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Il ragazzo dai pantaloni rosa

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Scritto da Alessio Arcaleni

“Il ragazzo dai pantaloni rosa” un film da recuperare del 2024.

Come ogni anno, a conclusione dell’anno solare, MAI VISTI ALLA RADIO, con esperti del settore, cerca di capire cosa è stato l’anno che sta per concludersi e capire che cosa sarà l’anno che verrà a livello cinematografico.

Sono stati molti i film che ci hanno accompagnato in questo 2024 e gli attesi per questo 2025. Fra tutti, per il cinema dedicato, mi sono voluto soffermare su un film che, probabilmente non sarà il migliore dell’anno, ma che possiamo dire con certezza, ha lasciato una grossa impronta a livello mediatico e, come è giusto che sia, è entrato nelle scuole e di conseguenza all’attenzione dei ragazzi.

il ragazzo dai pantaloni rosa

È il caso del film “Il ragazzo dai pantaloni rosa“, ispirato a fatti realmente accaduti, un esempio su come si possa trattare un tema come quello del bullismo e del cyberbullismo in modo fortemente coinvolgente. Uno strumento di lotta contro una forma di violenza maldestra e pericolosa.

Tratto dal libro Andrea oltre il pantalone rosa, il film racconta la tragica storia di Andrea Spezzacatena, il ragazzo che a soli 15 anni si tolse la vita il 20 novembre 2012, vittima di bullismo.

Una storia drammatica e commovente sul primo caso noto in Italia di suicidio di un minorenne causato da bullismo e cyberbullismo. La vicenda narra di come un semplice errore nel lavaggio dei jeans, che li fece diventare rosa, scatenò una serie di atti di bullismo nei confronti di Andrea, culminato con la creazione di una pagina Facebook offensiva che aumentò ulteriormente le molestie.

il ragazzo dai pantaloni rosa

Impossibile rimanere impassibili a questa vicenda, conosciuta dai giornali dodici anni fa e che ci ha travolto emotivamente.

Potrebbe sembrare una di quelle storie ‘classiche’, purtroppo ne vediamo e ne sentiamo tante, ma ciò che la distingue è il racconto dal punto di vista del protagonista, con voce fuori campo, porta il film ad una piega estremamente trascinante, portando lo spettatore ad un coinvolgimento maggiore.

Un ragazzo con una vita serena e tranquilla, un amore immenso per il fratello minore, i suoi genitori, in particolare mamma ed aveva una migliore amica di cui era innamorato, con cui andava sempre al cinema e recensiva i film, insomma un adolescente come tanti che frequentava il secondo anno del liceo scientifico.

Conosciuto a scuola Christian, cominciano i problemi di vita sociale che lo portano poi al drammatico gesto.

Il film, con i difetti che, forse, può avere la sceneggiatura, riesce a rendere le difficoltà dell’essere un quattordicenne, portando non solo denuncia al bullismo, ma allo stesso tempo anche raccontando una storia educativa.

Un caso di cyberbullismo finito in tragedia. Su Facebook i bulli avevano creato una pagina che lo chiamava «il ragazzo dai pantaloni rosa», perché Andrea indossava dei pantaloni che erano stati schiariti per sbaglio dalla madre (nel film è Claudia Pandolfi). Eppure, a lui piacevano lo stesso, gli piaceva essere eccentrico, mettersi lo smalto alle unghie. Con mio figlio ho fatto tanti errori, permettergli di indossare quei pantaloni rosa non è tra questi», è la frase di Teresa Manes che compare prima dei titoli di coda, e non possiamo che essere d’accordo.

Il ragazzo dai pantaloni rosa, interpreti

Oltre al protagonista Samuele Carrino, che interpreta Andrea Spezzacatena, una menzione ulteriore va fatta ad Andrea Arru e Sara Ciocca che interpretano rispettivamente Christian e Sara, di cui sicuramente sentiremo parlare in futuro, per le loro interpretazioni  che danno il giusto spessore alla storia.

Senza dimenticare la canzone protagonista del film “canta ancora” interpretata da Arisa, Il testo della canzone, scritta dalla stessa Arisa assieme a Gioni Barbera rappresenta una sorta di lettera che il figlio, rivolge alla madre per lenire il dolore, un’ amore, un legame indissolubile che lega un genitore a suo figlio. 

Usciti dalla sala dopo la visione di questo film, sono molti gli spunti di riflessione e domande che ci poniamo, sia come genitori e non solo come ragazzo/ragazza. Giusto che questo film, come il libro, debbano entrare nelle scuole, ma anche nelle case di tutti noi.

Trailer del film

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