Una giornata dedicata ai sapori toscani più autentici, tra calici, profumi e racconti di cantina nel cuore del Montalbano (Pistoia, Toscana); una degustazione esclusiva riservata ai ristoratori del territorio, pensata per far incontrare eccellenze enologiche e gastronomiche in un dialogo diretto tra chi il vino lo produce e chi lo serve ogni giorno in tavola.
Sapori toscani, sapori senza tempo
L’incontro si è svolto nella sede principale della azienda Bonacchi con l’intento di unire piacere della scoperta e radici del gusto, attraverso la presentazione di una selezione di etichette che rappresentano la Toscana in tutte le sue sfumature.
Dal Bolgheri Rosso DOC, elegante e immediato, al Brunello di Montalcino DOCG, fino al sontuoso BADESCO, blend di carattere e personalità.


Confronto e ricerca con il coinvolgimento di realtà del territorio toscano eccellenti per la ristorazione, come Toscana Fair, Voronoi, NaturArt Village… un approccio alle diverse varietà di uve e vini che l’azienda propone ormai in tutto il mondo da anni.
Vinsanto e cantucci, il clou della tradizione
Uno dei momenti importanti della presentazione è stata la valutazione del vinsanto. Il vinsanto di per se è vino simbolo della convivialità toscana, un vino dolce capace di racchiudere in ogni sorso la dolcezza del tempo e la sapienza del lavoro artigianale.
L’assaggio ha conquistato i presenti ed è stato accompagnato dai dolci tipici della tradizione oltre che dai prodotti Lunardi, azienda che ha curato la parte gastronomica dell’evento.
Una autentica esperienza di sapori toscani, con proposte semplici ma di altissima qualità. Crostini salati, formaggi e salumi al taglio, biscotti artigianali (i rinomati cantucci) per l’abbinamento finale con il vinsanto.
Vini e primizie eccellentemente descritti da Ivan Misuri, sommelier di Bonacchi.


Tradizione, territorio e ospitalità toscana
Tra i tavoli apparecchiati nella sala della cantina, circondati da casse e botti in acciaio, si è respirata un’atmosfera di collaborazione e condivisione. L’obiettivo dell’iniziativa era chiaro: rafforzare il legame tra produttori e ristoratori toscani, creando una rete di ambasciatori del gusto pronti a raccontare la qualità del territorio ai clienti di tutto il mondo.


L’evento in questione ha dimostrato dunque ancora una volta come i sapori toscani – dal vino al pane, dai formaggi ai dolci – restino un linguaggio universale capace di unire le persone e valorizzare una cultura del gusto che non smette di evolvere, pur restando fedele alla sua identità più autentica.


Foto di Alice Lavoratti