Dal 14 marzo al 23 agosto 2026, la Fondazione Palazzo Strozzi presenta una delle più importanti mostre mai dedicate a Marcus Rothko (1903-1970), indiscusso maestro dell’arte moderna americana. A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna, Marcus Rothko a Firenze rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, per celebrare il legame speciale tra l’artista e Firenze. L’architettura del palazzo e la città stessa sono lo scenario ideale per esplorare come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela.

Il percorso espositivo a Palazzo Strozzi permette di ripercorrere l’intera carriera di Rothko con oltre 70 opere provenienti da prestigiose collezioni private e dai più importanti musei internazionali, tra cui il Museum of Modern Art (MoMA) e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington.
Da Palazzo Strozzi il progetto si estende poi alla città di Firenze, coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista in due sezioni satellite: il Museo di San Marco, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo.

Biografia Marcus Rothko
Marcus Rothkowitz nasce a Dvinsk, in Lettonia (all’epoca Russia), il 25 settembre del 1903. A dieci anni emigra con la famiglia a Portland, negli Stati Uniti. Fin da giovane manifesta interesse per le arti drammatiche e la musica, elementi che ritorneranno costantemente nella sua produzione artistica. A metà degli anni venti Rothkowitz si trova sempre più spesso a New York dove frequenta il corso di natura morta tenuto da Max Weber, entra in contatto con artisti e trascorre molto tempo nelle gallerie e nei musei più prestigiosi della città, in particolare il Metropolitan Museum of Art. In occasione di una collettiva del 1928 espone per la prima volta alcuni paesaggi. A partire dal 1929 insegna educazione artistica alla Center Academy del Brooklyn Jewish Center.
Gli anni trenta sono molto prolifici per Mark Rothko, continua ad insegnare e prende parte a diverse mostre collettive. Nel 1935 fonda, insieme a nove artisti di tendenza astrattista ed espressionista, tra cui Adolph Gottlieb, il gruppo denominato “The Ten”, con il quale espone fino al 1939, quando il gruppo si scioglie. In occasione di una mostra, nel 1935,Rothko presenta per la prima volta un dipinto dal titolo Subway, il tema della metropolitana lo interesserà fino al 1939.
Nel 1940 l’artista abbrevia il proprio nome in Mark Rothko. I soggetti dipinti nei primi anni quaranta appartengono al mondo del mito e all’immaginario onirico, opere quali Antigone e Oedipus; verso il 1944 appare evidente l’interesse per il surrealismo. Insieme a Jackson Pollock e Robert Motherwell partecipa ad una mostra presso la galleria Art of This Century di Peggy Guggenheim, che inizia a essere la sua agente. Nel 1945, dopo essersi separato dalla prima moglie Edith Sachar, sposa Mary Alice (Mell) Beistle, che sarà la madre dei suoi due figli, Kate e Christopher. E il 1946 quando Rothko abbandona ogni riferimento all’immaginario biomorfico: è il periodo dei “Multiforms”.
Nel 1950 i Rothko viaggiano in Europa per cinque mesi. Tornato a New York l’artista continua a esporre nei musei e nelle gallerie più importanti della città. Nel 1958 Rothko partecipa alla XXIX Biennale di Venezia come rappresentante degli Stati Uniti insieme ad altri tre artisti. Nello stesso anno gli vengono commissionati dei murali per la decorazione del ristorante Four Season, all’interno del Seagram Building progettato da Mies van der Rohe e Philip Johnson. Nel 1959 i coniugi Rothko con la figlia Kate trascorrono alcuni mesi in Europa.
Gli anni sessanta vedono l’artista costantemente impegnato sia a dipingere che a curare personalmente le proprie esposizioni.
Nel 1962 riceve l’importante commissione degli Harvard Murals e due anni dopo quella della Houston Chapel in Texas che lo tiene impegnato fino al 1966 anno in cui, assieme alla famiglia, viaggia per la terza volta in Europa.
Nel 1968 inizia a soffrire di problemi di salute, l’anno seguente si separa dalla moglie Mell. I suoi dipinti dalle tinte cupe denotano un periodo difficile per l’artista.
Mark Rothko si toglie la vita il 25 febbraio del 1970 nel suo atelier, lasciandoci – con i Black on Gray Paintings – un’ultima serie di dipinti a carattere murale concepiti per uno spazio ideale.
La mostra Rothko a Firenze è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, con la collaborazione del Museo di San Marco (Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei nazionali Toscana) e della Biblioteca Medicea Laurenziana.
Sostenitori pubblici Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze.
Sostenitori privati Fondazione Palazzo Strozzi: Fondazione CR Firenze, Intesa Sanpaolo, Fondazione Hillary Merkus Recordati, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi.