scopriamo la sua opera Ziqquratu dalla Terra Santa, che rappresenta pace, vita e fraternità.
Ziqquratu dalla Terra Santa
“La guerra è intorno a noi, che sia fisica, sociale, economica, c’è; come tale pesa sulle nostre vite. Non credo ci sia stato un periodo storico che abbia potuto vantare un mondo totalmente in pace, un’assenza quasi utopica, di qualsiasi tipo di conflitto.”

Così inizia il racconto di Filippo Biagioli della sua opera Ziqquratu dalla Terra Santa. Un’opera realizzata in 11 giorni, sotto al sole, seguendo uno schema di lavoro ben preciso, partendo da una materia grezza, riciclata, che mostra e dimostra che ogni cosa può essere rivalutata, anche il modo in cui vediamo le altre persone e i contesti sociali in cui viviamo.
Ma perché l’artista per esprimere pace, vita e fraternità si rifà ad un concetto così antico come la piramide e la Terra Santa?
“Ho avuto modo di leggere in un libro che riguardava le architetture delle città intorno all’anno mille, in cui si racconta che addirittura quando un esercito arrivava nei pressi degli insediamenti; il signorotto del paese consegnava case e cittadini all’invasore in cambio di aver salva la vita. Una sorta di “guerra bianca” che non produceva morti e sangue, ma schiavitù. Non è quindi una novità che le persone siano usate come “carne da macello” in ogni epoca, per andare a sanare, mantenere o costruire interessi politici e economici. Dopo tanti anni di letture, sono convinto che questa parte “oscura, violenta e difficile” che l’uomo si porta dentro sia il frutto di un meccanismo evolutivo per contenere certi equilibri naturali. Io, quando ho visto quei legni abbandonati, con quelle forme geometriche così ben definite, ho pensato subito alla Terra Santa e alla guerra che si perpetua da secoli. Quello che oggi stiamo vivendo, non è altro che l’ultimo frutto di tutto uno scontro che è molto difficile da comprendere se non sei nato in quei luoghi.”
Pensieri profondi, che rimandano all’Occidente…
“L’occidente, con i suoi media, prova a spiegarlo, a farlo comprendere in maniera chiara e semplice, anche se spesso involontariamente (o volontariamente) crea più confusione che mai. Si, la guerra è figlia di odio, interessi, politica; ma come può la Terra di Dio essere calpestata, stuprata e sbeffeggiata in quel modo? Un amico della comunità Musulmana mi disse una cosa molto saggia:
“Non sono le religioni a farsi la guerra, sono gli uomini con la scusa delle religioni, a farla”
Aveva e ha, ragione. Per questo, ho raccolto quei legni abbandonati e ne ho creato uno Ziqquratu.”
L’obiettivo di Filippo Biagioli è quindi quello di rendere visivo il suo desiderio di un abbraccio virtuale che deve poter cingere l’intero mondo e rendere le persone libere da interessi personali e odio.
“Mi sono impegnato per realizzare questa scultura di grandi dimensioni che avesse un solo messaggio: quello della Pace, della Fratellanza. Questo, ho avuto la fortuna di viverlo personalmente sulla mia pelle. Quando a causa della bufera di pioggia e vento rischiavo di perdere tutto il lavoro fatto, è arrivato in soccorso l’amico scrittore Marco Riccomini, che nonostante avesse da correggere in fretta le bozze finali del suo libro “Squilibri”; ha mollato tutto ed è corso a darmi una mano. Questo è l’abbraccio che io auspico, la fratellanza che sogno, l’aiuto e il rispetto che vorrei fra le persone.”
Ziqquratu: un’opera senza giudizi
“Non ho avuto interesse a inserire motivazioni, giudizi nell’opera, perché spesso essi generano malintesi e incomprensioni, e questi – lo sappiamo bene – sono la madre e il padre dell’odio. I conflitti armati di natura sociale sono come un cane che si morde la coda, generano violenza che genera altra violenza fino a formare un ciclone distruttivo che trascina tutti verso di se. No, io volevo evitare tutto ciò, non volevo contribuire a questo. Io voglio, se mi si passa l’imperativo, parlare della Parola di Dio e della Sua voglia di Pace. Per questo motivo, ho semplicemente dipinto le parole ebraiche, arabe e latine di Pace, Fratellanza, Preghiera sullo Ziqquratu, per ricordare che il mondo ha bisogno di una riduzione totale, dei conflitti armati, delle guerre economiche, delle violenze sociali.”