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Cultura

Chapeau, no vax.

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Scritto da Cinzia Silvestri

Si fosse trattato di una partita di calcio, i no-vax avrebbero vinto per corruzione arbitrale; si fosse trattato di una guerra, sarebbe stata una vittoria di Pirro. Cioè, quelle vincite che hanno un retrogusto di acqua minerale con alta concentrazione di stronzio (elemento chimico di numero atomico 38 e il cui simbolo è Sr, n.d.r.). Ahimè sono stati quelli che per mesi si sono dichiarati strenui avversari dei no-vaccinazioni a far vincere questa guerra: non contro il virus, ma contro la scienza e permettetemi anche l’intelligenza. Tra i nemici giurati no-vax ricordiamo componenti di importanti tavoli tematici, presenze costanti e profumatamente retribuite dei talk show televisivi: c’era chi in fondo ha sempre tifato per loro, sin dall’inizio, si può dire fin da quando il vaccino anti Covid non era ancora sul mercato. La confusione ha regnato sovrana durante i lockdown, aperture, chiusure, lasciapassare, autocertificazioni, e chi più ne ha, più ne metta.

Sembra un tempo ormai lontano e invece è stato ieri, quando si cantava alla finestra e si stendevano gli striscioni ‘Andrà tutto bene’, poi menomale è intervenuto il falegname che ha aggiunto metaforicamente un suo strumento di laboratorio, per rendere giustizia alla verità. I no-vax hanno avuto l’aiuto di tutti: i media, i social, gli ignorantoni grezzi, la gente idiota o in malafede, i millantatori di professione, le fattucchiere con la laurea in medicina, i medici per sbaglio, in generale la disinformatia ha giocato pro no-vax. Noi ignoranti confessi ci siamo sommessamente affidati alla scienza ed alla medicina, specialmente noi generazione dello zuccherino con le goccioline anti-polio, noi del braccio segnato dall’anti-vaiolosa, noi che le malattie esantematiche si beccavano tutte perchè non c’era ancora il vaccino trivalente: ebbene, noi al vaccino anti Covid c’abbiamo creduto e ce lo siamo fatto inoculare, senza incoscienza ma con profondo rispetto. Per tutti, in primis proprio per i vincitori no-vax che fieri manifestavano con la stella di David come ebrei deportati, semplicemente perchè non potevano andare al ristorante e, si sa, il tamponamento ha un costo e anche l’incapacità di capire. Ma eravamo e restiamo noi vaccinati gli stolti, i minus habens, quelli chiusi nella boccia coi pesci rossi, intortati dai media cosiddetti ufficiali, vittime del gombloddo mondiale, della Cina, di Big Pharma e compagnia inoculante. Sia chiaro: la fine dell’emergenza sanitaria non significa affatto la fine della pandemia, o neanche dell’endemia, visti i numeri attuali dei contagi: il virus è mutato, com’era prevedibile che avvenisse, ma vive, lotta ed è tra noi, come un diavolo qualunque direbbe Papa Bergoglio. Lo si teme meno semplicemente perchè lo si conosce meglio ed il vaccino è stato un’arma per affrontarlo, ma questo i vincitori non lo ammetteranno mai, anzi. Questo ‘liberi tutti’, che sa tanto di contentino politico più che di esigenza sanitaria, ha sancito che fino ad ora i popoli sono stati presi in giro dai Governi mondiali: si stenta a credere che ci sia stato il Covid. Farine e lieviti di birra che sparivano dagli scaffali dei supermercati perchè tutti quelli che erano chiusi in casa dovevano esibire i dolci handmade, invece di leggere magari un buon libro polveroso nella libreria, il mercimonio delle mascherine e dei caschi per l’ossigeno, in situazioni tragi-comiche dove i politici hanno dato il meglio di sè, la sanificazione gelificata delle mani, perchè s’è scoperto durante la pandemia che lavarsi le manine fa sempre bono alla salute.

Oh, ma quanto, quanto si potrebbe pontificare su questi due anni spaventosi che hanno segnato tutti, anche quelli che come me non si sono (finora) ammalati di Sars Cov 2? Il segno è stato lasciato soprattutto a livello psicologico: basta leggere talune bacheche sui social per capire quanto la gente sia rimasta turbata e dis-turbata dai lockdown e dal caravanserraglio che tutt’intorno s’è creato. Basta vedere come la gente viaggia con la macchina (avete fatto caso che le frecce ad esempio sono ormai un optional?), come si rapporta con gli altri esseri umani negli uffici, nei negozi. Nei rapporti personali. Un abbrutimento spaventoso. C’è stato pure qualche fenomeno da baraccone tra i vincitori no-vax che si è pure preso la libertà di denigrare Fedez, personaggio che non è in cima alla mia scala di gradimento, ma che gode di tutta la mia solidarietà per la malattia che lo ha colpito, al quale è stato sarcasticamente chiesto se il tumore che lo ha colpito è correlato alla vaccinazione anti Covid. Pfizer, Moderna o AstraZeneca? Avevamo pure l’imbarazzo della scelta, ma i vincitori no-vax non volevano scegliere, semplicemente non volevano il vaccino. Punto e basta. E dai, picchia e mena l’hanno avuta vinta, perchè in tutto questo tempo è mancato il decisionismo autorevole a livello ministeriale, vi è stata approssimazione (eufemismo) e tolleranza (troppa). Si è sentito troppo ragionare i virologi, gli epidemiologi, i tuttologi, i fancazzisti, i creduloni. Il presentatore esperto musicale si è trasformato in specialista di vaccini al grafene e in ufologo e tutti a credergli. Tutti no, ma buona parte, quella parte che ora più che mai si sente dalla parte della ragione, perchè il ‘liberi tutti’ lo permette.

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Ho passato momenti bigi, nella solitudine delle strade deserte durante il primo lockdown quando dovevo comunque garantire assistenza a un mio congiunto distante 5 comuni da casa mia e lo dovevo spiegare bene quando le Forze dell’ordine mi fermavano per i controlli. Ho passato momenti bigi, quando dovevo tutelare la mia salute nella semi latitanza della sanità ordinaria, tutta presa da quella straordinaria allestita causa Covid, costata un botto non solo economicamente, ma soprattutto perchè ha decimato le cure necessarie ai malati altri (di tumore per esempio). Ho passato momenti bigi, nel timore del contagio, quando non si trovavano mascherine e guanti e altri presidi. Quindi mi pare naturale che io non senta un naturale trasporto per coloro che si sono rivelati i terrapiattisti della medicina, che hanno dileggiato morti e malati di Covid. L’analisi dell’evoluzione della malattia dopo la scoperta e la diffusione del vaccino mi porterebbe lontano nei ragionamenti: il vaccino in realtà è stato la scusa per misurare la febbre dell’ignoranza, del rispetto, della sensibilità umana.

La mia personale esperienza mi porta a dire che i vincitori si sono rivelati soprattutto degli egoisti con poco rispetto del prossimo, con scarsa percezione della società intesa come collettività solidale. C’è stato un tempo in cui non si reperivano tamponi perchè c’era chi li utilizzava non per andare a lavorare, ma per andarsi a divertire. Ergo, godetevi pure la vittoria ottenuta grazie anche ai pro vax con pochi attributi, ma giratemi poco intorno. Le vittorie ottenute scorrettamente sono sempre un boomerang: per quanto mi riguarda continuerò a indossare la mascherina nei luoghi chiusi, a tenere pulite le mani e a mantenere i rapporti distanti con chi ha fatto della pandemia una guerra di prepotenza e protervia.

Ma adesso che sono positivo come funziona? Non avete un farmaco per diventare negativo? (dal web)

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